Velnias – Scion Of Aether

Titolo: Scion Of Aether
Autore: Velnias
Genere: Post-rock, black-doom metal
Anno: 2020
Voto: 7,5

Visualizzazioni post:502

Nella cultura baltica Velnias è il cosiddetto “fantasma dei morti”, un profetico truffatore da un occhio solo, il quale è capace di sollevare vortici e guidare l’ospite dei morti attraverso i cieli. Nella nostra cultura musicale invece, riprendendo pur sempre il nome mitologico balcanico, i Velnias sono una band americana formata nel 2006 con all’attivo due full lenght usciti sulla lunga distanza rispettivamente nel 2008 (Sovereign Nocturnal) e nel 2012 (RuneEater). Liberi apparentemente da pressioni discografiche e creative, l’ultimo “Scion Of Aether” esce a otto anni di distanza circa dal suo predecessore, un’opera che si vuol proporre all’ascolto come un album strumentale, un percorso emotivo e sonoro in continua progressione che pone le proprie fondamenta nel folklore americano, in quelle native aree montane del Colorado, per ampliarsi al post-stoner rock , all’intenso black metal e al profondo doom. In questo senso regge la volontà dei Velnias di superare ogni convenzione e ogni confine di genere musicale a favore di un sound dinamico che dalle proprie atmosfere sensoriali e rituali drammaticamente esplode all’apice nella sua natura più heavy.  Un prodotto che se i Velnias dovessero proprio classificare, lo definirebbero testualmente Oppressive-Rocky-Mountain Dirge. Un risultato derivante anche dalla significativa attitudine live dei Velnias, i quali li ha portati a condividere il palco con band del calibro di Agalloch, Alcest, Mournful  Congregation, Esoteric, Kampfar e Dornenreich. Sei brani per un totale di cinquanta minuti di ipnotica visione,durante la quale l’ascoltatore è guidato da passaggi vocali espressi da un’ entità superiore e dai titoli delle canzoni che anticipano assonanze e simbolismi (Pariah of the Infinite, Aurora Rune e Oblivion Horizon-Null Terminus). Scion Of Aether  non rappresenta per i Velnias la perfezione, bensì un radioso crogiolo sull’orizzonte dell’oblio.

Tracce:
1 – Fissures within the Construct
2 – Pariah of the Infinite
3 – Aurora Rune
4 – Confluence of Entropic Umbra
5 – Supernal Emergent
6 – Oblivion Horizon – Null Terminus

Line-up:
PJV: chitarra, voce
AJS: batteria
AAW: basso
DMJ: chitarra

Links:
www.facebook.com/VelniasCult/
Eisenwald Records www.eisenton.de

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