Sorcerer – Lamenting Of The Innocent (2020)

Sorcerer
Titolo: Lamenting Of The Innocent
Autore: Sorcerer
Genere: Heavy Metal/Epic Doom
Anno: 2020
Voto: 8

Visualizzazioni post:350

1486 dC. Le disposizioni sui malefizi riportate nel Canon Episcopi non sono più idonee a fronteggiare le sortite del Maligno. Per sventare in via definitiva la congiura ordita dal Diavolo e dalle streghe sue complici ai danni della cristianità, occorre superare il diritto canonico vigente e annullare qualsiasi forma di garantismo nei confronti degli imputati: nasce il Malleus Maleficarum. Il passaggio è drastico ed improvviso, da «eretico chi crede» a «complice chi dubita», un rovesciamento semplicemente diabolico. Tutto è permesso all’inquisitore, il cui potere discrezionale è enorme: supportato da un apparato infallibile, che alterna inganni e torture per estorcere confessioni e ottenere condanne, non conosce intralci procedurali, forte del pieno consenso pontificio (tacito assenso?). Cupi cantori della disperazione, i Sorcerer affrontano il vero Male rompendo il silenzio delle innocenti, anch’esso segno, nella folle perizia inquisitoria, della protezione di Satana. Contrariamente a quanto accade nel processo rielaborato da “Institor” Kramer e Jacob Sprenger nel Martello Delle Malefiche, la produzione probatoria in difesa degli svedesi è tutt’altro che difficoltosa…ai mezzi limitati accessibili alle sventurate presunte streghe al fine di provare la propria innocenza, la congrega di Stoccolma contrappone risorse non comuni, presentando prove schiaccianti di una integrità irreprensibile: attiva sin dalla fine degli anni ottanta, può vantare tra le sue fila eminenze grigie del calibro di Johnny Hagel (Tiamat, Sundown), Anders “Andy” Engberg (Twilight, Lions Share, Section A) e Kristian Niemann (Therion) ed ha già rilasciato, vent’otto anni or sono, un demo intitolato, programmaticamente, “The Inquisition”. È solo il Fato ad impedire che un primo album possa affiancare “Ancient Dreams”, “Headless Cross” o “Into The Depths Of Sorrow” nelle gerarchie doom dell’epoca, lo stesso fato che riunirà i nostri nel 2010 in occasione del festival teutonico “Hammer Of Doom”. Di lì a poco l’atteso debutto “In The Shadow Of The Inverted Cross” seguito, nel 2017, dal monumentale “The Crowning Of The Fire King”, sempre sotto l’egida di Metal Blade. Testimonianze di una fede artistica pura, come la sofferenza inflitta dalla Chiesa a migliaia di malcapitate «serve del Demonio» attraverso tormenti fisici e psicologici di inaudita brutalità, dei quali si nutre oggi, senza compiacersene, “Lamenting Of The Innocent”. Epic doom, ombreggiature progressive e hard rock, tratteggiano in dieci brani un momento storico di misoginia crudele, frutto corrotto della commistione di eredità classica, teorie cristiane e credenze barbariche, caratterizzato (fortunatamente, aggiungerei) da violente rivolte anticlericali. Nessun tafferuglio, invece, dietro alla consolle, manovrata con mestiere dal gruppo stesso e dal fido Ronnie Björnström (Officium Triste, Centinex), che gestisce con schiettezza mix & master: la voce di Anders sa ancora stregare (ehm…) senza far ricorso ad incantesimi di sorta, a differenza del duo magico Niemann/Hallgren, che inanella, lungo l’arco dorato dell’intero album, una sequela di sortilegi tecnico-melodici in grado di sconcertare il Grande Inquisitore in persona; non meno efficiente la rinnovata macchina motrice Biggs-Evensand (già batterista nel succitato demo) che rivaleggia, per vocazione a maciullare, con la tristemente nota “sedia delle streghe”. In siffatta, armoniosa coesione di intenti, rinsaldata dalla creatività dell’ex Hexenhaus e Mezzrow Conny Welén, trova spazio anche Johan Längquist (Candlemass), che dà voce assieme ad Andy al sofferto intermezzo acustico con violoncello di “Deliverance”, prece delicata e soffusa, dettata dall’inevitabile scoramento degli oppressi. Per mantenere il clima di supplizio e privazione che si confà al caso, nessun altro brano verrà citato o descritto in quest’umile sede; se desiderate assaporare l’intensità di “Lamenting Of The Innocent” prima di un ascolto completo, già interdetto dal Sant’Uffizio, sarà sufficiente un momento di raccoglimento dopo questa tediosissima lettura… fate piano… silenzio…
Ecco, ora riuscite a sentirle? Sono grida che dilaniano l’anima, mentre si levano, nella lunga notte dei secoli bui, dalle immense pire in fiamme…

Tracce:
Persecution (intro)
The Hammer Of Witches
Lamenting Of The Innocent
Institoris
Where Spirits Die
Deliverance
Age Of The Damned
Condemned
Dance With The Devil
Path To Perdition

Formazione:
Anders Engberg: Voce
Kristian Niemann: Chitarra
Peter Hallgren: Chitarra
Justin Biggs: Basso e Cori
Richard Evensand: Batteria

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