SUNBOMB – Evil And Divine

Titolo: Evil And Divine
Autore: Sunbomb
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Heavy Metal
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Tracii Guns – chitarra
Michael Sweet – voce
Adam Hamilton – batteria
Mitch Davis – basso
Johnny Martin – basso in “They Fought”


Tracce:

01. Life
02. Take Me Away
03. Better End
04. No Tomorrows
05. Born To Win
06. Evil And Divine
07. Been Said And Done
08. Stronger Than Before
09. Story Of The Blind
10. World Gone Wrong
11. They Fought


Voto del redattore HMW: 6/10
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Tutto potevo pensare, tranne che il sacro e l’irreligioso si unissero insieme per comporre musica. Ebbene sì, grazie all’italiana Frontiers, due musicisti californiani della vecchia scuola metal ottantiana ci regalano una nuova collaborazione. Il chitarrista Tracii Guns (L.A. Guns) e il cantante Michael Sweet (Stryper) suonano per la prima volta insieme nel nuovo gruppo dei Sunsomb. “Evil And Divine”, titolo del disco, ha una lunga gestazione cominciata due anni fa quando il bravo Tracii inizia a comporre il disco metal che ha voluto fare da ragazzino e che non è mai riuscito a realizzare. Il sound è fondamentalmente quello di un disco metal di vecchia scuola con influenze di mostri sacri del genere: Black Sabbath e Judas Priest su tutti.

Stranamente, il talentuoso Michael Sweet si tuffa, per la prima volta, verso un lato oscuro e perverso della musica, che non gli si addice perché cristiano convinto e uomo ricco di positività. Proprio il “sacro Sweet”, al quale accennavo prima, sveste i panni dell’uomo di fede per perdersi nella famosissima Sunset Strip di Los Angeles, dove Tracii e gli L.A. Guns sono invece i demoni di casa. Il guitar hero, di contro e pur essendo un profano, riesce a suonare divinamente e liberamente il rock che ama di più e che con la sua band non è mai riuscito a proporre.

Certo, i generi dei due artisti sono diversi e le opinioni pure, ma l’amicizia a volte fa miracoli e riesce ad unire due mondi opposti, così come descritto dal titolo di questo loro debutto: “Male e Divino”. Sembra che il tutto sia nato da Tracii che ha proposto, nel 2019, di tenere dei concerti con gli Stryper in un tour chiamato “Heaven And Hell”, idea che è stata respinta prontamente dai possibili organizzatori perché inopportuno e fuorviante. Questa alleanza diabolica non si è mai materializzata, almeno fino alla creazione dei Sunbomb e di questo disco che riflette le influenze dei due, ovvero l’hard rock classico e il metal anni ’80.

Nelle interviste rilasciate, Guns ha affermato che “Evil And Divine” è stato direttamente ispirato dal suo amore per il metal classico e per il doom metal in particolare, anche se quest’ultima parte è poco rilevante tra i solchi del platter. Michael è un cantante fantastico ma qui non convince appieno perché lo stile musicale dell’opera è molto più pesante di quello che ci si aspetterebbe. Il doom metal ha avuto una certa influenza sul songwriting di Tracii ma, nel complesso, le canzoni sono puro heavy metal in cui il cristiano Sweet mette in opera tutta la sua abilità, pur faticando sugli acuti molto alti.

La batteria è suonata dall’ex L.A. Guns Adam Hamilton e il basso invece da Mitch Davis (con l’eccezione dell’ultima e trascinante traccia, “They Fought”, sulla quale suona l’attuale bassista degli L.A. Guns Johnny Martin). Purtroppo non è tutto oro quello che luccica e le venature doom non sempre funzionano, come ravvisabile, per esempio, lungo i toni sinistri e nei riff oscillanti della lenta e cupa “Take Me Away” o nella tirata e mediocre “Better End”, in cui la voce del mitico cantante risulta troppo tesa e forzata, come se queste tonalità non fossero alla sua portata. Delude pure la lenta ed acustica “Been Said And Done”, che sembra arrancare su un ritmo ripetitivo ed insipido.

Vengono, per fortuna, in soccorso l’insolenza e l’ira dei brani metal più melodici, come l’iniziale metal di “Life” e il quarto in scaletta, “No Tomorrows”. Il primo brano è un’apertura dinamica con un sound vicino ai grandi Judas Priest, mentre la seconda è una galoppante canzone dallo stile maideniano, nella quale lo sforzo vocale rende quasi irriconoscibile l’ugola di Michael.

Segnalo i tortuosi riff melodici di “Stronger Than Before”, eseguita in modo animalesco, e il ritmo scatenato della stessa “Evil And Divine”. La penultima, e doom, “World Gone Wrong” sembra solo un riempitivo con le urla e il cantato a squarciagola del vocalist che non danno particolari sussulti.

In conclusione, l’opera non porta novità eclatanti tali da giustificarne l’acquisto e sembra più un capriccio di Tracii mettere in musica le sue potentissime idee metalliche o, peggio ancora, un’operazione commerciale che mette insieme due artisti lontani dai loro rispettivi generi. Incolore la performance del bravissimo Michael Sweet, che, pur avendoci abituati negli ultimi anni degli Stryper a sonorità sempre più potenti, qui sembra quasi irriconoscibile, mentre l’indemoniato amico Tracii Guns risulta la vera sorpresa del platter con il suo modo di suonare violento, a tratti tenebroso, e proponendo piacevolmente e principalmente un heavy metal classico lontanissimo dallo stile della sua band principale. Per il momento, questa “bomba solare” si è disinnescata da sola. In attesa che possa esplodere nella possibile successiva uscita.

“Non sono mai stato amico di Michael fino a un anno prima di decidere di fare il disco con lui. L’avevo visto suonare circa sei mesi prima, qui a Los Angeles al Whiskey, e mi aveva fatto impazzire. Non potevo credere che cantasse così bene dal vivo. Quando la Frontiers Records mi ha chiesto se  volevo fare un disco da solista, ne sono stato felicissimo ma non avevo idea di cosa  fare esattamente. Ho iniziato a scrivere la musica e, una volta finiti i primi quattro brani, mi sono chiesto: « Oh, cavolo, adesso chi scrive i testi per queste canzoni? Questi pezzi sono vero e puro metal! ». Pensavo che Michael poteva essere interessato e così è stato.” (Tracii Guns)

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