Aridopachi – Caos Karma (2020)

Caos Karma
Titolo: Caos Karma
Autore: Aridopachi
Genere: Rock Italiano
Anno: 2020
Voto: 7

Visualizzazioni post:256

Ho deciso di dare spazio ad una band rock made in Italy. La nostra webzine da sempre ha spaziato tra sonorità più pesanti e più metal, così come recita la denominazione del sito stesso. Tuttavia spesso ci è capitato di interfacciarci con realtà più moderne, oppure più punk, e più leggere. Ma veniamo a noi. Il disco che ho oggi in ascolto si chiama “Caos Karma” degli Aridopachi. La band livornese potrebbe essere facilmente etichettata come pop rock e non me ne vogliate se preferisco definirli semplicemente rock italiano, è difficile poter incasellare un gruppo, dato che ognuno cerca di trovare una propria personalità e originalità e per noi recensori è ancora peggio.

Le 6 tracce autoprodotte della formazione toscana mi hanno particolarmente toccato per la venatura prog e le atmosfere settantiane date soprattutto da un timido, ma bene dosato sintetizzatore, una prova vocale a cura di Federico Socci, vagamente sporca che a tratti può rimandare ad un Piero Pelù più melodico al quale mi piace pensare che ci sia quanto meno una vaga ispirazione. Anche le tastiere un po’ più ottantiane fanno capolino tra i brani con sobrietà e parca euforia, grazie all’estetica personale di Stefano Pagnotta. Tutto questo si sente in pezzi come “Bambino”, caratterizzata dalla filastrocca del girotondo e nella successiva “Il Sogno”. Invece con “Se Potessi”, ci tuffiamo in una sorta di ballad con un ritmo in crescere ed un testo retrospettivo ed un assolo semplice, ma davvero efficace. “Parenti Serpenti” è forse il pezzo che mi ha convinto di meno, nonostante sia il più rock, forse gode di una produzione vagamente più scadente rispetto al resto del platter. Un altro ritmo lento per “Tam Tam”, pezzo reso speciale dal sound settantiano di cui parlavo all’inizio di questa recensione e siamo in chiusura. La sorpesa viene con “Venezia Night (Liberty)”, un brano strumentale di grande genialità e articolato. Dal pianoforte alla batteria e al riff di chitarra, questo pezzo progressive spiega la vera anima degli Aridopachi, un viaggio in sonorità che penso includano le passioni di tutti e 4 i musicisti, uno sfogo musicale vero e proprio dove c’è spazio per tutti e mai un attimo di noia.

Tra i tanti dischi che mi capita di recensire, in genere mi piace interfacciarmi con qualcosa di più pesante e violento, ma come autoproduzione italiana vorrei premiare anche un genere che normalmente, trova difficilmente spazio tra le nostre ed altre pagine. Questo è quello che facciamo su HMW. Diamo una possibilità a chi, anche fuori dagli schemi, è riuscito a farci riflettere e farci ascoltare il disco più di una volta (altrimenti è impossibile recensire), piuttosto che album sterili e tutti uguali. Se volete dare una possibilità al rock italiano fatto bene, gli Aridopachi fanno per voi.

Tracce:
1 – Bambino
2 – Il Sogno
3 – Se Potessi
4 – Parenti Serpenti
5 – Tam Tam
6 – Venezia Night (Liberty)

Formazione:
Federico Socci – voce
Andy J. Fox – basso
Stefano Pagnotta – tastiera e synth
Alessandro Banti – chitarra
Federico Lombardi – batteria

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