FRACTAL UNIVERSE – Vince Wilquin


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FRACTAL UNIVERSE – Across The Universe

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Nonostante fossi in ritardo di 30 minuti alla mia prima intervista in assoluto, Vince Wilquin, cantante dei Fractal Universe, è riuscito comunque a essere paziente e ha risposto gentilmente ad alcune domande sul nuovo disco The Impassable Horizon (click sul titolo per leggere la recensione del disco).

 

Partiamo dall’inizio: qual è il significato del titolo?
The Impassable Horizon è un concept album con un tema lirico denso e coinvolgente che, seppur complesso, ha aspetti profondamente riconducibili, esplorando il concetto di morte, al rapporto che noi umani abbiamo con essa. Per me, l’arte è ciò che dà significato alla vita e fissa obiettivi per le azioni quotidiane

Il vostro primo album Engram Of Decline aveva un artwork blu mentre il secondo, Rhizomes of Insanity uno rosso. The Impassable Horizon ha invece una copertina verde. C’è un motivo per questa progressione cromatica?

La prima cosa che avevamo in mente era che volevamo che ogni disco fosse distinguibile, che avesse una copertina che lo diversificasse dal precedente e nel caso di The Impassable Horizon abbiamo deciso per il colore verde perché è spesso associato al veleno o qualcosa di simile e abbiamo pensato che sarebbe stata una buona scelta.

Quando hai scritto le nuove canzoni per il disco? La pandemia ha avuto una sorta di influenza sui testi e sui temi?

Le prime idee sono emerse alla fine del 2018, prima che venisse rilasciato Rhizomes (of insanity). Di solito quando scrivo mi piace prendermi del tempo, anche qualche mese prima di tornare ad ascoltare le canzoni con la mente fresca, quindi l’intero processo potrebbe richiedere del tempo. (T.I.H) era finito prima che iniziasse la pandemia, quindi durante quel periodo dovevamo solo finire un po’ di pre-produzione, alcuni assoli e testi. Di solito lavoriamo da remoto quindi non siamo stati colpiti troppo dalla situazione.

Parlando più in dettaglio del metodo di composizione, come ti avvicini alla scrittura di nuove canzoni? Inizi con un riff, una progressione di accordi o forse qualcos’altro?

Per noi la musica viene sempre prima ed è solo quando l’intero disco è completato in termini di musica che iniziamo con i testi. La scrittura delle canzoni di solito inizia con, come hai detto, una progressione di accordi o un riff, ma molte volte anche con un’idea ritmica, partendo da un ritmo di batteria o magari di chitarra e questa è la base per l’intera canzone. Può sempre dipendere da diversi fattori, ma l’importante è avere un buon punto di partenza: quando si ha una buona idea il grosso del lavoro è fatto e poi si possono aggiungere altri elementi.

Rispetto ai dischi precedenti, ora il sax è più presente. Come ti è venuta l’idea di aggiungerlo e perché è più importante nelle nuove canzoni?

Questa è la prima volta che suono il sassofono da solo, prima che ci fossero degli ospiti, per esempio Jorgen Munkeby (Shining). Ero emozionato perché non lo suono da molto tempo, solo un anno e mezzo, ma volevo aggiungerlo al disco ed è per questo che è più presente, ho avuto la libertà di sperimentare cose diverse in canzoni diverse e dove è presente il sassofono avremmo posto degli assoli di chitarra, quindi abbiamo semplicemente deciso di provare cose nuove.

Avete realizzato un video molto particolare per il singolo A Clockwork Expectation. Puoi dirci qualcosa a riguardo?

Si certo! È stato girato nella cava più grande della Francia a Gouffre De Poudrey ed è stata un’esperienza davvero incredibile perché siamo rimasti a 70 metri sottoterra per due giorni e all’interno era molto freddo e umido, ma a parte questo è stata una bellissima occasione. Ho visitato il posto quando ero un adolescente e tornare 10 anni dopo per suonare metal laggiù è stato incredibile. È stato difficile anche a causa di tanti piccoli problemi: per esempio, quando il nostro batterista (Clément Denys) colpiva lo strumento, il riverbero esplodeva nel vero senso della parola per 15 secondi ed era abbastanza difficile sentire cosa stesse succedendo mentre il sassofono aveva i tasti attaccati a causa dell’umidità. Nel complesso è stato impegnativo anche se stavamo solo facendo finta di suonare .
Ricordo che durante le riprese della parte finale del video siamo stati fermi per un’ora e mezza e ripetere le riprese 15-20 volte perché il regista voleva immagini molto specifiche e stavamo congelando (Vince ride).

I Fractal Universe sono molto attivi sui social network, soprattutto su Instagram. Com’è il vostro rapporto con i fan? Avete anche lanciato un concorso per Symmetrical Masquerade. Ha avuto successo?

Cerchiamo di essere il più attivi possibile sui social media, soprattutto in tempi come questi (riferitosi al covid19, ndr) in cui è importante rimanere in contatto con tutta la nostra fanbase e continuare a farla crescere, quindi mettiamo molta enfasi su tutto questo. Abbiamo anche aperto un canale Twitch in cui trasmettiamo regolarmente la nostra musica o semplicemente rispondiamo alle domande delle persone. Penso che i concorsi siano davvero serviti allo scopo, perché l’idea era quella di invitare le persone a suonare le nostre canzoni e divertirsi e penso che sia stato un successo, sia quello per Symmetrical Masquerade che per A Clockwork Expectation e abbiamo ricevuto oltre 30 iscrizioni, ciascuna di buon livello. È stato un successo perché è sempre bello vedere altre persone che improvvisano con le tue canzoni.

Come promuoverete The Impassable Horizon nel prossimo futuro?

Come ho detto prima, continuiamo a suonare su Twitch tutti insieme o solo io o altri membri e cerchiamo di offrire vari streaming. Per ora non abbiamo fatto un grande evento in streaming ma lo faremo per l’uscita del disco (25 giugno) dove per l’occasione suoneremo il disco nella sua interezza. Per gli spettacoli dal vivo, ne avremo uno in Francia per l’uscita del disco il 3 luglio e sarà il nostro primo spettacolo da un anno e mezzo quindi siamo molto eccitati e ce ne saranno altri nei prossimi periodi, quasi tutti in Francia perché è il modo più semplice e sicuro per suonare in questi tempi, ma dopo faremo il possibile per suonare anche in Europa o anche in Nord America dove abbiamo una grande fanbase.

Avete mai suonato in Italia?

Sì, più volte. L’ultima volta è stata durante il nostro tour con gli Obscura proprio prima della pandemia al Locomotive Club di Bologna ed è stato uno dei nostri migliori spettacoli. Poi abbiamo suonato altre sei volte in Italia soprattutto al nord, intorno a Milano e Brescia. Erano locali di piccole dimensioni ma è stato fantastico, amiamo il Paese e il pubblico italiani e non vediamo l’ora di tornarci.

La musica che suonate può essere etichettata in diversi modi: tech death metal, progressive, heavy metal con elementi jazz/fusion. C’è un genere in cui ti identifichi di più?

Per me è difficile rinchiuderci in una sola scatola perché non vogliamo limitarci date le molte influenze che mettiamo nella musica: c’è il sassofono, ci sono voci dure e voci pulite, parti di chitarra pulite e blast-beat, è molto difficile trovare un genere che si adatti alla nostra musica. Quello che di solito preferiamo, perché le etichette sono ancora importanti per molte persone, è death metal progressivo perché è molto completo: con la parola progressive puoi dimostrare molte cose ma non sono un grande fan delle etichette in generale.

Devi scegliere 3 canzoni dal nuovo disco: quali prenderesti?

A Clockwork Expectation sarebbe la prima, ecco perché l’abbiamo scelto come primo singolo, perché è uno di quei brani di cui siamo più orgogliosi. È stato uno degli ultimi che ho scritto prima di entrare in studio e mi diverte ancora molto suonarlo. Poi forse Black Sails of Melancholia che mostrano il lato soft della band: abbiamo adorato le vibrazioni di questa canzone e soprattutto come si è rivelata nella produzione perché ha così tanti layers e qui il sax è stato aggiunto all’ultimo momento. Sono molto felice che l’abbiamo fatto perché questa canzone è molto speciale per me. La terza è Godless Machinists, l’ultima canzone del disco, perché presenta il lato più progressivo della band, è la traccia più lunga dell’album e attraversa molti stati d’animo diversi

Ancora una domanda: stai già lavorando a nuove canzoni?

Sì, abbiamo già impostato la scrittura del nuovo disco, per ora abbiamo alcune canzoni incompiute qua e là ma ho molte idee diverse che devo solo finire prima di discuterne o provare, ma sì, ci sono cose che verranno sviluppate nei prossimi mesi perché vogliamo provare a pubblicare un nuovo disco ogni due anni.

Cosa ne pensi della scena metal in Francia?

Beh, penso che la scena in Francia sia molto buona e una cosa che ha aiutato il metal francese in generale sono i Gojira e il loro successo mainstream: hanno aperto molte porte anche ad altre band, perché ora il metal francese è preso sul serio a livello internazionale. I Gojira hanno ispirato molti giovani musicisti a formare una band.
Quindi, la scena è estremamente buona e se potessi nominare alcune band che apprezzo direi Gorod (tech death), Tripalium (groove death), Hypno5e (Avant-garde). Penso che continuerà a crescere e ad ottenere un successo sempre più grande nel mainstream.

Pensi che The Impassible Horizon sia un punto di maturazione o solo un passo verso nuove esperienze per i Fractal Universe?

È davvero difficile rispondere perché posso anche guardare indietro ai dischi precedenti e dire che ognuno di loro ha la propria posizione nella nostra discografia, ma c’è anche spazio per migliorare, stiamo ancora esercitandoci coi nostri strumenti per essere musicisti, cantautori e produttori migliori ma comunque siamo completamente soddisfatti del risultato ottenuto su questo (Tih) album¸ L’obiettivo non è rendere migliore il prossimo ma renderlo diverso e che si distingua da solo, con un approccio musicale forse diverso, comprendendo nuove idee.

Un’ultima domanda: come descriveresti The Impassible Horizon a qualcuno che non vi conosce affatto?

Questa è una domanda difficile (ride)! È un disco metal molto vario con alcune parti estreme ma anche alcune molto aperte e atmosferiche, c’è anche molta diversità nella voce e c’è il sassofono che penso sia qualcosa che ha immediatamente attirato l’attenzione della gente. Questi sono alcuni elementi che metterei in primo piano: la diversità tra pesantezza e morbidezza, sia nella voce che negli strumenti.

(nelle ultime battute dell’intervista c’è stato un momento di dialogo “libero”)

Grazie per avermi ospitato e spero davvero di tornare presto in Italia perché conosciamo molte persone di diverse band lì.

Ci sono band italiane con cui condividi qualche relazione? Quali sono le band italiane che apprezzi di più?

In termini di amici, ci sono i ragazzi degli Hideous Divinity, Ultra Violence e la band tech death Integra. A parte questo sono un grande fan della band Sadist e ovviamente dei Godflesh Apocalypse per i quali abbiamo avuto il piacere di aprire un concerto.

 

 

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