HELSTAR – Clad In Black

Helstar - Clad In Black
Titolo: Clad In Black
Autore: Helstar
Genere: US Power
Anno: 2021
Voto: SV

Visualizzazioni post:230

“Ma peeeeeerché? Soprattutto, peeeeeerché?!?!”
Verrà perdonata la citazione semiseria di un “quasi giovane” Crozza ai tempi di “Mai Dire Gol”, quando nei panni del sedicente presentatore Lello Putignani ed insieme a tanti storici colleghi offriva una esilarante parodia del programma Linea Verde, per inquadrare la sensazione che in tanti avranno provato nel leggere “nuovo album degli Helstar“, per poi scoprire che trattasi di un limitato EP di soli tre brani, cui si aggiungono tre ben note cover, al quale è stato appioppato come bonus nell’edizione in cd l’album “Vampiro” del 2016. Compilation è forse il termine più appropriato, ma non è di strategie di marketing e definizioni che si vuol parlare in questa sede.

Clad in Black” viene rilasciato da Massacre Records, a distanza di 26 anni dall’ultima uscita per l’etichetta tedesca, il controverso “Multiples Of Black” (album orfano di un ingranaggio fondamentale dello stile del combo a stelle e strisce, Larry Barragan, riapparso per il successivo ritorno discografico “Sins Of The Past” a 12 anni di distanza e band sostanzialmente in stallo, giusto per sottolineare l’importanza del chitarrista nella band).

Che gli Helstar siano in gran spolvero già lo gridava (e lo grida tutt’ora) a gran voce il precedente e succitato album, quindi diventa quasi scomodo per un fan vedere una simile pubblicazione a 5 anni da “Vampiro”, quando a ragion veduta si sarebbe certamente potuto aspettare una mole di inediti più corposa; problema contrario quindi rispetto a tante altre glorie più o meno vecchie, ovvero la quantità alquanto deficitaria. Tutto ciò infatti a prescindere dalla insindacabile qualità dei nuovi brani, come sempre elevata.

Siamo quindi al cospetto di 17 minuti di nuova musica, condensata in 3 brani, i quali proseguono l’impennata qualitativa in termini di scrittura disegnata dal duo Barragan/Rivera, ormai da anni coadiuvati dal motore della band, Michael Lewis (batteria), più gli ultimi e recenti innesti Garrick Smith (basso) e Andrew Atwood (chitarra), invero tutti già sul carrozzone dalla precedente uscita discografica.

Pochi secondi d’una agreste introduzione e attacca “Dark Incarnation (Mother Of The Night)“, brano dal taglio cupo, dannatamente inquadrato e dritto al punto, dove un ordito di chitarre dal vago sapore orientale si staglia a monito di quanti hanno scordato che tra i maestri del genere, gli Helstar hanno certamente un ruolo da comprimari e fanno proselitismo per le vecchie e nuove generazioni affezionate a queste sonorità.

L’epicità del singolo apripista “Black Wings Of Solitude” (per il quale era già stato confezionato un 7″ nel 2020, accompagnato sul lato B dalla cover di “After All (The Dead)”… se vi state chiedendo di chi sia la cover, siete gentilmente invitati a colmare questa grossa lacuna), con un ritornello tanto semplice quanto efficace, fuga nuovamente ogni dubbio sulla qualità della scrittura di Mr. Barragan e soci. Scelta quasi azzardata una ballad a mo’ di lancio, ma per un amante dello US Power, questa è davvero manna dal cielo, con la ruvida voce di James Rivera a ricordare che siamo al cospetto di numi tutelari della scena US Metal.

Across The Raging Seas” sembra uscita dalle sessioni di scrittura di “Vampiro”, per pregevole fattura e soluzioni melodiche; come già per molti brani di quell’album, la mente corre al 1989 ed al meraviglioso “Nosferatu”, forse ancora oggi il capolavoro a firma della band. Le veloci trame di chitarra e le contorsioni tentacolari delle scale snocciolate dal regista Larry Barragan e dall’ormai fido braccio destro Andrew Atwood vi terranno col fiato sospeso per questo breve viaggio sonoro.

Poche parole in merito alle cover presenti, che certamente sono un riferimento agli eroi di gioventù della band; riproposizioni piuttosto in linea con le versioni originali, con un Rivera che si è dovuto cimentare con 3 mastodontiche e peculiari voci del nostro universo musicale, riproponendo le linee con il proprio stile. Indubbiamente la band si sarà divertita a registrarle, quindi rimangono una testimonianza di stima verso i propri miti la cui resa è gradevole.

Inutile invece perdersi in commenti su “Vampiro”, su Heavy Metal Webzine ne aveva già parlato approfonditamente ed in toni entusiastici Gianluca “Avalon” Moraschi ai tempi della sua uscita (qui la recensione), non si può che confermare le sue impressioni e invitare chi ancora non ha fatto proprio l’album a recuperare la presente edizione, ovviamente non nel caso il pallino da collezionista della versione originale con artwork a sua volta originale sia un vostro problema (allora il consiglio è recuperare separatamente la versione edita a suo tempo dalla EMP, Ellefson Music Productions, proprio l’etichetta del bassista a cui evidentemente state pensando).

Obbligatorio dare il bentornato agli Helstar, ma i sostenitori della band vogliono sicuramente di più. Attendiamo a braccia aperte più carne al fuoco, con buona pace dei fan vegetariani e vegani dei Nostri, sperando che questo sia solo l’antipasto di un prossimo luculliano pasto a base di US Metal d’antan!

Tracce CD1 (ed edizione LP):
01. Dark Incarnation (Mother Of The Night)
02. Black Wings Of Solitude
03. Across The Raging Seas
04. Restless And Wild (Accept cover)
05. After All (The Dead) (Black Sabbath cover)
06. Sinner (Judas Priest cover)

Tracce CD2 (“Vampiro”):
01. Awaken Unto Darkness
02. Blood Lust
03. To Dust You Will Become
04. Off With His Head
05. From The Pulpit To The Pit
06. To Their Death Beds They Fall
07. Malediction
08. Repent In Fire
09. Abolish The Sun
10. Black Cathedral
11. Dreamless Sleep

Formazione:
James “Vampiro” Rivera – Voce
Larry Barragan – Chitarra
Michael Lewis – Batteria
Andrew Atwood – Chitarra
Garrick Smith – Basso

Sito Helstar: https://www.facebook.com/Helstar.Metal
Sito Massacre: https://www.massacre-records.com

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