AC/DC : Power Up

AC/DC
Titolo: Power Up
Autore: AC/DC
Genere: Rock / Hard Rock
Anno: 2020
Voto: 8,5

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Quando ci si trova al cospetto di mostri sacri del rock siamo tutti intimiditi e tremolanti. Specialmente nel dover giudicare un disco firmato AC/DC. Chi siamo noi poveri recensori per poter anche solo criticare un nome così altisonante? E chi sono loro? 4 lettere separate da un fulmine, 5 musicisti australiani, ma soprattutto 17 dischi in studio. La rappresentazione del rock in pochi e semplici accordi puliti, una batteria in quattro quarti standard, un basso pulsante e una ritmica che non concede sosta ad headbanging ponderato che va di pari passo con il battito a terra di un piede incontrollabile.

Eravamo sicuri di essere vicini alla parola fine già il 18 novembre 2017, giorno della morte del chitarrista e cofondatore Malcom Mitchell Young, fratello del più pittoresco Angus, nella sua divisa da eterno scolaretto. Invece ci troviamo oggi con questo disco che uscirà esattamente 2 anni e 2 giorni dopo la scomparsa del nostro amato e mai troppo compianto re del ritmo.

Eravamo rimasti inoltre con una formazione instabile che ha visto, un tour di salvataggio, improvvisando una line-up di emergenza con la sostituzione di Malcom con il nipote Stevie Young, il ritorno di Chris Slade dietro le pelli, al posto di Phill Rudd alle prese con la giustizia, e lo scettro di Brian Johnson, lasciato momentaneamente al Guns ‘n Roses Axl Rose. Una scelta coraggiosa che ha permesso alla band di Sydney di correre ai ripari e terminare il tour con discreta dignità.

Ma l’avventura dei nostri expat scozzesi, iniziata nel 1973, non si è ancora conclusa e oggi, in un’Era alle prese con Covid, elezioni statunitensi che fanno tremare il mondo ed una crisi economica globale, i nostri eroi hanno deciso di rimettere assieme i cocci e tornare con un nuovo album in studio. Il titolo, POWER UP anche abbreviato in PWR UP, esce dunque in un clima post-apocalittico, ma con lo stesso mood che li ha accompagnati negli scorsi 47 anni.

Un sound pressochè immutato di rock puro contaminato dal sound blues della chitarra distorta di Angus Young, farcita da una voce al vetriolo di Brian Johnson è quello che il combo della terra dei canguri propone da quasi un lustro. E potete starne certi, gli ingredienti che troverete in Power Up saranno assolutamente gli stessi.

Non mi soffermerò su un track by track, anche perchè sarebbe inutile. Aver potuto ascoltare il disco 2 volte in streaming è sicuramente un privilegio, ma non può essere abbastanza per una perfetta disamina di un disco così importante; tuttavia le impressioni a caldo sono di un classico rock targato AC/DC. “Realize” è un ottimo opener, abbastanza tosto da poter affermare che la band è ancora in grande forma e non è assolutamente cambiata.

Anche “Rejection” e “System Down”, così come “Money Shot” restano tra quelle tracce tipiche alla AC/DC che non possono non placare gli animi più caldi dei rocker nella peggiore canicola estiva di un festival sold out, durante il sound check, in attesa dell’headliner.

“Shot In The Dark” è un grande classico, appunto scelto come singolo apripista di questo capitolo, mentre “Through The Mists of Time” e la conclusiva “Code Red” sono forse tra quelle tracce vagamente anomale e particolarmente piacevoli nella loro melodia, tra le 12 perle che compongono questo Power Up. Una grande delusione per chi si aspettava un album sperimentale e fuori dal comune, un sospiro di sollievo per chi invece dava gli AC/DC per spacciati e pensava che non ci sarebbe stato né tour, né album.

La scelta di non includere riff di chitarra del compianto Malcom è più che rispettabile, dato che il nipotino di casa Young se la cava alla grande. Inutile lamentarsi o gridare al miracolo con un nome come questo. In fondo lo stesso Angus in seguito ad una critica della stampa già ai tempi di “Stiff Upper Lip” dichiarò: “Alcuni dicono che abbiamo tredici album e che sembrano tutti uguali. Non è vero. Abbiamo quattordici album che sembrano tutti uguali.”

Non siamo forse di fronte ad un disco del calibro di “Back In Black” o “The Razors Edge”, ma si sente il desiderio e la tenacia di veri rocker ultra sessantenni che non vogliono ancora ritirarsi dalle scene. Come ultima considerazione ritengo che il rock sia composto di 4 lettere, ma non devono essere per forza R O C K, mi piace pensare che siano A C D C.

Tracce:
1. Realize
2. Rejection
3. Shot In The Dark
4. Through The Mists Of Time
5. Kick You When You’re Down
6. Witch’s Spell
7. Demon Fire
8. Wild Reputation
9. No Man’s Land
10. Systems Down
11. Money Shot
12. Code Red

Formazione:
Angus Young – chitarra
Brian Johnson – voce
Stevie Young – Chitarra
Cliff Williams – Basso
Phil Rudd – Batteria

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