Basalt – Silêncio Como Respiração (2020)

Basalt
Titolo: Silêncio Como Respiração
Autore: Basalt
Genere: Metal Estremo / Progressivo / Doom, Noise
Anno: 2020
Voto: 8

Visualizzazioni post:440

L’abito non fa il monaco? Non sempre i proverbi ci azzeccano e i ceffi catturati dalla foto promozionale sono qui a ricordarcelo. Il Brasile ti segna e ci segna – tutti. È una terra complicata; tra gli assoluti capifila nell’annientamento ambientale a tutto tondo, su scala planetaria: difficile non portare sulla pelle il segno di tutto ciò. Con la consapevolezza del marcio, arriva la disperazione e la copertina sperimental–rumorista ce ne dà forse un primo assaggio, nel silêncio di quel volto muto e scomposto. Ma quel volto appare riorganizzato in una nuova austerità: un monito a non scavare la crosta basaltica e liberare così l’inferno scatenato da Silêncio Como Respiração? Se il mondo, prostrato com’è, vi fa schifo al punto giusto e non riuscite a farvi una ragione che la fine sia alle porte, ecco la colonna sonora per il vostro ultimo, disperato viaggio introspettivo: un’introspezione allargata – non solo il vostro essere (“Dasein” / l’«esistere») ma anche le viscere delle quotidiane porcherie, vicine e lontane (“Circumspice” / «guàrdati attorno»).
La piccola novità nelle marziali e spaventose creazioni dei Basalt è che, rispetto al debutto O Coração Negro Da Terra (ma c’è di mezzo un lavoro coi Redemptus; EP che ho casualmente schivato), è oggi più frequente la propensione ad una decisa serratezza delle pennate, spesso accompagnata ad una batteria altrettanto più sostenuta. Uno dei grandi punti di forza delle composizioni è il magistrale e vicendevole incastro delle facce di questo intenso poliedro: “Melancolia” ne è una sfilata perfettamente equilibrata – con la lunga ombra degli immortali Hellhammer a fare da collante. Ogni brano porta con sé una ventata di gelo assoluto ma è l’esiziale trittico di chiusura a stritolarci l’anima definitivamente. “Dias De Passado No Presente” rotea grevemente, come una spietata giostra di morte. L’aria è asfittica; la voce non perde un grammo della sua solforica velenosità. Del tutto vano opporre una qualche resistenza al letale intrìco delle tre chitarre: se affatto possibile, una potenza portata a livello definitivo dalle impossibili e dilatate “Silêncio Como Respiração” e “Simulacro – Binária”.
C’è una discreta dose di progressività (oggi si direbbe post, termine vagamente pruriginoso). Inoltre risulta per lo più assente, con l’esclusione di alcuni passaggi vocali, la componente hardcore – che talvolta contamina questi quartieri. Ne tenga conto l’appassionato attento, che non riduce tutto ad un indistinto calderone di lentezza e urla. Ancora una volta, in barba alle richieste di mercato, è usata la propria lingua madre (al netto del piccolo incidente coloniale di cinquecento anni fa, ben inteso); ancora una volta, un atto naturale prima che una scelta: indicatore di una purezza espressiva che sarebbe splendido poter testimoniare più di frequente.
Se sarete così fortunati da imbattervici mentre spulciate la prossima bancarella, ecco un disco perfetto per una serata in solitario.
Stampa la Ritual Productions, di Londra.

Tracce:
1. Dasein
2. Circumspice
3. Melancolia
4. Anamorfose
5. Dias De Passado No Presente
6. Silêncio Como Respiração
7. Simulacro – Binária

Formazione:
Pedro Alves: chitarra, voce
Marcelo Fonseca: voce principale
Leonardo: basso
Louie: chitarra
Victor Miranda: batteria

[Non dichiarato]: effetti/sintetizzatore

https://basalt666.bandcamp.com/releases
https://www.ritualproductions.net

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.