ZED YAGO – Pilgrimage

Zed Yago
Titolo: Pilgrimage
Autore: Zed Yago
Genere: Heavy Metal
Anno: 1989
Voto del redattore HMW: 8
Voto dei lettori: 8.0/10
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Asserragliate in un angusto gineceo, protette dagli sguardi indiscreti di un mondo musicale androcentrico per tradizione, le prime donne del metal abbattono barriere culturali con audace perseveranza. Sono paladine che meritano ancora oggi ossequi e deferenza: Doro Pesch, Leather Leone, Sabina Classen, Dawn Crosby, Ann Boleyn, Roberta “Morgana” Delaude, Nicole Lee, Debbie Gunn, Sabrina Kihlstrand…

Prime donne, sì: l’intervallo tra i due termini non ratifica soltanto il primato cronologico ma segna graficamente la distanza dal contesto musicale odierno, in cui è oramai doveroso accostarli a formare un unico, svilente epiteto. Più intransigente rispetto ai consanguinei hard rock ed AOR – per natura già sensibili al garbo vocale del gentil sesso – l’heavy coriaceo degli ottanta non agevola divismi né smodate ostentazioni di femminilità, abbracciando il concetto classico di virago, grazia e forza fuse in un’unica, ardita figura.

Attributi incarnati anche da Jutta Weinhold, ammiraglio di una ciurma corsara già salpata a fine decennio dalla foce dell’Elba (“The Spell From Over Yonder”, 1988) a bordo del vascello più noto del folklore nordeuropeo, quell’Olandese Volante con equipaggio fantasma condannato a solcare i mari in eterno, a quietanza della blasfemia del capitano Falkenburg/Vanderdecken. Una maledizione ricaduta, nella rilettura fantastica di “Pilgrimage”, sulla figlia Zed Yagoalter ego della nerocrinita cantante tedesca – costretta a girovagare sino al Giorno Del Giudizio emanando una luce spettrale magicamente resa dall’arte pittorica di Kai Bardeleben: sotto la sua aura luminescente giacciono, perfettamente riconoscibili, i musicanti amburghesi.

È il wagneriano “Pilgrim Choir” ad introdurre una scorreria piratesca degna della penna di Rolf Kasparek (sarà l’aria salmastra della Bassa Sassonia…) impostata però su coordinate divergenti dal power/speed arrembante dei famigerati concittadini. La velocità di crociera è moderata e la produzione, scarna ed essenziale nonostante il contratto con RCA ed uno stanziamento più che discreto, finisce con l’enfatizzare la vocalità perentoria e teatrale (chi ha detto R.J. Dio?) di Jutta e l’incedere marziale della batteria di Bubi (R.I.P.). Un periplo attorno al versante “drammatico” – come lo si definì ai tempi – dell’heavy metal, in cui rollio e beccheggio sono movimenti dettati dalla sensibilità di due nocchieri come Jimmy Durand e Gunnar, sempre propensi ad improvvise virate class metal e abbordaggi acceptiani. I cori epici e il solismo d’inclinazione hard blues spingono il malefico natante ben oltre la liricità chiassosa degli Warlock di “Triumph And Agony” o gli ondeggiamenti stilistici di Mad Max e Sinner.

Nel delicato trasbordo verso i novanta però, gravato da tecnicismi thrash, irruenza death metal ed esplosive misture alternative, c’è poco spazio per il dramatisch metal dei teutonici, che naufragheranno subito dopo la pubblicazione di questo secondo lavoro. Jutta e Bubi, sciabola tra i denti, ritenteranno due anni dopo con nuove maestranze, rilasciando due album ed un EP a nome Velvet Viper, tiepidamente accolti e colati a picco subito dopo “The 4th Quest For Fantasy” (1992). Entrambi i nomi torneranno a galla nei duemila, sospinti da una brezza lieve, ultimo refolo del vento in poppa che gonfiava le vele diafane del batavo maledetto: sulla sua prua risalta oggi, sigillo aureo delle recenti ristampe Massacre, il bel faccione con bandana di Bubi.

Ahoy, amico… All’arrembaggio!

Tracce:
Pilgrim’s Choir (musica di Richard Wagner)
Pilgrimage
The Fear Of Death
Pioneer of the Storm
Black Bone Song
Rose Of Martyrdom
The Man Who Stole The Holy Fire
Achilles Heel
The Pale Man
Omega Child
Fallen Angel (Traccia aggiunta nella versione in CD)

Formazione:
Jutta Weinhold – voce
Jimmy Durand – chitarra
Gunnar – chitarra
Tach – basso
Bubi (Claus Reinholdt) – batteria

https://www.facebook.com/ZED-YAGO-151840974857380/
https://www.facebook.com/VelvetViper/

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