Mind Over Four – The Goddess (1990)

Titolo: The Goddess
Autore: Mind Over Four
Genere: Alternative Progressive Metal
Anno: 1990
Voto: 8,5

Visualizzazioni post:1021

1989/1990. La disgregazione del metal è in pieno svolgimento, i piani inclinati del rock alternativo e dei primi suoni ‘post’ intersecano in modo imprevedibile i sottolivelli del rock duro, creando spazi metallici multidimensionali in cui rimbalzano, come sfere impazzite, hardcore, funk, rap, prog, noise, gothic e industrial, dando origine a nuove ed inimmaginabili galassie hard’n’heavy: Faith No More, Voivod, Jane’s Addiction, Soundgarden, Nine Inch Nails e Ministry pubblicano dischi fondamentali, destinati a stravolgere per sempre gli equilibri della musica pesante, innescando una reazione a catena che non avrà eguali in nessun’altro contesto musicale. Nei casi più clamorosi non si ottiene una semplice ibridazione ma una fusione totale di influenze così variegate da creare, come in ambito genetico, esemplari sensazionali di biodiversità artistica. Incluso in quest’ultima categoria un gruppo di scapestrati di Orange County affascinati da Allan Holdsworth, Rush, Melvins, Van Halen e Die Kreuzen, quattro anime, un’unica mente, un solo pensiero: trascendere i limiti tecnico-espressivi del metal di fine secolo. Un equo riscatto da insuccessi ed instabilità iniziale (due album di vero metal alternativo disattesi dai più, etichette comprese) viene offerto dalla firma con la leggendaria Caroline Records che rilascia nel 1990 questo singolare “The Goddess”, dando impulso ad un’intensa campagna promozionale con l’obiettivo dichiarato di promuovere i Mind Over Four come gli eroi del metal del futuro. Spronati nuovamente dall’attitudine punk del leggendario Eric “E” Garten (Thrice, Death By Stereo, Game Face ed Headfirst tra gli altri) i californiani rendono più masticabile e digeribile l’impasto stilistico degli albori: jazz e funk, aggressione metal, punk, soul e garage rock, accompagnati dai testi “urlati con grazia” da Spike Xavier, danno forma ad un prog-metal gradevolmente alternativo e difficilmente catalogabile (ancora oggi, figuriamoci allora!) in cui coesistono repentini cambi di tempo, atmosfere voïvodiane, riff frenetici, stacchi alienanti e stravaganti melodie, il tutto in tracce della durata media di tre minuti che scatenano nell’ascoltatore una sorta di euforia liberatoria. Concentrare una tal quantità di dettagli e sfumature contrastanti senza risultare inconcludenti e boriosi è prerogativa di pochi… ciò nonostante, la parabola dei MO4 seguirà un percorso indesiderato, passando dalle pagine pubblicitarie dei maggiori magazine dell’epoca (i più attempati ricorderanno l’astrusa copertina) alla T-shirt di Phil Anselmo sul retro di “Vulgar Display Of Power” (1992) ed infine, immancabilmente, al graduale oblio al quale sono tristemente destinati quasi tutti gli incompresi cronici (chi ha detto Last Crack?). Seguirà un altro disco di gran spessore, “Half Way Down”(1993), più progressivo ed ostico ed un canto del cigno funesto e criptico dal titolo profetico di “Empty Hands”(1995), come a segnalare che poco o nulla sia stato raccolto, malgrado l’innegabile valore e l’impegno profuso. A noi non resta che onorare una discografia che, dopo venticinque anni dall’ultima testimonianza, è ancora in grado di stupire e suscitare l’annoso interrogativo: ma cosa avevano in mente questi quattro? Geniali.

Track List:
1. Prayer for the Dying
2. The Goddess
3. 12 Days of Wind
4. Idle Chatter
5. Post
6. Gemini
7. Ice, Water, Stream
8. Autumn’s Here
9. Hell’s Bravest Song
10. Airplanes

Line Up:
Spike Xavier – vocals
Mike Jensen – guitars
Mark Fullerton – drums
Rich Castillo – bass

Links:
https://www.facebook.com/MindOverFour/

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.