Assassin – Bestia Immundis (2020)

Titolo: Bestia Immundis
Autore: Assassin
Genere: Thrash Metal
Anno: 2020
Voto: 6,5

Visualizzazioni post:522

Ci troviamo a Dusseldorf, in piena Germania e siamo al cospetto di una band storica per il thrash teutonico, spesso sottovalutata e rimasta nell’ombra a causa di una serie di sfortunati eventi. Uno su tutti, la sottrazione impropria della strumentazione alla fine degli anni ’80, che decretò lo scioglimento del gruppo per ovvie ragioni economiche. Uscirono solo due dischi, “The Upcoming Terror” e “Interstellar Experience”, considerati in seguito dischi di alto valore per il thrash tedesco. Dobbiamo dunque attendere il 2005 per il ritorno degli Assassin, con “The Club”. La formazione ha inoltre subìto innumerevoli defezioni in line-up negli anni, decretando oggi Jurgen “Scholli” Scholz come l’unico superstite e fondatore del gruppo. Sezione ritmica recuperata nel 2009 con Joachim Kremer al basso e Bjorn Sondermann alla batteria. Anche lo storico Robert Gonnella, originario frontman e vocalist, ha dato forfait nel 2014 per far spazio ad Ingo Bajonczack, attivo attualmente contemporaneamente nei Bonded (band degli ex Sodom, Makka e Bernemann). Ultimo ingresso, Frank Blackfire, attualmente chitarrista anche negli stessi Sodom. In tutto questo trambusto ci ritroviamo “Bestia Immundis”, un album che non rispecchia assolutamente i primi dischi, classici capolavori del thrash made in Germany. Siamo oggi davanti ad un risultato poco più che sufficiente. Un disco godibile, ma pieno di punti deboli dove la voce di Bajonczack è forse troppo lontana dal marchio più old school di Gonnella (anche nei Bonded forse non è l’uomo ideale nda). Non me ne voglia il signor Blackfire, ma nonostante la sua militanza in gruppi dai nomi altisonanti, l’ho sempre ritenuto un chitarrista molto meno dotato dei suoi colleghi. Restano buone gran parte delle composizioni che però smussano gli angoli di un album che ricalca i canoni di un genere che è sicuramente il thrash metal, ma forse è troppo lontano dai primi ottimi Assassin e per questo motivo forse si poteva pensare ad un progetto diverso, che escludesse un nome storico, probabilmente rimasto sepolto nel 1989. Ci sono dei riff buoni e molta voglia di mettersi in gioco, ma questo non riesce a valorizzare questo album come ci saremmo aspettati (lasciamo perdere la prima parte di “Chemitrails”, la strumentale in chiusura, veramente inutile). Mentre i colleghi oltreoceano si stanno dando da fare con dischi dalle produzioni hollywoodiane, energici ed aggressivi (Overkill, Testament, Exodus tra i tanti…), in Germania stiamo assistendo ad una vera e propria crisi o decadimento di un genere che ha visto i suoi fasti negli anni ’80 ed una rinascita all’inizio dei 2000. Oggi tanti dischi e tanti gruppi stanno arrancando in tutta la Renania e non solo. Che sia l’inizio della fine?

Tracce:

1. The Swamp Thing
2. Hoch Much Can I Take?
3. No More Lies
4. Not Like You!
5. The Wall
6. Hell’s Work Done
7. The Killing Light
8. Shark Attack
9. War Song
10. Chemtrails (Part 1)
11. Chemtrails (Part 2)

Formazione:

Ingo Bajonczak – Voce
Jürgen “Scholli” Scholz – Chitarra
Frank “Blackfire” Gosdzik – Chitarra
Joachim Kremer – Basso
Björn “Burn” Sondermann – Batteria

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