LOGOS – Sadako E Le Mille Gru Di Carta

Logos
Titolo: Sadako E Le Mille Gru Di Carta
Autore: LogoS
Genere: Rock/Pop Progressivo
Anno: 2020
Voto: 8 ½

Visualizzazioni post:229

È davvero ancora possibile creare dischi di rock/pop progressivo così belli nel 2020? Troppa disillusione? Troppa disinformazione?

Nessun facile entusiasmo – mai – però… Sadako E Le Mille Gru Di Carta è un disco, in una parola, splendido. Di prog italiano; in italiano; all’italiana – nel senso tastieristico-sinfonico dell’accezione. Il gusto, la raffinatezza, la voglia di aver dei suoni che non insultino lo strumento, il saper portare il pezzo fino in fondo senza mostrare la corda nemmeno per due secondi filati. Questo è un lavoro che sarebbe dovuto esistere negli anni Settanta.

Senza dimenticarci per un solo istante che in Giappone, un paese poco più grande dell’Italia, potentati governativi ed ignavia popolare hanno fatto sì che si edificasse un’incalcolabile quantità di centrali nucleari dopo che la stessa tecnologia scaraventò tra le pagine nere della storia recente le città di 広島市 / Hiroshima e 長崎市 / Nagasaki e diede, al contempo, (e tutt’ora dà) un cardinale contributo alla generazione di sostanze di immane e mil-le-na-rio potere inquinante – al netto di questo, si diceva, il tema del disco scaturisce dalle vicende atomiche di una bambina che inizialmente sopravvisse al primo dei due bombardamenti ad opera dei “difensori del mondo”. Parole immaginifiche (« Con tinte cavate dalle acque più fonde, / con stoffe di onde, / cuciva il suo scialle »), di educata denuncia (« Lente le lanterne / tra nenie e litanie di pazzi / galleggiavano sui rostri / e arrossivano abbruttite / dal volgo indisponente. »), di grande lucidità (« La nuova guerra è più nefasta, / nascosta dall’ombra di uno schermo piatto, / ammutolito dal brusio di un processore, / dietro al becero minimizzare, / abbaiar per screditare. »).

Luca Zerman e Claudio Antolini intarsiano senza téma tèmi caldi ed emozionanti, fraseggi luminescenti e mai pacchiani, in ammirevole equilibrio devoto completamente al pezzo. Alessandro Perbellini è una vetrina scintillante dei doni che deve possedere un batterista che miri ad esaltare e perfezionare il brano – e il suono organico (e cangiante) è ovviamente centrale affinché il messaggio giunga a destinazione e non sia affossato da demenziali post-produzioni. Ogni colpo respira e dà respiro; ogni linea servile e complementare – il suo tocco arioso esalta senza mascherare. Fabio Gaspari offre un lavoro rotondo e trascinante: cardiaco. Al pari dei suoi e consapevole del ruolo ricoperto, questo viene svolto, ancora una volta, senza strafare; senza ottusità.

Gli ospiti non sono da meno: “Il Sarto” è una sfida a trattenere le lacrime scatenate da Elisa Montaldo (non a caso scelta da Stefano Galifi dei Museo Rosenbach ne Il Tempio Delle Clessidre), il cui timbro rovente fornisce una prova di preziosa intensità (qualcuno ha detto Alice?); mentre “Paesaggi Di Insonnia” è resa, se possibile, ancor più perfetta dai misurati interventi al saxofono di Federico Zoccarelli.

Di questo lógos che è sempre gli uomini non hanno intelligenza, sia prima di averlo ascoltato sia subito dopo averlo ascoltato; benché infatti tutte le cose accadano secondo lo stesso lógos, essi assomigliano a persone inesperte, pur provandosi in parole ed in opere tali quali sono quelle che io spiego, distinguendo secondo natura ciascuna cosa e dicendo com’è. Ma agli altri uomini rimane celato ciò che fanno da svegli, allo stesso modo che non sono coscienti di ciò che fanno dormendo. „ – Ἡράκλειτος ὁ Ἐφέσιος / Eràclito.

Per chi ha nostalgia della bellezza.

Tracce
01.  Origami In SOL-
02.  Paesaggi Di Insonnia
03.  Un Lieto Inquietarsi
04.  Il Sarto
05.  Zaini Di Elio
06.  Sadako E Le Mille Gru Di Carta

Formazione
Claudio Antolini: pianoforte, sintetizzatore
Fabio Gaspari: voce, basso, chitarra, mandolino
Alessandro Perbellini: batteria
Luca Zerman: voce, Hammond, sintetizzatore
Simone Chiampan (ospite): batteria ne “Il Sarto”
Massimo Maoli (ospite): chitarra in “Sadako E Le Mille Gru Di Carta”
Elisa Montaldo (ospite): voce aggiunta ne “Il Sarto”
Federico Zoccatelli (ospite): sassofono in “Paesaggi D’Insonnia”

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