RIcoverATI: anche una cover può far bene alla salute! Ultimo giorno di terapia, 25 Dicembre 2020.

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Panacea per l’atrofia melodica, integratore per casi di ipovitaminosi compositiva, intermezzo rigenerante dopo sfibranti prestazioni testosteroniche, la “Cura Beatles” ha salvato intere carriere (chi ha detto King’s X?) e raddrizzato aberranti deformità discografiche.

Incalcolabili gli inchini ai quattro Baronetti da parte del variegato mondo hard’n’heavy, che pesca nel torbido (e nel limpido) di una discografia dai mille colori. La lista che segue non ha alcuna pretesa d’esaustività e raccoglie alcune delle prescrizioni più curative raccomandate dal Dott. Oiled in anni di disonorato servizio, non tenendo conto di raccolte (come ad esempio “Butchering The Beatles”) e gruppi semi-tributo (come gli esilaranti Beatallica).

Buona guarigione!

PS Ogni cover è ascoltabile cliccando sul nome del gruppo. La preferita dal Dottore è in calce, con video.

Eleanor Rigby”: Realm, Sacred Rite, Kansas, Enola Gay, Godhead, Pain, Crohm;

Come Together”: Soundgarden, Gotthard, Labyrinth, Psyco Drama;

Helter Skelter”: Mötley Crüe, Aerosmith, White Zombie;

Day Tripper”: Whitesnake, Bad Brains;

Here Comes The Sun”: Ghost;

When I’m Sixty Four”: Ayreon;

All My Loving”: Helloween;

Help”: Extreme;

Tomorrow Never Knows”: Trouble;

I’m Only Sleeping”: Bathory;

It’s All Too Much”: Journey;

Revolution”: Running Wild;

Across The Universe”: Scorpions;

We Can Work It Out”: Tesla;

e la preferita dal Dottore: “I Want You (She’s So Heavy)”, Coroner.

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