JUPITERIAN – Protosapien

Jupiterian
Titolo: Protosapien
Autore: Jupiterian
Genere: Death / Doom Metal
Anno: 2020
Voto: 7,5

Visualizzazioni post:72

Ho sempre pensato che il Brasile si potesse distinguere in due distinte parti, una di festa, colori, promiscuità (carnevale, Angra, sport) e l’altra di violenza, divario sociale, radici ( Sarcófago, Ratos de Porão, Soulfly). In realtà c’è anche un Brasile oscuro, fumoso, esoterico e sotterraneo. È il Brasile dei Jupiterian, un gruppo dedito ad un Death/Doom pesante e, nello stesso tempo, dinamico, che si presenta a noi, dopo due album ed due EP, con questo “Protosapien”.

Il disco è claustrofobico, un cammino stentato tra polverosi sarcofagi, che aprendoli, canzone dopo canzone, rilasciano miasmi venefici. I temi trattati spaziano tra occulto, Lovecraft, cosmologia e vengono cantati da V. con dei growl profondi ed a tratti quasi mistici. “Capricorn” ne è un esempio, dove trova anche spazio un urlato in sottofondo ad enfatizzare l’atmosfera inquietante del brano, che ti catapulta in un immaginario horror – sci-fi.

Il basso di R., dal suono distorto e marcescente percuote tutto l’album, è un malvagio ipnotizzatore che ti inchioda tra incubi senza nome. “Voidborn” è un brano Death/Doom con tutti i crismi. L’incedere lento dei primi minuti lascia poi esplodere ritmiche dinamiche che sostengono riff molto abrasivi. Succede quasi l’opposto in “Mere Humans” dove la batteria rimane, se vogliamo, più statica mentre le chitarre intersecano riff serrati con quelli più distesi, con talvolta punte quasi dissonanti.

Ogni singola nota, di tutto il lavoro, è come carta vetrata che scarnifica piano piano nei tempi più dilatati, mentre diventa una sega da legno quando i quattro di São Paulo decidono di accelerare. “Starless” e “Earthling Bloodline” concentrano in loro stati onirici e terrore, direi, cosmico. Voci abissali, chitarre malsane e batteria ciclica ma devastante, avvolgono l’ascoltatore frantumando ogni barriera difensiva. In tutti i brani aleggia una cappa opprimente e gravosa.

Per il sottoscritto “Protosapien” è stato una bella scoperta ed andrò certamente ad ascoltare i lavori precedenti dei Jupiterian. In conclusione: calatevi nelle profondità più oscure del sottosuolo brasiliano. Sicuramente incontrerete le vostre paure indicibili in carne ed ossa, e non è detto che le mani, che i Jupiterian vi tenderanno, saranno amichevoli.

Brani:
1 – Homecoming
2 – Mere Humans
3 – Voidborn
4 – Capricorn
5 – Starless
6 – Earthling Bloodline

Formazione:
R. – Basso
A. – Chitarra
V. – Voce, chitarra, sintetizzatore
G. – Batteria

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