LEVARA – Levara

Titolo: Levara
Autore: Levara
Nazione: Stati Uniti/Francia/Regno Unito
Genere: Pop Rock/Aor/Hard Melodico
Anno: 2021
Etichetta: Mascot

Formazione:

Jules Galli – Voci

Trevor Lukather – Chitarre

Josh Devine – Batteria


Tracce:
  1. Heaven Knows
  2. Automatic
  3. Ever Enough
  4. On For The Night
  5. Allow
  6. Can’t Get Over
  7. Chameleon
  8. Ordinary
  9. Just A Man
  10. No One Above You

Voto del redattore HMW: 8,5
Voto dei lettori: 8.5/10
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Attenzione mediatica e collaborazioni di prestigio sono un bottino facile se chi ti ha portato sulle spalle, passando da palchi stellari a studi di registrazione leggendari, si chiama Steve Lukather. Meno semplice, all’ombra d’un simile talento e di una fama intramontabile, trovare una dimensione artistica personale, senza ricalcare, spinti dal desiderio d’emulazione, le indelebili orme paterne.

Spontanea oppure no, l’ultima mossa di Trev Lukather sembra vincente e sfrutta in pieno le affinità elettive nate in seno agli Zero Fucks Given, già spalla dei TOTO nel loro ultimo tour europeo del 2019: smarrito per strada l’altro rampollo Sam Porcaro, sono ancora della partita Galli il Gallo – è francese – e, udite udite, Josh Devine, batterista live degli One Direction.

Chi non avesse mai incrociato il loro cammino non si faccia però ingannare dalle apparenze. L’adone transalpino, oltre a poter sfilare per Hermès, può vantare una vocalità di prim’ordine, prossima, tanto per restare in famiglia, alla limpida espressività di Frederiksen (RIP) e Williams; non è da meno il ventinovenne di Bournemouth, in grado di soddisfare, per perizia esecutiva, il clan Toto, notoriamente esigente in ambito percussivo.

La maestria tecnica dei Levara è quindi fuori discussione, così come il bagaglio di influenze dal quale i nostri estraggono con disinvoltura questi dieci scampoli di rock melodico cromato ed energico, legati a doppio filo all’epoca aurea del Rock Adulto. Senza riverenze né intenti celebrativi, con piglio assolutamente moderno, il trio aggiorna agli anni venti del nuovo millennio i canoni della melodia hard più sfavillante, forgiando un ideale anello di congiunzione ForeignerVan HalenJourneyAlter Bridge da stadio gremito (speriamo al più presto).

Dieci potenziali singoli dal suono cristallino, finemente arrangiati come impone la tradizione Westcoast, nei quali è il tiro rock a prevalere, con rare concessioni alle contaminazioni etniche, R&B o funky tanto care al gruppo padre. Protagonista assoluto il tremolo fumante di Trevor: vibrati, armonici e bending incendiano le linee vocali a presa rapida di Jules, mai esitanti ed epicamente pop, fra leggiadre piroette strumentali, cori da arena e chiaroscuri melodici tanto ruffiani quanto irresistibili. Il poker d’assi “Ever Enough”/“On For The Night”/“Allow“/“Can’t Get Over”, calato quasi subito, potrebbe chiudere la partita col botto dopo appena venti minuti ma le giocate successive, seppur più leggere e ad effetto – sentite “Chameleon” – inchiodano al tavolo sino alla conclusiva e avvolgente “No One Above You”.

Novant’anni in tre, il Sunset Boulevard sullo sfondo, la benedizione di David Paich, Steve Perry ai cori e una Music Man rosa fluo a tracolla… impossibile chiedere di più; tanto di cappello alla Mascot! Un bel contratto con Frontiers, però…

 

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