COEXISTENCE

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Coexistence

L’underground italiano è pieno di band spettacolari e musicisti di alto livello, un esempio? I Coexistence! Con l’uscita del nuovo album Collateral Dimension, hanno dimostrato di essere anche ottimi compositori all’altezza delle aspettative. A supporto del gruppo e della scena metal underground, non ho perso l’occasione di far qualche domanda inerente all’ultimo lavoro. Domande alle quali hanno risposto un po’ tutta la formazione, come si può evincere dalla prima risposta!

Chi è la mente di questo progetto?

Non c’è una vera e propria mente principale per il progetto, siamo tutti interconnessi dalla stessa voglia e passione di suonare. Sia i testi che le composizioni sono il connubio di ognuno di noi in tutto e per tutto, rappresentano ciò che vogliamo esprimere e quello che siamo.

Quali sono le vostre influenze stilistiche?

Siamo influenzati moltissimo dai Cynic, Obscura, Beyond Creation, Gojira, Death, Exist ed Exivious. Stiamo abbracciando sempre di più il filone del Jazz e della Fusion come Weather Report, Steps Ahead, Tribal Teck e molti altri.

Come avviene la stesura di un brano? Ci si lavora insieme o c’è chi si occupa di questo?

Solitamente Leonardo o Mirko arrivano con un’idea, un riff o anche una canzone intera già scritta che viene poi aggiustata e migliorata da tutti i membri del gruppo. Successivamente Christian si occupa delle parti di basso ed Alessandro della batteria, a lavoro ultimato proviamo il sala il pezzo finchè non troviamo unione e coesione. La maggior parte dei testi sono scritti da Mirko e Christian ma tutti portiamo idee che possano essere utili per raggiungere il risultato migliore.

Quali sono i musicisti da cui, individualmente, traete ispirazione?

I principali musicisti che ci affascinano e da cui prendiamo ispirazione sono: Allan Holsworth, Chuck Shuldiner, Paul Masvidal, Dominic Lapointe, Jason Gobel, Sean Malone, J. P. Thesseling, Steffen Kummerer, Sean Reinert, Jaco Pastorius, Tymon Kruidenier, Robin Zielhorst, Hannes Grossman, Denis “Piggy” D’Amour, Max Phelps, Dean Presland e Marc Campbell.

Qual è il miglior brano che avete composto?

In fase di sviluppo dell’album i brani hanno iniziato ad interconnettersi tra di loro quasi come a formare un concept, presentandosi come un lavoro unico più che brani separati tra loro. La disposizione dei brani non è stata scelta in modo casuale ma l’ordine dato consiglia un percorso d’ascolto preciso che punta a valorizzare ogni pezzo come un lavoro unico.

E quello con cui avete avuto più difficoltà a suonare?

Ogni brano ha un livello di difficoltà, per cosi dire, omogeneo e non c’è un brano più difficile o facile rispetto ad un altro.

Finora non avevate mai scritto un album intero, come stata questa esperienza? Quanto tempo avete impiegato per farlo e come sono avvenute le registrazioni?

E’ stata un’esperienza molto intensa, abbiamo lavorato duramente per ottenere un prodotto che ci soddisfacesse in tutti i punti, la composizione e la preparazione dei brani è durata circa 3 anni, abbiamo iniziato scrivendo l’EP Contact with the Entity e da li non ci siamo più fermati sino al completamento del disco. Chitarre, basso e voce sono state registrare nello studio del nostro chitarrista Leonardo (Void Studio) mentre la batteria è stata registrata da Stefano Morabito dei 16th Cellar Studio, anche mix e master dell’intero disco sono stati effettuati da lui e siamo molto felici del risultato finale.

Come avete vissuto la quarantena? Ne avete approfittato per focalizzarvi sui progetti del band oppure siete andati avanti come sempre?

La quarantena non è stata un periodo facile per noi, purtroppo il lockdown ha rallentato il processo di rilascio dell’album che era previsto per Marzo 2020, nonostante questo abbiamo sfruttato questi mesi per curare al meglio le performance dal vivo ed iniziare a buttare giù qualche nuova idea per un futuro disco.

Nell’album ciò che ha catturato l’attenzione è stato l’uso del tapping, tecnica molto presente, ma anche un influenza quasi jazz in alcuni brani, come mai questa scelta?

Il progetto è partito ispirandosi molto ai Beyond Creation che fanno un grande uso del tapping nelle loro canzoni e ci piace particolarmente sfruttarlo, soprattutto nelle parti pulite, col passare del tempo, durante la stesura di Collateral Dimension, ci siamo avvicinati molto al mondo del Jazz e della Fusion ed abbiamo cominciato ad implementare sempre più elementi provenienti da questi due generi sulla nostra musica. Questo disco a parer nostro è il giusto connubio tra le nostre vecchie influenze e quelle più recenti.

C’è un messaggio che volete mandare attraverso Collateral Dimension? Quali sono le tematiche affrontate?

Solitamente quando elaboriamo un testo lasciamo ampio spazio all’inconscio e a ciò che vuole comunicarci, lasciandoci ispirare soprattutto dall’ambiente circostante. Le tematiche che affrontiamo, quindi, sono i sentimenti e le sensazioni che una persona può provare e la spiritualità intesa come una ricerca costante di se stessi. Il tema dello spazio per noi è un simbolo di unione tra macrocosmo e microcosmo, tra il mondo e l’individuo.

Il genere che suonate è molto tecnico e complesso, pensate che questo tipo di metal, oggi come oggi, possa incuriosire non solo i musicisti (perchè riescono a capire, ad esempio, le varie sfumature melodiche e i cambi di tempo), ma anche chi non hai mai suonato uno strumento?

Essendo un genere molto tecnico si rischia spesso di esagerare con la tecnica e con gli sfoggi di abilità fini a se stessi, abbiamo curato molto questo aspetto e pensiamo che sia il fulcro per far apprezzare un genere come il nostro anche ad un pubblico non composto soltanto da musicisti ed anche perchè no ad un pubblico non prettamente metal.

Covid permettendo, avete delle date per il 2021?

Al momento purtroppo non abbiamo niente programmato per il 2021 ma speriamo di riuscire a recuperare il tempo perso il prossimo anno con concerti ed anche qualche tour, in compenso per la fine del 2020 stiamo cercando di organizzare qualcosa di speciale per l’uscita di Collateral Dimension, sperando che la situazione attuale del virus non peggiori..

 

 

 

 

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