Plateau Sigma – Symbols: The Sleeping Harmoy Of The World Below (2019)

Titolo: Symbols: The Sleeping Harmony Of The World Below
Autore: Plateau Sigma
Genere: Funeral doom, new wave, indie, postrock
Anno: 2019
Voto: 8

Visualizzazioni post:629

I Plateau Sigma non hanno mai amato produzioni frettolose ma si sono sempre presi tutto il tempo necessario per scolpire le fondamenta dei propri album, un pò come il tempo preso dalla sottoscritta per scrivere questa recensione. Dopo averli congedati a marzo 2016 con il personalmente pluriacclamato “Rituals”, il quartetto ligure ha sciolto le vesti della propria crisalide con la pubblicazione a ottobre 2019 del successore “Symbols: The Sleeping Harmony Of The World Below”. I simboli fanno parte dagli albori della nostra quotidianità, rappresentano una storia o esprimono un concetto, in “Symbols” questi ultimi si intrecciano con i lati più oscuri dell’esistenza umana, per i quali l’uomo è affascinato ma probabilmente restìo ad ammetterlo. Con questo album i Plateau Sigma smascherano invece i perbenismi e sviscerano questi aspetti; si pensi anche solo ad alcuni titoli “simbolici” delle canzoni: “Ouija” tradizionalmente rimanda alla tavola utilizzata per le sedute spiritiche al fine di interagire con i morti; il mito della Vergine Bianca ovvero una fanciulla la quale, secondo la simbologia alchemica, affronta il male armata del suo candore o la misteriosa e magica figura di Medea, protagonista della mitologia greca a ricordarci i legami concettuali con il precedente “Rituals”. Questi sono solo alcuni degli elementi del mondo sottostante o di una dimensione parallela come ognuno vuole immaginare e che caratterizzano “Symbols”. Musicalmente parlando, a mio avviso la band ha attinto dal proprio background per immergersi in un intenso e primordiale funeral doom senza dimenticare la propensione all’alchimia dei generi: anche in questo capitolo non mancano le influenze new wave, indie, postrock così come le vocalità contrapposte growl di Francesco e il recitato/cantato pulito di Manuel che davvero sembrano catapultarci ai confini di due realtà apparentemente distinte ma in realtà coese e colloquianti all’interno dell’album. Uno sguardo quindi al passato per riflettere sul presente e proiettarsi in un futuro che è solo all’inizio.

Tracce:

1. Heterochromia
2. Ouija And The Qvantvm
3. A Parody Of Medea
4. To Mnemosine’s Bittersweet Fruit
5. The Moon Made Flesh
6. The White Virgin
7. She Kept The Sacred Fire Still
8. The Child And The Presence

Formazione:

Manuel Vicari – voce, chitarra
Francesco Genduso – voce, chitarra
Maurizio Avena – basso
Nino Zuppardo – batteria, percussioni

www.facebook.com/plateausigmadoom/
www.avantgardemusic.com

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