ABORYM – Hostile

Aborym
Titolo: Hostile
Autore: Aborym
Genere: Industrial Metal
Anno: 2021
Voto: 7

Visualizzazioni post:275

Questo periodo storico condizionato da lockdown e pandemia è stato come una falce su un campo di grano, non ha risparmiato nessuno, ha tagliato le gambe e l’esistenza di tanti ma, per chi ha la pazienza di raccogliere e conservare quei preziosi semi e lavorarli, in qualche modo arriva la trasformazione e, da piccolo seme, può diventare preziosa farina e delizioso pane. Allo stesso modo gli ABORYM sono riusciti nell’ardua impresa di comporre e registrare questo “HOSTILE” e di portare verso il pubblico 15 pezzi che raccontano l’evoluzione della band in questo 2021. Il disco è una vera gemma che brilla di luce propria strizzando l’occhio a ritmiche e arrangiamenti che ricordano vagamente i bei tempi del Reverendo Manson o certe cose dei GHOST B.C con synth impazziti e una voce che colpisce nel segno.

Come dicevamo sopra sono 15 i pezzi che compongono questo disco, industrial metal al 100% fatto nel modo giusto, prendendo spunto, ma non copiando spudoratamente da altri grandi nomi del genere; alla fine i riferimenti sonori sono chiari, ma il disco scorre ugualmente in modo piacevole e diretto. I quattro non si risparmiano e tessono una tela articolata e complessa con un gran lavoro dietro le pelli e ritmiche serrate. La melodia è predominante, il cantato alterna pezzi più urlati a passaggi melanconici da mettere i brividi; “Horizon Ignited” potrebbe essere un singolo formidabile per il mercato internazionale, complesso, leggero e intricato con un accavallarsi di melodie e un basso che fa vibrare lo stomaco.

Il primo singolo “Radiophobia” ha fatto già capolino presentando un piccolo assaggio di quello che sarà il concept a tinte scure dell’intero lavoro, un ritmo trascinante e una chitarra che stordisce tra stridore e melodia.

“HOSTILE” è cupo e oscuro nel suo profondo, ma da qualche parte ha sempre uno spiraglio di luce, seppur piccolo, da cui si scorge qualcosa che permette di passare al brano successivo per ricominciare questo viaggio emotivo alla scoperta di cosa potranno far sentire gli Aborym nel pezzo successivo.

In definitiva mi trovo di fronte un disco che vale la pena ascoltare e riascoltare a volume sostenuto perché la fatica di comporre e registrare durante una pandemia mondiale lascia alle orecchie una voglia di esplodere in furiosi e trascinanti spettacoli LIVE.

Il disco esce per “DEAD SEED PRODUCTIONS” e sarà disponibile dal 12 Febbraio.

Tracce:
1. Disruption (05:35)
2. Proper use of myself (04:33)
3. Horizon ignited (05:47)
4. Stigmatized (Robotripping) (03:16)
5. The end of a world (06:06)
6. Wake up Rehab (04:23)
7. Lava bed Sahara (04:15)
8. Radiophobia (04:48)
9. Sleep (05:16)
10. Nearly incomplete (02:47)
11. The pursuit of happiness (06:09)
12. Harsh and educational (04:11)
13. Solve et coagula (03:07)
14. Magical smoke screen (05:51)

Formazione:
Fabrizio Giannese
(Vocals, programming, piano,
synths, modular synths)
Riccardo Greco
(bass, guitars, programming)
Gianluca Catalani
(drums, pads, electronics)
Tomas Aurizzi (guitars)
ADDITIONAL MUSICIANS
Giuseppe Nicotera
(Tabla and modular synths)
Pierluigi Ferro (Sax)
Alessandra Magno
(Vocals)
Enrico Cerrato (Additional synths)
Tor-Helge Skei
(Additional synths)

Official. www.aborym.it
Bandcamp. aborym.bandcamp.com
FB. www.facebook.com/aborymofficial

https://www.deadseedproductions.com/

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