Jester’s March – Beyond (1991)

Titolo: Beyond
Autore: Jester's March
Genere: Progressive Speed/Thrash
Anno: 1991
Voto: 8

Visualizzazioni post:537

Il sipario da strada, una semplice tenda di stracci, si è appena aperto dinanzi alla folla in trepida attesa… cosa succederà oggi? Attore, mimo, musico o ciarlatano? Uno e plurimo, il giullare vagabondo ha un unico scopo, sopravvivere della sua arte incantando le folle da vero intrattenitore proteiforme. Cantastorie, giocoliere, acrobata o buffone, è difficile catalizzare l’attenzione di un pubblico attratto dalle novità più eclatanti dell’ultim’ora, siano esse esibizioni di violenza plebea, folli rimescolii stilistici o frustrazione giovanile infagottata in camicioni a scacchi. Se il retroterra poi è costituito da power, speed e thrash ecco che le capriole ed i giochi di prestigio diventano inevitabili, poiché rinverdirne i fasti nell’alto medioevo del metal è impresa seriamente eroica. Dalla plumbea Dortmund, culla di Angel Dust, Axxis e Despair, un manipolo di giovani musicisti apre una via propria al power speed più evoluto, melodico, potente e tecnico senza eccessi, un’armonizzazione ben riuscita e più accessibile delle tortuosità dei primi Sieges Even, del prog-thrash istrionico dei dimenticati Secrecy e del prog-metal epico dei divini Fates Warning di “No Exit”.
“Beyond” viene pubblicato dalla Steamhammer nel 1991, catapultando i Jester’s March dei fratelli Bilic tra le agguerrite retroguardie dello schieramento technical metal teutonico, pronti a combattere una guerra infruttuosa contro il nuovo metal che avanza, al fianco di compagini destinate ad un ruolo di culto postumo del calibro di Depressive Age, Lost Century, Salvation e Skeptic Sense.
Otto le tappe della marcia del giullare, dalle contrade ricolme di genti fino alla corte del Re, tutte meritevoli di un sopralluogo: si parte piano, con la greve introduzione pianistica “Beyond” che confluisce in “Middle Of Madness”, congerie di riff, cambi di tempo e sbalzi d’umore nella miglior tradizione del genere, forte però di un senso melodico schiettamente power, esaltato dalla vocalità di Olaf Bilic, novello Tate di Vestfalia. “Believe” rivela il versante più solare dei Jester’s March, grazie ad un chorus che blandisce al primo ascolto… la sua linearità viene però prontamente sbaragliata dalla violenta insurrezione del giullare in “Jester’s Rise”, incalzante ed energica, puntellata dal basso nitido di Martin Hirsch e dagli acuti eversivi di Olaf. “Rain Falls” è pervasa da un’atmosfera algida alla “Rage For Oder”, protratta ed invelenita nell’assalto power-thrash di “False Religion” che richiama configurazioni armoniche care ai cugini Mekong Delta ed ai Deathrow di “Deception Ignored”. Un power evocativo, tra Sanctuary e primi Queensrÿche, è invece protagonista della breve “Rhapsody In Lies”, che ripropone uno svolgimento più rettilineo ed un fugace scambio di assoli tra Michael e Pierre. “To Wicked Leaders” è una traccia di prog-metal agile, diversificata da un gran lavoro di basso e da improvvise accelerazioni ritmiche mentre dal demo “Audience To The King”(1989) proviene la conclusiva “Into The Void”, brano che risentiva parzialmente, per ovvi motivi anagrafici, dell’influsso power/speed di Iron Angel e primi Helloween, qui depurato dall’aggressività originaria.
I nostri ritenteranno l’anno seguente, orfani del buon Danielczyk, con il più blando e moderato “Acts”, scevro oramai da qualsivoglia influenza speed, prima di riorganizzare definitivamente formazione ed idee, tramutarsi negli affini House Of Spirits, (in compagnia di Mr. Jorg Michael e dell’ex Mekong Delta Uwe Baltrusch) e rilasciare il pregevolissimo “Turn Of The Tide” nel 1994 ed il discreto “Psychosphere” nel 1999. Date udienza al saltimbanco di Dortmund in quest’epoca di falsi profeti e metal plastificato: lo spirito del giullare potrebbe regalarvi momenti di insana spensieratezza!

Tracce:

1. Beyond
2. Middle of Madness
3. Believe
4. Jester’s Rise
5. Rain Falls
6. False Religion
7. Rhapsody in Lies
8. To Wicked Leaders
9. Into the Void

Formazione:

Martin Hirsch – Bass
Oliver Schütrumpf – Drums
Michael Bilic – Guitars
Olaf Bilic – Vocals
Pierre Danielczyk – Guitars

Collegamenti:
https://www.facebook.com/Jesters-March-284802524938385/?ref=py_c

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