CIRITH UNGOL – Robert Garven – ITA

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CIRITH UNGOL : Il ritorno dei Maestri!

Interview in english here

Un sogno diventato realtà. Sono le parole perfette per descrivere ciò che penso in modo efficace: sono un fan dei Cirith Ungol da quando ho scoperto l’heavy metal e, sinceramente, dopo la separazione dei primi anni novanta, non potevo che sognare un ritorno come questo! Siamo ad aprile 2020, ho recensito il nuovo e splendido disco “Forever Black” ed ora eccomi qui ad introdurvi l’intervista che ci ha rilasciato il batterista Robert Garven!! Dire che sono emozionato non rende l’idea ma, prima dilasciarvi alla lettura, voglio ringraziare Valerio C. (con cui ho buttato giù le domande) e Paolo “PaulThrash” Porro per l’aiuto fondamentale nella traduzione delle risposte!

Ciao Robert, benvenuto su heavymetalwebzine.it e grazie mille per la disponibilità a rispondere a queste domande! Non ti nascondo che sono molto emozionato dato che sono prima di tutto un fan dei Cirith Ungol, e a tal proposito vorrei chiederti come stai di salute e come stai vivendo questo periodo di pandemia!

Luca, noi stiamo tutti bene e speriamo sia lo stesso per tutti, al momento ci siamo presi una piccola pausa dalla band, finché questa tragedia non sarà finita.

Parliamo subito del nuovo disco: come è stato accolto qui in Europa “Forever Black” dalla critica e quali commenti state ricevendo dai fans che hanno ascoltato “Legions Arise” e Before Tomorrow?

Finora le recensioni sono state molto positive, siamo molto entusiasti di essere ritornati con un nuovo album dopo tanti anni!

Escludendo “Witch’s Game, avete pubblicato “Forever Black” a distanza di ventinove anni dall’ultima release. Quando avete capito che era arrivato il momento di pubblicare un nuovo album marchiato Cirith Ungol? Che cosa ha fatto scattare la scintilla?

Dopo che “Witch’s Game, scritta per l’imminente film di animazione “The Planet of Doom”, è stata pubblicata nel settembre 2018, molti dei recensori hanno chiesto e sperato in un nuovo album. Penso che questo ci abbia suggerito che esisteva il desiderio di ascoltare cosa la band avesse da offrire, e gli ingranaggi nel covo segreto dei Cirith Ungol hanno ripreso a girare!

I pezzi che compongono l’album sono stati scritti tutti di recente o qualcosa arriva dal passato? Vorrei anche sapere se in questi anni è cambiato il vostro modo di comporre o se è rimasto sempre lo stesso!

Le canzoni sono state scritte con la stessa modalità che la band aveva prima di sciogliersi. Forgiamo una canzone nello stesso modo in cui un fabbro crea una spada di qualità, aggiungendo in modo corretto le varie leghe metalliche per renderla robusta e resistente, modellando poi il metallo fuso per aggiungere forza e carattere, temprandola nel sangue di chi è rimasto invendicato!

Tra i pezzi che preferisco ci sono “Legions Arisee “Stormbringer”, anche se devo dire che tutto l’album mostra una grandissima qualità: come siete arrivati a scegliere i brani da inserire nell’album? Avete lasciato fuori dalla tracklist dei brani o avete lavorato solo su quelli che sono finiti nell’album?

Le canzoni si sono sviluppate in modo molto organico e una volta che abbiamo avuto un concept per l’album tutto è filato liscio. Abbiamo sempre qualche brano in più su cui stiamo ancora lavorando, ma non c’è così tanto spazio su un LP da 12”!

Greg Lindstrom è stato un importante songwriter dei primi Cirith Ungol, quanto c’è del suo talento e del suo stile nel nuovo lavoro?

Abbiamo collaborato tutti insieme. Greg ha scritto i testi di “The Frost Monstreme” e “The Fire Divine”, ha avuto delle idee originali per queste canzoni con riferimenti ai nostri temi “Sword and Sorcery”, le nostre influenze primigenie. È anche “responsabile” del grande lavoro col tremolo che potete sentire in quest’album!

C’è un legame tra i testi dei vari brani? Non penso si possa parlare di “Forever Black” come di un concept album, giusto?

Io ho scritto il testo di “Legions Arise”, ed è una chiamata alle armi per una nuova generazione affinché si alzi e si unisca alla legione (“Join the Legion”), le due canzoni a tema “Sword and Sorcery” che ho menzionato sopra e gli altri contenuti lirici sono a tema distopico, oscuro e cupo, e sono stati creati da Tim. Non è un concept album di per sé; tuttavia, l’album sviluppa un concetto, “Forever Black”!

Come ho scritto nella mia recensione, ritengo che “Forever Black” riprenda tutti i trademark dei Cirith Ungol, e l’ho descritto come una miscela tra le dinamiche metalliche di “Paradise Lost” e le atmosfere tenebrose di “One Foot In Hell”: Possiamo considerare questo nuovo disco il naturale proseguo dei grandi album che avete inciso negli anni 80?

Certo, e sono così felice che in molti la pensino esattamente come te. Avevamo un affare in sospeso e siamo ripartiti da dove ci eravamo interrotti tanti anni fa! Questo album compensa tutto il tempo perso.

In “Forever Black” si sentono le radici seventies del gruppo. Tutte le band storiche e più celebrate del cosiddetto epic metal (Manilla Road, Manowar, Heavy Load, Warlord, etc..) hanno solide base nei seventies. É questo il segreto che vi permette di creare brani magici, carichi di feeling e atmosfera, prima ancora che heavy?

Dunque, il nucleo della band ha sicuramente avuto alcune delle sue maggiori influenze da quell’epoca. L’obiettivo era quello di creare un album il più pesante possibile. Pensiamo di esserci riusciti, ma lascerei che i vostri lettori decidano da soli se sono concordi!

Il sound di “Forever Black” è decisamente più efficace rispetto al passato: vuoi parlarci del processo di lavorazione e di produzione del disco?

Molto è cambiato nelle tecniche di registrazione rispetto al nostro precedente album, e penso che ciò renda le cose molto più facili, tuttavia lo abbiamo fisicamente registrato come già fatto in passato: tracce base, chitarre, voce, ancora chitarre, ancora voci! Probabilmente avremmo potuto continuare così per sempre, tranne per il fatto che avevamo una scadenza e un budget !!

Non si può negare che “Forever Black” sia un disco attesissimo: percepite l’attesa ansiosa da parte dei fans?

Ho proprio ricevuto la mia prima copia ieri sera, e nessuno ha atteso questo momento più della band. In realtà mi ci è voluto un attimo per sintonizzarmi con ciò che stava realmente accadendo. Sono stato investito da grandi emozioni tenendo la mia copia tra le mani, e spero che quest’emozione sia condivisa dai nostri fedeli sostenitori.

La situazione mondiale causata dal COVID-19 ha bloccato anche la musica dal vivo, ovviamente: quando tutto questo sarà finito, pensate di fare qualcosa per supportare dal vivo “Forever Black”? Quanto mi piacerebbe vedervi qui, in Italia…

È il sogno di tutta la mia vita visitare l’Italia, in particolare Maranello e Monza!!!! Greg e io facemmo amicizia in quanto grandi fan delle corse automobilistiche, e l’Italia è il ground zero per chi vive questa passione! Sono l’orgoglioso proprietario di due vecchie Ferrari, quindi l’Italia ha un posto speciale nel mio cuore. Tanto è sorprendente avere un nuovo album, quanto essere entusiasti all’idea di poter condividere le nuove composizioni dal vivo. Questa grande tragedia ha sospeso tutto, e la nostra speranza è di uscirne alla fine più forti di prima…

Negli ultimi anni vi siete esibiti diverse volte qui in Europa: che ricordo conservate delle vostre performance a festival come “Keep It True”, “Hammer Of Doom” ed “Up The Hammers”? Che cosa avete provato di fronte all’entusiasmo dei vostri fans?

Non c’è modo di descrivere la sensazione di suonare la musica che amiamo di fronte a un grande pubblico, e la nostra fervida speranza è che si possa continuare nel futuro!

È stato l’entusiasmo dei fans a spingervi a pubblicare “I’m Alive” nel 2019?

Dopo aver riformato la band, la Metal Blade Records ci ha avvicinato con l’idea di un album dal vivo. Non ne avevamo mai pubblicato uno prima e questo sembrava il momento perfetto. Ma, naturalmente, un album dal vivo non è niente senza l’elemento più importante, il pubblico!

La vostra discografia è piena di brani che ormai sono dei classici dell’heavy metal: come scegliete quelli che compongono le vostre scalette dal vivo?

Questa è probabilmente la decisione più difficile da prendere nella band, e con 5 album alle spalle, con così tante canzoni, cercare di decidere cosa “tagliare” e davvero difficile. Questo è il motivo per cui eravamo così entusiasti di suonare al “Keep It True Festival 2020” quest’anno, dato che avremmo suonato il nuovo album per intero insieme a brani di “Paradise Lost”, con la seconda serata all’insegna dei classici. Quella era probabilmente l’unica possibilità che avremmo mai avuto di suonare il nuovo album nella sua interezza …

Facciamo ora un piccolo gioco: vorrei che tu affiancassi ad ogni vostro album un aggettivo, ovviamente spiegandoci il motivo della scelta!

FROST AND FIRE:

Affilatissimo. Il nostro primo album, e l’abbiamo prodotto in modo che fosse alla stregua di una demo definitiva, così da poter ottenere il supporto di una casa discografica. Aveva tutte le caratteristiche che pensavamo fossero necessarie per avere un airplay radiofonico, così essenziale a quei tempi. Quando nessuna grande casa discografica se ne accorse, si trasformò nel nostro primo album. Ciò che mi colpisce di più è la voce affilatissima di Tim che serpeggia pungente tra le canzoni. Inoltre, è stato registrato su nastro con un 8 tracce e c’è molta chiarezza nel suono!

KING OF THE DEAD:

Pesante. Per quest’album abbiamo avuto il controllo completo e abbiamo deciso di eliminare tutti gli intoppi e creare il concentrato heavy metal più pesante noto all’uomo!

ONE FOOT IN HELL:

Doomy. Questo è un album molto coerente, e contiene alcuni dei primi elementi doom del nostro sound, portati in primo piano perché tutti possano accorgersene.

PARADISE LOST:

Una trilogia. Quest’album avrebbe potuto essere molto di più. Alcuni dei nostri migliori brani di sempre, ma sono stati rovinati dalla decisione di includere alcune canzoni che sono state portate dai due musicisti che ci hanno aiutato a finire l’album. L’ironia è stata che hanno lasciato la band prima ancora che l’album fosse stato stampato. Comunque, conterrà sempre “Join The Legion” e la trilogia per compensare il tutto!

FOREVER BLACK:

Buio. Quest’album già prefigurava oscuri presentimenti per il futuro del Mondo. Non tutte le nostre canzoni sono basate sul fantasy e lo sconvolgimento ambientale e sociale che verrà, è ora in bella mostra sotto agli occhi di tutti…

Siete noti anche per le bellissime copertine di Michael Whelan e per i testi ispirati alla letteratura fantasy. Quali sono oggi le tue letture preferite?

Non riesco a leggere quanto vorrei, sono un po’ ossessionato dalle opere di H.P. Lovecraft. Sono attratto dalla sua visione del terrore universale. Recentemente ho anche riletto la serie di Bran Mak Morn di Robert E. Howard, che reputo meglio delle opere su Conan, ottime letture per chiunque ami la musica a tema “Sword and Sorcery”!

Il mondo della musica è profondamente cambiato dagli anni’80, com’è il vostro rapporto con il music business oggi?

Siamo così fortunati ad uscire con Metal Blade Records. Sono come una famiglia allargata, Brian e tutte le persone coinvolte sono state essenziali per far funzionare la nostra reunion. Non c’è dubbio: capiscono la band e la supportano con il loro cuore e la loro anima!

Ancora un paio di domande prima dei saluti: nonostante siate stati fermi molti anni, i Cirith Ungol e la loro musica sono amatissimi, anche da chi è nato dopo che vi siete sciolti. Come lo spieghi? Secondo te, cos’ha di magico la vostra musica da renderla immortale anche dopo così tanti anni?

Questo è uno dei misteri della vita, come il motivo per cui la Ferrari non vince tutte le gare!! Se dovessi indovinare direi che è perché la nostra musica, con tutti i suoi difetti, è soprattutto onesta. Questo mi ricorda alcuni dei dialoghi di “Excalibur”, spettacolare film del 1981:

Re Artù: “Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Lealtà? Umiltà? Cosa ne pensi, Merlino?”

Merlino: “La più grande? Beh, esse si mescolano come i metalli che noi misceliamo per creare una buona spada”

Re Artù: “Nessuna poesia. Solo una risposta diretta. Qual è?”

Merlino: “Va bene, allora. La verità. Ecco! Sì. Deve essere la verità, sopra ogni cosa. Quando un uomo mente, uccide una parte del mondo.”

Una mia curiosità: cosa provate ogni volta che una band o un musicista vi cita come una delle loro maggiori influenze?

E’ incredibile ed un onore…

Ok Robert, siamo arrivati alla fine della nostra breve intervista. Come di consueto, le ultime parole sono tue, chiudi come meglio credi! Da parte mia ti ringrazio di cuore per la disponibilità e per il bellissimo “Forever Black”!

Spero che tutti i vostri lettori si prendano un po’ di tempo per procurarsi ed ascoltare il nostro quinto album in studio “Forever Black”, uscito per Metal Blade Records, e spero abbiano la possibilità di partecipare ad una delle nostre rare apparizioni live. In tal caso, ascolteranno la visione che i Cirith Ungol hanno dell’eterna lotta con il lato più oscuro dell’uomo, ovvero “A Churning Maelstrom of Metal Chaos Descending, un’immersione in un agitato vortice di caos metallico”!

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