Voltumna (Haruspex)

Visualizzazioni post:665

Il mito degli etruschi rivive sulle nostre pagine grazie ai Voltumna, che da Viterbo confezionano il nuovo disco “Ciclope”, metal estremo con lo sguardo rivolto ai valori antichi di un passato glorioso. Abbiamo incontrato il cantante e chitarrista Haruspex, che ci ha svelato i segreti della macchina del tempo dei Voltumna..

Ciao ragazzi e benvenuti sul nostro sito! Siete qui per presentarci il vostro nuovo disco “Ciclope”, quarto album della vostra carriera. Cosa dobbiamo aspettarci da questa nuova uscita?

Ciao Alessio e un saluto a tutto il mondo di Heavy Metal Webzine! Esatto, “Ciclope” sarà il nostro quarto album e sarà un grande balzo in avanti per noi. Innanzitutto abbiamo raggiunto una coesione tra i membri del gruppo come mai prima d’ora e ciò ha permesso di collaborare al massimo per la costruzione dei brani, per gli arrangiamenti e per le lyrics. Penso che infatti questo album sia un connubio perfetto tra tutti i stili che hanno influenzato i Voltumna nel corso degli anni e sia un ottimo risultato sotto tutti i punti di vista. Vi dovete aspettare un album completo, dinamico, potente come un gigante e a tratti melodico e malinconico, tutto in stile Voltumna.

Siete etichettati come “black death metal”, vi riconoscete in tale definizione o pensate che nel nuovo disco ci siano altri elementi o sfumature che possono emergere?

Ci riconosciamo abbastanza come Blackened Death Metal ma è veramente difficile inquadrarci in una corrente specifica, siamo eclettici anche nella scrittura dei brani e non seguiamo un filone ben preciso, ciò può essere un pregio o un difetto a seconda dei punti di vista. Sicuramente gli elementi e le sfumature sono aumentate di gran lunga in questo disco, dalle tastiere di un passato futuristico a nuove soluzioni di arrangiamento.

Avete già messo fuori il singolo “The Megalithic Circle”. Ne seguiranno altri?

Assolutamente sì, a metà Novembre uscirà un nuovo videoclip ufficiale a cui seguirà a ridosso dell’uscita dell’album un ulteriore singolo.

Siete una band molto particolare, avete scelto di focalizzarvi sulle radici etrusche, vista anche la vostra provenienza (Viterbo). Come mai questa scelta così anomala, in un mondo metal dove le tematiche fantasy o popoli antichi come celti e vichinghi vanno per la maggiore?

Ci sentiamo molto legati al nostro territorio di origine e gli Etruschi sono da sempre stati una popolazione affascinante e misteriosa, portatori di una conoscenza profonda e antichissima. La scelta può sembrare anomala nel panorama internazionale ma non in quello italiano dove molte band hanno scelto tematiche abbastanza simili. Siamo sicuri che questo nuovo approccio potrà incuriosire ancora di più anche i fan esteri.

Vorrei farvi una domanda anche sulla copertina, come è nata l’idea e cosa vuole rappresentare?

L’idea è nata dal connubio tra alcune idee che stavamo cercando di realizzare e un progetto che aveva in mente il grafico che si è occupato di tutto, Viron 2.0. Rappresenta appunto una sorta di caverna mitica in cui un sacerdote (che è sempre presente nelle nostre grafiche) è stante davanti a ciò che rimane appunto del Ciclope! E’ un punto di passaggio, come gli antichi templi e luoghi sacri etruschi, tra il nostro mondo e il mondo “sottile” e secondo noi questa figura “mitologica” rappresenta al meglio questo concetto del tramite e del legame che collega queste realtà.

Immagino che per realizzare degli album come i vostri sia necessaria una profonda conoscenza della materia, in questo caso della storia del Lazio anche prima della fondazione di Roma. Quali libri (o film) vi hanno ispirato maggiormente?

Assolutamente. Oltre alle conoscenze tramandateci fin da bambini siamo tutti interessati agli aspetti storici, mitologici ed esoterici delle popolazioni che hanno vissuto nei nostri luoghi e non solo. In particolare il sottoscritto è anche laureato in Archeologia e anche l’istruzione accademica ha contribuito a questa conoscenza. Ringraziamo senza ombra di dubbio il grande Giovanni Feo per averci dato l’incipit su molte delle tematiche trattate nei nostri albume e per la visione illuminante su alcuni aspetti cruciali della storia italica.

Nel vostro singolo “The Megalithic Circle” e da quel (poco) che so sugli etruschi si nota una grande ricerca del dialogo con la madre terra e con le forze della natura. Che cosa vi affascina di più di questo antico popolo?

Il legame era indissolubile e le pratiche rituali etrusche ce lo esplicitano in maniera inconfondibile. Erano considerati il popolo più religioso dell’antichità le cui pratiche divinatorie consentivano il dialogo con il mondo degli dèi. Il mistero che li avvolge fluisce attraverso le pietre e le strutture che ancora sono visibili nei nostri boschi sacri e visitare questi luoghi lascia senza fiato. Sicuramente è una conoscenza che ad oggi non riusciamo bene a comprendere ma abbiamo ancora dei piccoli spirargli per poterla recuperare.

Come vanno le cose dal punto di vista live? Riuscite a suonare con continuità? Avete elementi scenici caratteristici?

Crediamo che i live siano uno dei punti forti della band. Oltre a livello scenico – con le nuove grafiche e i nuovi costumi sarà sicuramente ancora più d’impatto – cerchiamo di creare un muro di suono che ben si configura con i nostri brani più diretti. Le scelte della strumentazione utilizzata live non sono mai lasciate al caso ma tutte curate nei minimi dettagli. Sicuramente la continuità che ormai portiamo avanti da molti anni ha influito sull’esperienza e ha permesso di creare il giusto sound sui vari palchi che solchiamo. Inoltre il legame con il pubblico è sempre fantastico, suonare anche nei club più piccoli riuscendo a guardare faccia a faccia la gente è sempre una grande emozione.

Nella vostra zona ci sono altre belle band che suonano musica con riferimenti alla storia di Roma antica: Rosae Crucis, Stormlord, Korrigans, ecc. A Bologna poi abbiamo i Tarchon Fist, che prendono il loro nome proprio dall’antico eroe etrusco Tarconte.
Che rapporti avete (se li avete) con questi gruppi? Potreste pensare ad un bel festival a tema!

I rapporti sono ottimi! Soprattutto con i nostri amici Stormlord, con cui abbiamo collaborato al precedente “Dodecapoli” e fatto un tour in Spagna qualche anno fa. Rispettiamo molto queste band ed hanno influito positivamente nella storia dei Voltumna. Un festival del genere era già stato fatto qualche anno fa nei pressi di Torino dai nostri fratelli Gotland, speriamo riprenda molto presto l’iniziativa.

In seguito all’uscita di “Ciclope”, prevista per il 13 dicembre, quali saranno i passi successivi?

Sicuramente moltissime date e festival per il 2020 in giro per l’Europa e il mondo. Primo obiettivo è far conoscere il nostro nuovo album il più possibile perché crediamo molto nel suo potenziale. Durante il 2020 riprenderemo anche con la scrittura di nuovi brani per un successivo lavoro…

Ok ragazzi, l’intervista è terminata, grazie per il vostro tempo e a voi l’ultima parola per i saluti o per aggiungere ciò che volete!

Grazie mille a te della disponibilità e dello spazio dedicato. Volevamo salutare tutti i nostri fan Etruschi che ci seguono, supportano e che hanno avuto modo di leggere l’intervista. La Furia del Ciclope sta arrivando!
Non rimarrete delusi.

http://www.voltumnametal.com/
https://www.facebook.com/voltumna/
http://www.extremetalmusic.com/

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.