PYRAMAZE – Epitaph

Pyramaze
Titolo: Epitaph
Autore: PYRAMAZE
Genere: Power Melodico/Progressivo
Anno: 2020
Voto del redattore HMW: 7/8
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Metamorfosi completata.

Nessun blattoide gigante, però, tranquilli. La creatura oggetto di questa mutazione era già d’aspetto gradevole, seppur più selvatica e malinconica. Ammansita dalla frusta ormai consumata di Jacob Hansen (se non sapete in che circo lavora, beh, scopritelo!) si muove anch’essa in un sistema di regole asfittico e spesso snervante, quello del power (più) melodico e (meno) progressivo degli anni zero. Arduo non conformarsi ai tempi, pena l’esclusione da una “società” all’interno della quale il nome “Pyramaze” gode di sempre maggior rispetto ed ammirazione.

L’ingentilimento di figura e contenuto inaugurato dal risveglio post letargo di “IV-Disciples Of The Sun”(2015) pare comunque inarrestabile, anzitutto per chi sente ancora ruotare, nei padiglioni sfibrati, i giri compressi ed incalzanti dell’ex Michael Kammeyer e la vocalità incomparabile di Lance King e Matt Barlow.

Sì, è vero, “A Stroke Of Magic” e “Your Last Call” ricordano sin troppo le pose raffinate degli Anubis Gate; “Steal My Crown” e “Knights In Shining Armour” ritornano al paradiso negato dei Labyrinth; “Bird Of Prey” e “Indestructible” realizzano una copula sconcertante tra Borealis ed Imagine Dragons; ”Final Hour” e “Particle” sono un latrocinio ai danni dei Kamelot Karevik-era…e allora? Supportassero anche Dua Lipa nel prossimo tour in streaming (scusate, intendevo dire trasmissione continuativa di dati audio/video) su Vevo, chis-se-ne-frega? Nemmeno l’Artemide Urlatrice degli “Unleash The Archers” o il coro di voci bianche sul finale biodegradabile di “World Foregone” riescono a guastare la festa di Terje Harøy… Quando poi, con astuta mossa padronale, arriva l’inchino/omaggio al passato più animalesco, ecco che si configura l’unico parallelo letterario possibile, con buona pace di Kafka: il viaggiatore di “The Time Traveller” altri non è che Tarzan/Lord Greystoke, rieducato ma sopraffatto dal richiamo della giungla…un richiamo così potente da ridestare le voci sopite dei due signori citati poche righe sopra.

Che spasso, ragazzi.

Tracce:
1. Epitaph
2. A Stroke of Magic
3. Steal My Crown
4. Knights in Shining Armour
5. Bird of Prey
6. Your Last Call
7. Particle
8. Indestructible
9. Transcendence (con Brittney Slayes)
10. Final Hour
11. World Foregone
12. The Time Traveller (con Lance King e Matt Barlow)

Formazione:
Terje Harøy – Voce
Jacob Hansen – Chitarre, Basso, Cori
Jonah Weingarten – Tastiere, Orchestrazioni
Toke Skjønnemand – Chitarre
Morten Gade Sørensen – Batteria

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