BELPHEGOR – Necrodaemon Terrorsathan (ristampa)

Belphegor
Titolo: Necrodaemon Terrorsathan
Autore: Belphegor
Genere: death metal
Anno: 2020
Voto: 6 ½

Visualizzazioni post:67

Un’altra ristampa dei Belphegor? Ma sì, perché no? A loro piacciono queste cose. E poi, sapete com’è… questioni di diritti: acquisizione di materiale di un’ex-etichetta, nuovo master, ripartenza del calcolo eccetera eccetera. Di sicuro c’è che, fatti salvi i casi in cui qualcosa nel procedimento originario sia andato effettivamente e tecnicamente storto, fatico a trovare in archivio una rimasterizzazione di qualsivoglia disco che sia vòlta al rispetto del lavoro originale. Lo scopo ultimo del magico processo, oltre ai motivi a cui si accenna sopra, è esclusivamente l’allineamento del materiale a qualunque tendenza audio sia in auge al momento della nuova pubblicazione (va da sé che il fenomeno definito “moda” è ciò a cui ascrivere tale condotta). A complemento di cronaca, sia tuttavia detto che non si è proceduto ad un confronto all’americana tra le due versioni.

Anno 2000, terzo album ma quinto lavoro. Nell’ultimo anno del millennio i suoni nel metal (… e non solo lì) già dormivano sonni sereni tra le braccia del ridicolo e fasullo – ultime a resistere, stremate da stilettate da ogni dove, le chitarre. Considerato che poi andò sempre peggio, è abbastanza obiettivo affermare che la Nuclear Blast, al netto delle considerazioni suespresse, ci stia fornendo una buona opportunità di rimediare all’eventuale mancanza – tanto più che le quotazioni dell’edizione Last Episode sono in lentissima ma costante ascesa.

Ora, ci sono casi in cui far paralleli è forse poco elegante ma è anche vero che “Belphegor” ed “eleganza” fanno a cazzotti nello stesso periodo: il death metal di Necrodaemon Terrorsathan è un po’ come se i Behemoth, avendo subaffittata la sala dei God Dethroned, improvvisassero sul repertorio più violento del death melodico svedese (vogliamo dire Dawn?) e sul materiale meno dispersivo dei Nile. Non si vuol dare a intendere, con questo, che il gruppo sia derivativo: la forza del disco è invece proprio qui. Nessuna fotocopia e nessuna sceneggiatura originale. Come detto, «improvvisassero». Variazioni ed equilibrio. Pregi fatti limiti e limiti fatti pregi, incluse borchie e cartucciere. Le stesse cartucciere che contennero a loro tempo “Diabolical Possession”, “Sadism Unbound / Lechery On The Altar”, “Necrodeamon Terrorsathan” e “Tanzwut Totengesänge”, per non citare che i migliori dei centri fatti sul segno di un album che, ad oggi, è l’ultimo dei Belphegor esibito in una veste grafica (particolarmente la copertina) guardabile; semplice e fotografica.

Per chi non se la sente di rallentare.

P. S.
Il recente singolo del brano omonimo all’album è una versione recente, registrata dalla formazione attuale, vale a dire ovvero Helmuth, Serpenth e il turnista Torturer (i campioni e le tastiere si direbbero essere gli originali).

Tracce
01.  Necrodeamon Terrorsathan
02.  Vomit Upon The Cross
03.  Diabolical Possession
04.  Lust Perishes In A Thirst For Blood
05.  S. B. S. R.
06.  Sadism Unbound / Lechery On The Altar
07.  Tanzwut Totengesänge
08.  Cremation Of Holiness
09.  Necrodaemon Terrorsathan Pt. II / Outro: Analjesus

Formazione
Helmuth: chitarra e voce
Marius: basso e cori
Sigurd: chitarra
Man: batteria (turnista)
Gü: sintetizzatore (ospite)

http://www.belphegor.at/news.htm
https://belphegor-austria.bandcamp.com/
https://open.spotify.com/artist/1uPIYn2IU0IuPWSZ58kzyM?si=0vLavMsaQ_u24zBUPY_Fcw
https://www.nuclearblast.de/de/

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