UTILITARIAN – Stay Angry

Utilitarian
Titolo: Stay Angry
Autore: Utilitarian
Genere: crust
Anno: 2020
Voto: 6

Visualizzazioni post:173

Il sottile piacere di vedere un gruppo imbufalito contro tutti e tutto. È troppo tardi per salvare il mondo, ma questa rabbia dà come una tenue speranza d’impossibile. Gli Utilitarian, il passato e presente artistici dei cui membri sono variamente intrecciati nella recentissima storia dello Yorkshire, sono un gruppo quasi ad impatto zero. Registrano con tutta probabilità davanti a un computer ­(non che siano gli unici…), stampano su cassette riciclate, hanno – finalmente qualcuno col fegato di dirlo – capito che la produzione di vinile genera una gran quantità di scorie altamente inquinanti, hanno rimandato a tempo indefinito la pubblicazione su CD dello stesso Stay Angry, usano inchiostri vegani ogni qual volta sia possibile. Non paghi di questo, devolvono in beneficienza gli introiti derivati dalla loro attività.

La voce di Jon Crowder, mixata a volume madornalmente superiore al resto delle tracce, strilla fiumi di acrimonia all’indirizzo delle forze dell’ordine, in onore ad uno dei classici ed inevitabili soggetti punk e rendendo di fatto l’EP un disco tematico. Sono significative le riletture di due singoli della tradizione del genere, dei tempi che contano – segnatamente “Police Truck” dei Dead Kennedys (se non erro, lato B di uno dei primi singoli dei DK e frequente apertura di serata nelle date di fine anni settanta): uno dei brani nei quali emergono con maggior vigore le concrete influenze cinquantiane di East Bay Ray, stile che la Wears qui rende come può, maneggiando egregiamente il suo slide; e il piccolo classico “Police Bastard” dei Doom (dall’omonimo singolo di fine anni ottanta e, per inciso, uno dei singoli punk più venduti di sempre), storico gruppo crust britannico dis-minimalista che anche i più metallari tra di voi potrebbero aver notato nei cataloghi della Peaceville.

Il crocevia stilistico che è proprio del crust è qui sigillato dall’ospitata di Andy Whale (citofonare Bolt Thrower), il quale asperge “Anarchy (Justice Without Order)” dei suoi inconfondibili inserti percussivi. Il pachidermico trio è lungi dall’essere nella rosa anche solo dei cinquanta migliori del giro, ma è auspicabile che possano fungere da traino per i più giovani verso l’esigenza di una coscienza sociale e verso il sempre caldeggiato viaggio a ritroso nella genesi e sviluppo dei generi.

Avvertenza per l’uso: i suoni spropositatamente puliti e secchi aggraderanno più il palato di coloro che del crust apprezzano gli elementi metal. Ne tengano conto quelli che la cresta ce l’hanno, prima che fuori, dentro.

Tracce
01.  Stay Angry
02.  Police Bastard
03.  Anarchy (Justice Without Order)
04.  Police Truck
05.  ACAB (Order Without Justice)

Formazione
Jon Addams: basso
Jon Crowder: voce
Amara Wears: chitarra, programmazione (batteria elettronica)
Andy Whale (ospite): batteria in “Anarchy (Justice Without Order)”
Paul Nazarkardeh (ospite): chitarra aggiunta in “Anarchy (Justice Without Order)”

www.utilitarianuk.com
https://utilitarianband.bandcamp.com/
www.instagram.com/utilitarianband/
www.facebook.com/utilitarianband

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