Warbringer – Weapons Of Tomorrow (2020)

Titolo: Weapons Of Tomorrow
Autore: Warbringer
Genere: Thrash Metal
Anno: 2020
Voto: 7,5

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Gli sciacalli di Newbury Park sono di nuovo a caccia. Hanno fiutato l’olezzo di putrefazione che si diffonde dalle crepe di questa terra guasta, sfregiata dalla guerra totale: pandemie, devastazione ambientale, jihad, sistemi economici antropofagi, razzismi atavici. Si aggirano furtivi tra le rovine desolate, mercenari esperti e spietati sotto un cielo offuscato dai droni, sentinelle impercettibili pronte a polverizzare ogni forma di vita. Solo Sanchez ha lasciato il branco del Professor Kevill, specializzando in Storia con obiettivo cattedra, dopo l’ultima, crudele incursione, quel “Woe To The Vanquished”(2017) che aveva macchiato di blu il sangue bestiale e carminio che scorre da sempre nelle vene dei californiani, combinando la maestosità dei Metallica ‘86 – ’88 con la violenza deragliante degli Exodus e la furia cieca di Slayer e Kreator in un disco esemplare per i canoni revivalisti, nuovo archetipo thrash post duemiladieci. Dopo un tale picco tecnico e creativo l’offensiva di questo “Weapons Of Tomorrow” dovrebbe inevitabilmente prevedere, come da titolo, un aggiornamento degli apparati bellici a disposizione, optando per armi ancor più precise ed evolute in grado di ottenere il massimo risultato col minimo sforzo. “Firepower Kills” è subito rassicurante, la potenza di fuoco egregiamente gestita da Mike Plotnikoff (In Flames, Fear Factory, Saxon e Van Halen nel suo CV) non pare mitigata ed è abbinata, ancora una volta, alla precisione di due cecchini d’élite come Carroll e Becker: traiettorie letali che squarciano l’aria satura di miasmi di morte. “The Black Hand Reaches Out”, col suo passo da “Toxic Waltz” XL, è invece un tempo medio intramontabile come un romanzo di Hemingway (“Addio Alle Armi”? Sì, quelle di ieri…) e anche “Crushed Beneath The Tracks”, sconvolta dalle convulsioni di Cruz nel breve blitz intermedio, schizza via lesta, cominciando ad alimentare il presentimento che si era insinuato, dopo pochi attimi, nel mio lobo parietale… scaltra riproposizione della formula vincente applicata nel recente passato? Vero, ma non del tutto: i Warbringer riescono, ancora una volta, ad incrementare un arsenale tra i più competitivi del settore ricorrendo ad invidiabili competenze ‘culturali’. Il passaggio da sensazione a certezza avviene durante i sette+sette minuti di “Defiance Of Fate” ed “Heart Of Darkness”, brani cupi ed ossessivi, epicamente melodico il primo, affine agli Heathen più solenni, ferale e velato di nero il secondo, non troppo distante dalle odissee cosmiche dell’aeronave Vektor. Ascoltate la magistrale “Notre Dame (King Of Fools)”, le variazioni al riff immortale di “Disposable Heroes” in “Power Unsurpassed” o i fremiti di scuola Newsted nel basso di Bryant; tutto lo scibile thrash da metà ottanta ad oggi è stato assorbito, filtrato ed elevato a potenza, tecnicamente e strutturalmente: il gusto melodico classico negli assoli fulminanti, l’alternanza tra porzioni atmosferiche, momenti acustici e brucianti accelerazioni, le sortite fugaci a toccare i generi più estremi stilisticamente contigui… un rigore formale sul quale il ringhio espressivo e colto di John Kevill si erge a baluardo di un primato insidiato da pochi, se non pochissimi (Vektor? Suicidal Angels? Evile e Bonded By Blood mangiano la polvere da tempo). Sei album, un progresso pressoché regolare, nonostante i cambi di formazione ed il pericolo, scampato in extremis, di una fine prematura. Revival, certamente, ma di fattura pregiata: “Weapons Of Tomorrow” è l’ennesima dimostrazione di glaciale perfezione, fredda, forse, ma dannatamente efficace. Micidiali. Come le armi del futuro.

Tracce:
01. Firepower Kills
02. The Black Hand Reaches Out
03. Crushed Beneath The Tracks
04. Defiance of Fate
05. Unraveling
06. Heart of Darkness
07. Power Unsurpassed
08. Outer Reaches
09. Notre Dame (King of Fools)
10. Glorious End

Formazione:
John Kevill – Voce
Adam Carroll – Chitarra
Carlos Cruz – Batteria
Chase Becker – Chitarra
Chase Bryant – Basso

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NAPALM RECORDS

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