SACRAL RAGE – Beyond Celestial Echoes (2018)

Sacral Rage - Beyond Celestial Echoes
Titolo: Beyond Celestial Echoes
Autore: Sacral Rage
Genere: Technical Heavy Metal
Anno: 2018
Voto: 8,5

Visualizzazioni post:134

Il 2018 ha visto il gradito ritorno di una band che ha fatto molto parlare di sè con il debut album “Illusions In Infinite Void” (qui la nostra recensione), uscito per la nostrana Cruz Del Sur e definibile come una ventata di aria fresca per il panorama non propriamente sempre sotto i riflettori del metal tecnico. Stiamo parlando dei Sacral Rage, quartetto dall’Attica con furore, animati dallo stesso fuoco che ancora infervora i cuori di tanti vecchi e giovani appassionati di heavy metal ad alto tasso di virtuosismo (ma non solo), con i musici che diventano funamboli e gli spettatori che non possono che rimanere inermi ed in spasmodica attesa della successiva mossa (o riff, dato il contesto).

Non a torto, i quattro ateniesi sono esperti nell’arte di rendere propria una musica che non si configura come foriera di grosse novità in termini di innovazione… Perché di arte si parla, considerato come di copie carbone della “completa con nome della band nota” ve ne siano innumerevoli, ma troppe configurabili come “belle senz’anima”.

Anche i Sacral Rage l’anima non l’hanno più, ma banalmente perché l’hanno venduta alle divinità dello US Metal e del thrash tecnico, e probabilmente i quattro spiriti separati si trovano rinchiusi in qualche dimenticato solaio o cantina nelle abitazioni di un Jarzombek, un Rivera, un Waters, un Christian… Insomma, se i nomi qui sopra non vi sembrano frutto di fantasia, ma al contrario vi trasmettono una scarica di adrenalina alla sola citazione, “Beyond Celestial Echoes” è un lavoro adatto alla vostra tormentata esistenza terrena passata a percorrere i reami di un underground che non ha mai ottenuto il successo che merita.

Tra technical thrash, technical heavy, US Power, non c’è brano che non rimandi a Helstar piuttosto che Annihilator, passando per Toxik e finendo per pagare tributo al genio ed alla sregolatezza dei Watchtower, o “Progenitor”, capostipiti del genere, per usare il linguaggio dei Sacral Rage (le band citate sono un “aiuto da casa” per chi ha davvero pensato che quelli riportati pocanzi fossero nomi fittizi). Si ometterebbe un particolare non da poco, non citando fra le influenze quel colosso che risponde al nome di Rush, sia per certe soluzioni armoniche e strutture, sia per l’immaginario lirico, che può non a torto rimandare agli esordi del trio canadese.

Non serve soffermarsi sui brani, se quanto letto finora ha stuzzicato il vostro appetito, vi basteranno pochi secondi del primo brano, “Eternal Solstice”, per voler procedere con l’ascolto. Prosegue la “tradizione” di concludere il disco con una lunga composizione (secondo album, seconda suite), che merita una menzione a parte; “The Glass” regala una sorta di summa del discorso intavolato e sviluppato nei 5 brani (più due brevi intro strumentali) che lo precedono, finendo per ricamare e imprimere su tela il momento, tra una ritmica serrata ed un intermezzo acustico, il tutto in un amàlgama degno del più esperto fra gli alchimisti.

L’immaginario puramente sci-fi, anch’esso per certi versi “vecchio stile”, è un altro punto a favore della band, che impreziosisce il prodotto con un concept non esclusivamente abbozzato, ma ben studiato, in particolare per quanto riguarda la già citata “The Glass”, che per la versione in vinile contempla un libretto a parte con testo e trama. A cappello di tutto ciò, una copertina a tema, opera del noto artista Dimitar Nikolov, a ribadire un concetto che anche i sassi ormai conoscono, ovvero che anche l’occhio vuole la sua parte (e che il fan del gruppo di nicchia, come quello del nome noto, finisce inevitabilmente per essere attratto dall’intessuto nel suo complesso, divisione grafica inclusa).

Avviso ai naviganti: se la sezione strumentisti vi lascerà da subito piacevolmente sorpresi per stile e pulizia d’esecuzione, il comparto vocale probabilmente metterà a dura prova la vostra comprensione nonché la vostra visione del piacere, considerato che di celestiale v’è solo un aggettivo contenuto nel titolo dell’album. Ma ancora, se i nomi McMaster o Tecchio (con le dovute proporzioni, s’intende) fanno scattare un benigno campanello d’allarme e non vi suonano come i protagonisti di un film poliziottesco degli anni ’70 di seconda fascia, allora esistono buone probabilità che siate in terreni a voi confacenti.

Se vi aspettate di scovare partiture del tutto originali, fermatevi subito; certamente non è importante per la band, ma lo è sicuramente imbastire brani articolati e mai banali, per far sì che la trepidazione dell’ascoltatore non rientri nei valori di norma.

Se bramate abbeverarvi alla fonte del metallo cerebrale e nei due anni trascorsi dall’uscita di questo disco non avete avuto modo di incrociare le vostre strade con quelle dei Sacral Rage, e se per oscuri motivi vi trovate affascinati da questo criptico “riparto” della nostra musica preferita (scienza e medicina non sono ancora riuscite a trovare un antidoto a quest’empia passione) allora fermatevi e date più d’una possibilità a “Beyond Celestial Echoes“, non ve ne pentirete e finirete per voler riscoprire quanto già prodotto dai Nostri. Supporto!

Tracce:
01. Progenitor
02. Eternal Solstice
03. Vaguely Decoded
04. Suspended Privilege
05. Samsara (L.C.E.)
06. Necropia
07. Onward To Nucleus
08. The Glass

Formazione:
Spyros S. – Basso
Vagelis F. – Batteria
Marios P. – Chitarra
Dimitris K. – Voce

Sito: https://www.facebook.com/SacralRage
Etichetta Cruz Del Sur: https://www.cruzdelsurmusic.com/

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