Seance – Fornever Laid To Rest (1992)

Titolo: Fornever Laid To Rest
Autore: Seance
Genere: Death Metal
Anno: 1992
Voto: 8,5

Visualizzazioni post:297

Linköping, Florida. La nostra retrospettiva potrebbe terminare ancor prima di cominciare. Aggiungiamo un dettaglio: Dan Seagrave; la cittadina della Svezia meridionale, l’assolato stato della federazione d’oltreoceano, l’autore, prontamente riconoscibile, della grafica di copertina e, superfluo a questo punto, il genere indicato qui sopra… I più maliziosi ed esperti (attempati come il recensore e la sua cricca?) avranno già tratto la conseguenza logicamente necessaria, deducendo che l’album in oggetto sia un’insolita dissertazione di death metal “floridiano” esposta, con grande competenza, da un gruppo svedese. Tutto giusto? Quasi. Questa mosca bianca del metal estremo scandinavo ha preferito librarsi in volo sui paradisi sub-tropicali degli Stati Uniti, evitando accuratamente di confondersi, candida come la neve, con le gelide lande nordiche, bazzicate da orde intente a forgiare, proprio in quegli anni, il suono “Sunlight” tipico del death metal locale. E così, mentre Entombed, Dismember e Carnage plasmano i capisaldi del genere autoctono, i nostri si ritrovano a mescolare, in un calderone fumante, asprezza scandinava, riff slayeriani, ritmi complessi ed atmosfere catacombali, ottenendo una pozione vermiglia dal sapore esotico più affine alla sapidità pungente ed alterata del death da gourmet di Deicide, Malevolent Creation e Monstrosity. Scontato immaginare Patrik Jensen (sì, proprio l’ascia di The Haunted, Witchery e Satanic Slaughter) in prima fila al concertone di domenica 1 dicembre 1991: i Morbid Angel, coadiuvati da Entombed ed Unleashed, infettano a morte (senza bisogno di virus) il Fryshuset di Stoccolma, nella seconda parte del marcissimo “European Sickness” tour. “Fornever Laid To Rest” non è però l’esito esclusivo di un’innegabile fascinazione artistica: generati dall’unione di Total Death e Orchriste (i rispettivi demo risalgono al 1988/89) i Seance hanno ereditato un’attitudine thrash già raffinata ed adattabile, radicalizzata nelle concatenazioni serrate di riff che scandiscono brani concisi in cui la brutalità viene gestita in maniera metodica, rendendo trascinanti anche i momenti ritmicamente più intricati (un plauso alle movenze, rabbiose ma accurate, di Micke Pettersson). Indiscutibili le divergenze dal classico suono svedese e, del resto, non potrebbe essere altrimenti: la preferenza accordata ai Berno Studio di Malmöe ed alla perizia musicofila di B. Paulsson consente di “sgrassare” le sei corde, donando loro la nitidezza indispensabile per rendere pienamente distinguibili i passaggi convulsi e turbinosi che violenteranno i nostri padiglioni. L’avvio di “Who Will Not Be Dead” è furente, non si tira fiato fino ad 1:52 (in senso letterale, la musica s’arresta e Johan rantola nel silenzio) cioè pressappoco a metà brano… I pezzi (s)corrono senza cedimenti, tempi veloci ed iper-veloci, aggressione vocale intelligibile alla Brutality, battenti tesissimi su rullante e tom, casse mai invasive, basso fluido e percettibile, quasi un miracolo. Sono distribuite con criterio le decelerazioni potenti e cadenzate, idonee a controbilanciare le frequenti impennate ritmiche: esemplari le porzioni mediane di “Reincarnage” e “Sin” e l’oscura, quasi sperimentale in un contesto di classicismo stilistico pressoché integrale, “Necronomicon”. A lacerare in profondità sono però le schegge frastagliate ed affilate di “Haunted”, “Fornever Laid To Rest” e “Inferna Cabbala” (Glen, ti fischiavano le orecchie?) avvelenate dall’abuso di down e tremolo picking. In trenta-minuti-trenta di sfacelo death trova spazio anche “Wind Of Gehenna”, un brano strumentale che, come da titolo, somiglia ad un derecho infernale, programmato dalla natura per travolgere tutto ciò che incontra lungo il suo imprevedibile tragitto. Un classico minore? Forse. Io comunque l’ho collocato da tempo, senza ripensamenti, tra i miei 100 dischi death metal preferiti. Ah, dimenticavo, ristampa abbordabile in vinile, con grafiche invariate, del 2018 (la prima tiratura va oltre i 200€): garantisce la Black Mark Production del signor Forsberg!

Tracce:

1. Who Will Not Be Dead
2. Reincarnage
3. The Blessing Of Death
4. Sin
5. Haunted
6. Fornever Laid To Rest
7. Necronomicon
8. Wind Of Gehenna
9. Inferna Cabbala

Formazione:

Micke – Batteria
Tony – Chitarre
Johan – Voce
Bino – Basso
Jensen – Chitarre

Collegamenti:
https://it-it.facebook.com/SEANCESWE/
https://chaos-records.bandcamp.com/album/levitised-spirit

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.