Mayhem – Daemon (2019)

Titolo: Daemon
Autore: Mayhem
Genere: Black Metal
Anno: 2019
Voto: 9

Visualizzazioni post:271

Se qualcuno mi chiedesse cosa è il Male, risponderei senza alcun dubbio i Mayhem. Giunti all’ottavo disco, se consideriamo i due EP “Deathcrush“ e “Wolf’s Lair Abyss“, i norvegesi dimostrano per l’ennesima volta che evoluzione e radici possono viaggiare assieme. Non crediate che “Daemon“ sia un “De Mysteriis Dom Sathanas“ parte due od una fusione tra “Esoteric Warfare“ e “Chimera“, questo disco vive di oscurità propria, è figlio della sofferenza e dell’abisso. Ogni brano meriterebbe una menzione individuale, ma verrebbe una recensione chilometrica, quindi cercherò di esprimere la bellezza di questo disco soffermandomi sui pezzi che più mi hanno colpito.
L’apertura dell’album è affidata a “The Dying False King“, un brano che picchia duro, quasi canonico ma non così scontato. D’altronde sono i Mayhem. “Agenda Ignis“ è un vortice emozionale pazzesco: violenza e pathos si amalgamano alla perfezione come le chitarre e le soluzioni ritmiche di Hellhammer. La voce al limite del teatrale si scontra col basso pulsante ed ipnotico. Uno dei momenti migliori del disco. Con “Malum“ ci troviamo davanti ad un brano che nella parte centrale sprigiona tutta la sofferenza ed il male che si possano immaginare. Attila è il perfetto Caronte per questo viaggio. La formula alchemica di “Aeon Daemonium“ è vincente: un intro di tamburi con chitarre dalle note spettrali, le strofe sorrette ora da un tempo cadenzato, ora da un riffing serrato, ci portano, scivolando sulle corde mefitiche del basso, dritti al cospetto dell’impresario teatrale Sig. Csihar che apre il sipario verso il baratro. Altra gemma di oscura bellezza è “Daemon Spawn“, un brano lento e cadenzato nella sua quasi totalità, infatti quando sembra che il pezzo si sieda, per così dire, ecco una doppia cassa vorticosa o un blast beat martellante. Nulla è lasciato al caso, a dimostrazione dell’ accuratezza compositiva della canzone e di tutto il disco, ma del resto da musicisti del calibro dei Mayhem ci si aspetta tutto ciò. “Of Worms And Ruins“ è pura furia trasformata in musica, senza se e senza ma. Un brano diretto, senza respiro, forse l’unico punto di contatto col predecessore “Esoteric Warfare“.
Con i Mayhem non ci sono paletti di genere musicale. Ogni loro disco allarga i dettami del Black Metal. Va fatta una menzione particolare per la copertina ad opera dell’artista italiano Daniele Valeriani: MERAVIGLIOSA. (Nel box ad edizione limitata c’è il poster della copertina 90×60, pronto per essere incorniciato). In conclusione questo è un album da fare vostro, sia che siate fan del gruppo, del genere o del metal estremo in generale. Anche chi non li ama particolarmente dovrebbe dargli un ascolto, potreste cambiare idea. Non mi stupirei se “Daemon“ finisse tra i primi cinque migliori dischi del 2019.

Tracklist:

1. The Dying False King
2. Agenda Ignis
3. Bad Blood
4. Malum
5. Falsified and Hated
6. Aeon Daemonium
7. Worthless Abominations Destroyed
8. Daemon Spawn
9. Of Worms and Ruins
10. Invoke the Oath
11. Everlasting Dying Flame ( bonus track )
12. Black Glass Communion ( bonus track )

Line-up:

Necrobutcher – basso
Attila Csihar – voce
Ghul – chitarra
Hellhammer – batteria
Teloch – chitarra

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