Don Dokken – Up From The Ashes (1990)

Titolo: Up From The Ashes
Autore: Don Dokken
Genere: Hard Rock
Anno: 1990
Voto: 8,5

Visualizzazioni post:621

Post Fata Resurgo!” 1990. Il disco solare accecante del class metal sta per tramontare definitivamente nel mare piatto di flanella e spleen del Seattle sound (è mai esistito?), dopo aver piegato in adorazione per quasi un decennio le teste lungocrinite di milioni di appassionati del magico connubio durezza cromata/trasparente melodia (per favore, non chiamatelo hair-metal) producendo album destinati a gloria imperitura. Tra questi “Tooth And Nail” (1984), “Under Lock And Key” (1985) e “Back For The Attack” (1987) frutti di un’intesa artistica più unica che rara nello scenario di metà ’80, incontro/scontro tra personalità talentuose ed egocentriche, inevitabilmente destinate a percorrere sino alla fine una rotta di collisione tracciata da mere dinamiche commerciali e da concrete difficoltà relazionali. Dopo il primo, doloroso impatto (altri ne seguiranno durante i ’90) il breve iato tra Don, Lynch e compagni regala ai seguaci dei Dokken l’opportunità di far girare sotto la puntina due album praticamente paralleli, ma decisamente divergenti dal punto di vista strettamente musicale: George Lynch e Mick Brown, coadiuvati dal produttore deluxe Max Norman, rilasciano per Elektra “Wicked Sensation”, diamante grezzo di hard blues stradaiolo screziato dalla tecnica limpida del biondo chitarrista; Don, con quello che a posteriori verrà riconosciuto come legittimo successore di “Beast From The East” privato del prestigioso blasone per motivi legali, libera la Fenice dalle sue ceneri ancora fumanti… Sotto le ali di fuoco una delle formazioni più stellari di sempre, un “Dream Team” da oro olimpico, autore di una prestazione magistrale per coesione e classe esecutiva: John Norum (Europe), Mikkey Dee (King Diamond e poi Motörhead), Billy White (Watchtower) e l’amico Peter Baltes (Accept) sono campioni dell’hard’n’heavy mondiale ed il risultato non può che essere da record, magnifica eccezione alla regola (oggi più che mai in vigore) supergruppo = superflop.
“Up From The Ashes”, pubblicato da David Geffen, è fiera esibizione di una fiamma creativa ancora sfavillante, fomentata dall’afflato sopraffino dei due chitarristi e dai nobili contributi di Glenn Hughes (“When Love Finds A Fool”), Mark Spiro (“Mirror, Mirror”), Ken Mary (“The Hunger”) e Tony Fraklin (“Stay”). Un album scrigno che racchiude un decennio di incanto class metal, raffinatezza e melodia mai prive di nerbo, dal suono sempre incisivo, metallizzato al platino “…un hard rock elegante, ben prodotto e melodicamente ispirato ma che mantiene sempre in primo piano un grande guitar work…”(Beppe Riva “Guida alla terminologia metal”, 1988). L’arpeggio iniziale di “Crash‘N’Burn” ed il riff micidiale che energicamente lo scalza esprimono il concetto meglio di mille parole, così come il primo chorus di Don, mellifluo ma non stucchevole, aggraziato ma non lezioso, est modus in rebus! “1000 Miles Away” è epica ricercatezza, graffiata dagli scambi fulminei tra Norum e White, “Stay” e “Mirror, Mirror” i singoli perfetti (ampia rotazione dei due video su MTV all’epoca, cercateli!), “When Love…” la ballad per miriadi di fiammelle danzanti nel cielo della California (e non freddi led da smartphone…), “Living A Lie” e ”Down In Flames” dei tornado spazza arene, “The Hunger” una sfrontata prova di forza (che stacchi!); ogni brano rappresenta lo stato dell’arte di un modo d’intendere l’hard rock ingiustamente condannato a parziale oblio nel nome di sonorità ben più derivative ed ambigue. Ma tant’è, anche la storia del rock prosegue la sua marcia inarrestabile e ciclica e le vendite deludenti (per l’epoca, sia chiaro…), non ai livelli del gruppo madre, impongono una pausa di riflessione. Donald ed i Dokken torneranno, con vecchi e nuovi compagni d’avventura ed alterne fortune, mai più eguagliando, per chi scrive, la perfezione formale di questo unicum hard rock… “Dalle ceneri rinascerà un fuoco, l’ombra sprigionerà una scintilla, nuova sarà la lama ora spezzata, e Re quel ch’è senza corona…” Un inchino doveroso a Sua Maestà!

Tracklist:

1. Crash’N’Burn
2. 1000 Miles Away
3. When Some Nights
4. Forever
5. Living A Lie
6. When Love Finds a Fool
7. Give It Up
8. Mirror Mirror
9. Stay
10. Down In Flames
11. The Hunger

Line-up:

Don Dokken – lead vocals, guitar
John Norum – guitars, vocals
Billy White – guitars
Peter Baltes – bass guitar, vocals
Mikkey Dee – drums, percussion

Links:
https://dokken.net/
https://www.facebook.com/DokkenOfficial/

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.