TODD LA TORRE – Rejoice In The Suffering

Todd La Torre
Titolo: Rejoice In The Suffering
Autore: Todd La Torre
Genere: Heavy Metal
Anno: 2021
Voto: 7

Visualizzazioni post:280

Todd La Torre Nera. Chiedendo venia al Re Del Brivido, potremmo affermare che l’epopea del folletto di St. Petersburg – con avi salpati dall’assolata Trinacria – sia infusa di magia, seppur non popolata da chierici con rivoltelle e diabolici incantatori nerovestiti… Non mancano, infatti, porte che si aprono su mondi fantastici, scontri con titani, impensabili rivalse e avventure ai confini della terra.

Batterista sin da fanciullo, tappezziere professionista, cantante per passione: attivo nella, ehm, florida scena della baia di Tampa, il nostro è chiamato a sostituire, per ben due volte, gli insostituibili, dissimulando con nonchalance l’ovvio timore di deludere le attese dei sostenitori di due pilastri – enormi – del metal statunitense. Vinta la loro ritrosia, con i Crimson Glory alle spalle (ahimè), i Queensrÿche in crescita progressiva (speriamo) e l’interruzione forzata dell’attività concertistica, un viaggio musicale in solitaria è forse il miglior rimedio al tedio da pandemia, nuova psicopatologia degli anni Venti del secolo XXI.

Concepito e partorito col solo apporto del vecchio amico Craig Blackwell – polistrumentista ospite anche in “The Verdict” – “Rejoice In The Suffering” è una dichiarazione d’amore viscerale per l’heavy metal in senso lato, da apprezzare più per chiarezza d’intenti che per effettive qualità compositive. L’ampio ventaglio d’ispirazioni consente a Todd di sfoggiare registri vocali e impostazioni differenti, vero leitmotiv di questo primo lavoro, la cui natura è giocosamente liberatoria: Halford, Dickinson, Wayne (RIP) e “Blitz” sono i complici perfetti per rallegrarsi nella sofferenza ed esibire, a complemento delle limpide tonalità necessarie ad ereditare il microfono dei ‘rÿche, feroci latrati, inflessioni robotiche e acuti lancinanti, ribadendo una libertà interpretativa a 360° non consona al retaggio del gruppo madre.

Sin troppo gracchianti e fragorose, per chi scrive, le sei corde di Blackwell, enfatizzate da un missaggio, ad opera di Zeuss, che dilata le frequenze medio-alte, privando le ritmiche della doverosa profondità. Tra Judas Priest anabolizzati, Nevermore destrutturati, power thrasheggiante, frammenti di melodeath e insperate porzioni class metal (niente male “Vexed”!) si arriva ad “Apology” stremati, per poi rifiatare all’istante, ritemprati dal brano più intenso dell’album… che sia quell’allure alla “Roads To Madness”?

Scuse accettate.

Tracce:
1. Dogmata
2. Pretenders
3. Hellbound And Down
4. Darkened Majesty
5. Crossroads To Insanity
6. Critical Cynic
7. Rejoice In The Suffering
8. Vexed
9. Vanguards Of The Dawn Wall
10. Apology

Tracce bonus dell’edizione limitata:
11. Fractured
12. Set It Off
13. One By One

Formazione:
Todd La Torre – Voci, batteria;
Craig Blackwell – Chitarre, basso, tastiere.

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