FARER – Monad

Farer
Titolo: Monad
Autore: Farer
Genere: Noise / Post Rock
Anno: 2020
Voto: 7 +

Visualizzazioni post:130

È forse una forzatura la riduzione del complesso e multiforme significato di « monade » ad un parallelismo con la scelta di lemmi isolati per circoscrivere idee artistiche; forse ancora, la parola sola rivela un’implicita ed educata fiducia in sé stessi che prelude ad una sorta di serietà e completezza. Come minimo, non si rischia di essere fraintesi – ma probabilmente sì… si è sempre fraintesi. Sarà la musica a parlare da sé, no? Pare di vederli pulsare, i nostri sotterranei interrogativi; laggiù, mentre le nostre “celluline grigie” formulano, per nostro conto, ipotesi alla velocità del suono a riguardo del significato di quegli ammassi di sillabe. « Sarà una freddura? »,  « E se fosse una citazione? », « Per me è un libro », « Haha, forte ’sto titolo! ». E invece…… Diciture che dicono tutto; o niente. Farer, Fànes, asulòn, Elpìs, monad, Mòros.
Sì, ma i testi? Impossibile. Il messaggio dei Farer è come se tentasse di essere più alto delle loro stesse parole e delle loro aspirazioni.
Questa è un’esperienza di nervi e di ossa.
Tutto è stringato tranne la superficie: tredici minuti di media per quattro brani uguale cinquantadue minuti di tensione e sospensione.

Sgombriamo il campo da malintesi: qui non c’è traccia di metal (a meno che -MA NEMMENO- non facciate parte di quelli che “c’è un violino, allora è classica” [– prego? No, l’assenza di chitarre non c’entra]). Sorprendentemente (d’altronde, all’Aesthetic Death non sono propriamente degli sprovveduti), la biografia non va fuori strada e sono calzanti le analogie con Amenra e SUMAC, se consideriamo, sopra gli altri, il lato più tormentato e tormentone di questi ultimi e quello più trepido dei primi. Post rock più i Melvins più i colori dell’hardcore fangoso e rallentato più il disperato stridore vocale degli estremismi sotterranei (vogliamo riaprire il dibattito sul suffisso escluso lì su?) più il noise tra Giappone e NY – ordine casuale di citazione.

Il primo re dell’universo è immediatamente esplicito: asciutto, scarno. E ansioso. Da lì alla fine di “Elpis” (la Speranza) è una guerra di, appunto, nervi: fatta di attese, di fondali siderali ad un passo dall’inverosimiglianza e di ritmiche ancestrali.

Tuffatevi nella luce con i Farer.

Tracce
01.  Phanes
02.  Asulon
03.  Moros
04.  Elpis

Formazione
Frank de Boer: basso, voce
Sven Jurgens: batteria, percussioni
Arjan van Dalen: basso, voce

https://farer.bandcamp.com/
https://www.aestheticdeath.com/
https://shop.tartarusrecords.com/
https://www.instagram.com/farer_band/
https://www.facebook.com/farer.band

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.