L’IMPERO DELLE OMBRE – Racconti Macabri Vol.III

L'impero Delle Ombre
Titolo: Racconti Macabri Vol. III
Autore: L'IMPERO DELLE OMBRE
Genere: Doom Metal
Anno: 2020
Voto del redattore HMW: 8,5
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Accingendomi all’ascolto de’ L’Impero delle OmbreRacconti Macabri Vol.III, ero sicuro di imbattermi in un’opera di monumentale profanità.
Naturalmente le mie “aspettative” sono state incontrate a pieno dalla ‘nube’ solforosa che sprigiona da ogni capitolo dell’album.

Siamo evidentemente alla presenza di una ‘congrega’ di “vecchio” pelo, che conosce molto bene la materia che tratta e la pratica con grande proprietà di linguaggio ed un pizzico di mediterranea popolarità che personalmente trovo apprezzabile, assai.

Certo che il cantato in lingua nostrana, come spesso accade, rappresenta una scelta di grande carattere, che tuttavia può non risparmiare qualche scivolone.
Questo accade ad esempio nei brani più “pesanti”, come ‘Cimitero delle Anime’ , ‘In morte di Buono Legnani’ o ‘Marmo Freddo’ (quelli che più mi saltano all’orecchio al proposito), dove i fraseggi dei testi devono necessariamente dilatarsi, andando a spostare alcuni accenti in favore dei tempi forti, a seguire la pulsazione; così si va un po’ “perdendo” il pregio delle liriche, che pur essendo scritte in lingua italiana sembrerebbero a volte pensate in inglese.
Del tutto intatto rimane, anche in questi casi, l’indubbio appeal macabro/horrorifico di John Goldfinch, da cantastorie consumato.

In effetti, dopo ripetuti ascolti, sono sempre più dell’idea che un album come questo meriterebbe una rendition visuale.

Il vero “colpo grosso” i Nostri lo fanno con brani come ‘Il Sabba’, ‘Incubo a Dunwich’,dove grazie ad una maggiore varietà della struttura del brano e un’architettura sonora di gran classe- vedi intrecci chitarristici di sapore quasi black/death scandinavo dei tempi che furono, clavicembalo e refrain corali di gusto settantiano (mi vengono in mente i Black Widow, non per affinità sonora, ma per gusto).

Poi ci sono inserti recitati, synth che non possono non suggerire una smodata passione per l’horror d’autore;
un ulteriore spia della derivazione cinematografica, direi su tutti la song ‘Marmo Freddo’, con l’effetto di grande suspence dato dagli Stop&Go iniziali.
Questa recensione non ha la pretesa di essere esaustiva di una band davvero rappresentativa della nostra scena underground, che si è presentata come una realtà di assoluto interesse sin dalla sua prima release, nel 2004 e che con questo terzo capitolo nulla smentisce.

Tracce:
Introduzione – Accesso In Requiem
Il Cimitero Delle Anime
Il Sabba
In Morte Di Bruno Legnani
Incubo A Dunwich
Il Villaggio Delle Ombre Assassine
Marmo Freddo
Verso L’Abisso
Sentimento Funereo
Finale, Ballata Dell’Uroboro… O Della Speranza

Formazione:
Giovanni “John Goldfinch” Cardellino: Voce, Cori, sussurri
Andrea Cardellino: Chitarra solista, elettrica e acustica,Tin Whistle
Rob Ursino: Chitarre, Tastiere, Bodhran
Davide Cristofoli: Tastiere principali e organo
Vins Ceriotti: Basso
Miky “DrumHead” Ercolano: Batteria
Special guests:
Voce e Cori in 4,3 : Daniele BUD Ancillotti
Voce in inglese in 9 : Steve Sylvester
Voce femminile in 3,5,8 : Tatyana Planca
Synth ed effetti in 10 : Freddy Delirio
Nenia della speranza in 10 : Eric Goldfinch

https://www.facebook.com/limperodelleombre/
https://blackwidow.it/

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