The Chronomaster Project – (Fabio Rancati)

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THE CHRONOMASTER PROJECT – Welcome to TAU-1

In questi ultimi tempi avrete sicuramente visto tra le nostre pagine (e non solo) alcune news riguardante i The Chronomaster Project. Conoscendo già due dei ragazzi in formazione, e avendo ascoltato già qualche anteprima, era inevitabile seguire il passo successivo e preparare qualche domanda in modo da poter chiarire meglio cosa ci sia dietro questo gruppo così strutturato. L’ambizione è davvero grande e tra l’entusiasmo e la curiosità di quello che dovremo aspettarci da questa formazione formata da 7 elementi + 1, era assolutamente necessario presentarveli e sbirciare tra i grandissimi personaggi che hanno preso parte a questo progetto. Inoltre abbiamo proprio in questa intervista, avvenuta con Fabio Rancati, mastermind e produttore, una grossa anticipazione su un guest veramente speciale!

Chronomaster Project… parliamo di progetto e non di band. Come mai? Cosa c’è dietro questo nome?

Ciao Ivan, grazie per averci concesso questa intervista. Parliamo di progetto non tanto per le dinamiche interne alla band, ma soprattutto per omaggiare la mia band preferita, ovvero gli ALAN PARSONS PROJECT, e anche perchè parlando di fantascienza nasce spontaneo collegarla al termine progetto.

Chi è il Chronomaster? Possiamo avere una breve introduzione a quello che sarà il concept di questo disco?

Come recita la presentazione del personaggio “L’Eroe del pianeta TAU-1, l’unica speranza di un popolo pacifico di salvarsi dalla distruzione. L’ultimo atto d’amore del concilio dei 110b”
Il Chronomaster nasce durante la guerra, un conflitto scatenato da una razza aliena che vuole invadere il pacifico pianeta di TAU-1, dopo aver seminato morte e distruzione per mezzo Universo.
Il disco narra del viaggio del Chronomaster dalla sua nascita all’epilogo della storia, di cui ovviamente non vi anticipo nulla per non togliervi il gusto della scoperta durante l’ascolto.

Ci puoi presentare la formazione? Nonostante siete al vostro primo lavoro non siete musicisti di primo pelo… chi è coinvolto?

La formazione la presento in maniera classica ovvero:

Fabio Rancati: story, producer
Lele Mr Triton: keyboards
Luigi Jamundo: main composer, guitars, bass
Giorgio Novarino: bass
Enrico “Erk” Scutti: vocals
Carlos Cantatore: drums
Leonardo Porcheddu: lead guitars
Douglas R. Docker: lyrics

A parte il sottoscritto che è di primissimo pelo per quanto riguarda l’essere all’interno di una band, tutti gli altri nomi coinvolti hanno suonato in varie band/progetti e hanno alle spalle anni di esperienza nei generi più vari. Ovviamente il comune denominatore è la passione per il metal e la voglia di presentare al pubblico una metal opera di fantascienza non banale, figlia ovviamente delle caratteristiche dei singoli musicisti. Douglas R. Docker è una pedina fondamentale di questo progetto perchè realizzare i testi di una metal opera è un momento critico ma assolutamente fondamentale per offrire al pubblico un prodotto competitivo e altamente professionale.

Com’è nato questo progetto e quando?

Il progetto è nato a fine 2018, quando Lele Mr. Triton ha avuto la follia di cedere alle mie pressioni per mettere in piedi questo progetto. Passo dopo passo abbiamo attinto alle nostre conoscenze per chiamare a raccolta i migliori musicisti che sapevamo sarebbero stati anche fantastici dal punto di vista umano. Unica eccezione Luigi Jamundo: in quel caso è il fato che ci ha fatto incontrare in un gruppo Facebook e ho capito subito, ascoltando i pezzi del suo progetto Winter Owl, che aveva le carte in regola per comporre pezzi ancora più ambiziosi. E così è successo…

Veniamo anche al titolo del disco… The Android Messiah.. immagino abbia sempre a che vedere con il concept dell’album. Ci vuoi presentare anche questo personaggio?

Il messia androide non è altro che il Chronomaster, la cui nascita è stata programmata per essere il salvatore del suo popolo, quindi quale titolo migliore per il disco?

A proposito di personaggi. Ci sono tantissimi ospiti. Ognuno interpreta un personaggio della storia. Ce li vuoi presentare o è troppo presto per spoilerare tutto?

Ci sono già due ospiti presentati che sono Gianluca Mastrangelo (De La Muerte) che ha interpretato per noi un Papa veramente tosto, calandosi perfettamente nella parte. La seconda ospite, direttamente dagli USA, è Nina Osegueda (A Sound Of Thunder) che ha trasmesso al suo personaggio una carica e una attitudine fantastiche: THE WITCH vi stupirà sicuramente. Oggi in anteprima per i lettori di HMW presentiamo un’altro ospite che amiamo sia dal punto di vista tecnico/creativo che umano: il suo Colony Leader è un esempio di come colpire l’ascoltatore dritto al cuore. Ecco a voi Mike Mills (Toehider, Ayreon)!

E’ previsto un crowfunding con delle belle sorprese. Ti chiedo anche in questo caso di anticiparci qualcosa per farci venire l’acquolina in bocca…

La campagna di crowdfunding è un passo fondamentale per la realizzazione del disco: molti passi sono già stati ultimati ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti per trasformare questo grande sogno in realtà. Inoltre l’idea di questo progetto è di essere transmediale, quindi non stiamo sviluppando solo il cd ma anche due o tre sorprese molto nerd che verranno svelate al momento opportuno, ovvero quando tutte le variabili saranno definite e tutte le parti pronte ad intraprendere il viaggio nel cosmo col Chronomaster.

La cover è molto particolare… ci puoi dire da cosa è nata questa idea?

La cover è fantastica ed è opera del grandissimo illustratore (nonché amico e compagno di fantastiche giocate di ruolo) Andrea Alemanno. Con la sua classe è riuscito a rendere l’atmosfera dei libri Urania degli anni ’80, stando lontano anni luce dall’ iperrealismo che va tanto di moda ma che a me francamente non piace. Abbiamo avuto perfettamente l’immagine che volevamo, che rispecchia fedelmente il trucco che potete vedere nelle foto promozionali.

Cosa puoi dirci del sound invece? Parliamo di prog? Quali sono i gruppi di maggior ispirazione a cui possiamo far riferimento per capire meglio cosa andremo ad ascoltare?

Parliamo di una metal opera sfaccettata, con un sound in grado di adattarsi alle varie situazioni narrate dalle varie canzoni. L’ascoltatore si troverà pezzi dal taglio moderno, parti epiche con cori possenti, voci femminili con tecniche molto diverse fra loro, divagazioni in generi assolutamente non consoni ad un platter metal. Il nostro scopo era musicare l’epopea del Chronomaster in maniera aderente alla storia, e devo dire che i ragazzi si sono superati in questo.

Il disco è interamente autoprodotto. Come vi siete organizzati per le registrazioni, il mixing e tutto il resto?

Per ora abbiamo creato tutte le canzoni in versione demo nello studio di Luigi. Carlos ha registrato le batteria ai 33HZ Studio a Trezzo sotto la supervisione dell’esperto Frank Altare. Torneremo a Trezzo per il mix dell’album , mentre per il mastering ci rivolgeremo al Mastering Engineer Riccardo Parenti dell Elephant Mastering

The Chronomaster Project
E per il discorso live come pensi di affrontare il palco, naturalmente quando questa storia del covid e distanziamento sarà risolta?

Qui tocchiamo un tasto molto dolente, soprattutto in questo periodo. Ti dico sinceramente che ho in testa parecchie idee su come questo progetto andrebbe portato live, ma sono tutte idee ora come ora neanche lontanamente pianificabili. Voglio comunque assicurare chi vorrà seguirci e supportarci che l’idea di realizzare un live che possa ricreare pienamente lo spirito del disco è uno dei miei chiodi fissi: intendo ospiti e tutto il comparto tecnico/visivo adatto a coinvolgere il pubblico nel modo migliore possibile.

Siete appassionati di sci-fi, fumetti e giochi di ruolo. Quali sono le tue nerdate preferite?

Ci sono molti appassionati di tutte queste cose nella band: personalmente credo di essere quello più “patologico,” visto che nella mia vita ho toccato tutte queste esperienze, e rilancio con giochi da tavolo, costruzione di modellini, letteratura fantasy (sono un folle amante della saga Dragonlance), librogame e retrogaming .

So che sei un collezionista di dischi e memorabilia. Quali sono alcuni dei tuoi oggetti di maggior orgoglio?

Non sono un collezionista, almeno io non mi reputo tale: diciamo che i vinili che più adoro nella mia raccolta sono la colonna sonora dei Goonies in edizione giapponese e The Last Starfighter (da noi Giochi Stellari) nella sua stampa americana. Ho ovviamente una nutrita serie di earbook e edizioni limitate ed autografate degli Ayreon, che sono ovviamente una delle mie band preferite quando si tratta di metal opera.

Vuoi aggiungere altro di cui non abbiamo incautamente parlato e ringraziare qualcuno per questo disco e questa avventura?

Direi che le tue domande Ivan hanno toccato tutti i punti fondamentali, ribadisco che i THE CHRONOMASTER PROJECT hanno bisogno del vostro aiuto e supporto sia durante la campagna sia ora per far conoscere a più persone il nostro progetto. Ringrazio tutti quelli che orbitano intorno al progetto e che permettono a me e ai ragazzi di dare il meglio per realizzare qualcosa di fantastico: parlo ovviamente di mogli, compagne, figli/e e amici che ci stanno aiutando tanto sin dalle prime battute. Non saremmo arrivati sin qui senza il vostro aiuto. Grazie… E grazie a te Ivan per l’interessante intervista…

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