MEPHISTOPHELIAN – Anotos

Mephistophelian
Titolo: Anotos
Autore: Mephistophelian
Genere: brutal death metal tecnico
Anno: 2020
Voto: 7 -

Visualizzazioni post:191

« La Violenza Deve Essere Legale », pretendeva un gruppo nostrano dedito a diverso genere musicale. I Mephistophelian, auspicabilmente col beneplacito della Vrhovno sodišče RS, si direbbero aver reso proprio quell’ingombrante motto. L’idioma degli sloveni è quel brutal death metal nipote dei Cryptopsy: esattezza aritmetica al servizio di impeto e furore, che oggi inquadreremmo come sulla scia degli Origin meno intransigenti e meno elaborati, degli Hate Eternal lievemente accelerati e/o magari degli Hour Of Penance senza le complesse (si fa per dire) linee vocali. Quindi, insomma, niente fronzoli à la Decrepit Birth né altre deviazioni dal tema principale. I lettori che recepiscano quella lingua sono pregati di prestare orecchio.

I Mephistophelian sono senza contratto, esistono ben dal 2009, vengono da un paese non di grido e sono raggiungibili in rete tramite le solite vetrine virtuali. Riguardo ad Anotos, esordio professionale sulla lunga distanza – dopo Promo, dischetto promozionale e semi-artigianale del 2014 –, è innegabile che gli undici anni di gavetta siano stati un investimento ben piazzato. I giovani sono più che pronti a far le scarpe a qualche grosso nome di genere che sia sufficientemente incauto da offrir loro una posizione in apertura di concerto.

Le dieci mine piantate sotto il terreno di morte della copertina detonano senza chiedere il permesso. Kristjan Bajuk, Renato Jurejevčič, Romain Goulon (ex-Necrophagist, non so se mi spiego), Dalibor Vladič e Deni Petraš non amano le mezze misure ma neppure si abbandonano alla violenza pura e semplice e casomai priva di senno – anzi. Alta qualità compositiva e arrangiamenti ponderati (circa l’esecuzione sappiamo che non ci può sbilanciare, in quanto non esistono più dischi con sbavature formali). Tutti gli elementi godono del proprio spazio – col solito gradino inferiore riservato al basso. Da “Abysmal Discorded Endeavour” fino a “Violation Of The Mind” il metallo della morte si rincorre con pochi preamboli e nessun convenevole. Difficile individuare un pezzo che svetti sugli altri: la media è solida e regge senza sforzo gli ascolti ripetuti. “Without Contingent Of Prosperity”, “The Purge” (lo ripeto: Origin), “F.E.A.R.” e, sopra a tutti, “Flesh Canvas” potrebbero tuttavia rappresentare al meglio le qualità dei mefistofelici cinque.

Per chi ha ancora un po’ di posto sulle scansie del death metal.

Tracce
01.  Abysmal Discorded Endeavour
02.  A Void Reminiscence
03.  The Purge
04.  Primal Un-Godliness
05.  Omnipotent
06.  Flesh Canvas
07.  Without Contingent Of Prosperity
08.  Shroudslice
09.  F.E.A.R.
10.  Violation Of The Mind

Formazione
Kristjan Bajuk: chitarra
Romain Goulon: batteria
Renato Jurejevčič: chitarra
Deni Petraš: voce
Dalibor Vladič: basso

Marjan Krajačič: prima chitarra, a-solo di chitarra (ospite)
Julien Truchan: voce aggiunta su “Flesh Canvas” (ospite)

 

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