DEE SNIDER – Leave A Scar

Titolo: Leave A Scar
Autore: Dee Snider
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Heavy Metal
Anno: 2021
Etichetta: Napalm Records

Formazione:

Dee Snider – Vocals
Charlie Bellmore – Guitar & Background Vocals
Nick Bellmore – Drums
Russell Pzütto – Bass & Background Vocals
Nick Petrino – Guitar & Background Vocals


Tracce:

1) I Gotta Rock (Again)
2) All Or Nothing More
3) Down But Never Out
4) Before I Go
5) Open Season
6) Silent Battles
7) Crying For Your Life
8) In For The Kill
9) Time To Choose
10) S.H.E.
11) The Reckoning
12) Stand


Voto del redattore HMW: 8/10
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Visualizzazioni post:132

In redazione siamo soliti ascoltare un disco più e più volte, prima di recensirlo, cercando di capire cosa c’è dietro un lavoro spesso ben costruito. Troppo difficile farlo dopo un solo ascolto. Limitante, e pericoloso per la possibilità di non aver modo di trovare le informazioni giuste, o incappare in errori, senza contare che un disco può scatenare diverse emozioni a seconda di quando e dove lo ascoltiamo, con quale supporto e in quale stato d’animo siamo. Lo trovate strano? Forse anche voi avete rivalutato un disco in positivo o negativo ascoltandolo più volte in diverse situazioni, pensateci bene.

Non è forse la sede giusta per lamentarsi o per spiegare come funziona una recensione in una redazione, ma oggi voglio togliermi un sassolino dalla scarpa. Dato che non ci è sempre permesso di lavorare certi titoli come vorremmo, oggi vorrei lanciare una provocazione tanto stupida quanto inutile, ma ne approfitto del nostro spazio per farvi capire quando leggete, che dietro una redazione, un sito e una recensione c’è tanto lavoro. E con questa doverosa premessa mi accingo a recensire l’ultima fatica di Dee Snider a poche ore dall’uscita dell’album dato che ci è stato consegnato a meno di 24 ore. Lo ascolterò solo una volta, stato d’animo: beh, neanche a dirlo, incazzato nero! E vediamo cosa viene fuori in questo esperimento. Prima o poi potreste veramente trovare una recensione di un album con la mera copertina pubblicata e nel testo scritto.. “Ognuno si faccia la sua recensione.. il disco è già uscito ed ascoltabile anche gratuitamente su tutte le piattaforme!”

Ok.. mi sono sfogato. Ora posso passare a “Leave A Scar”. La grintosa voce hard rock d’eccellenza è tornata con una formazione tutta nuova già nel 2018 con For The Love Of Metal. Dopo questo ultimo lavoro, ammetto che non mi aspettassi molto da Mr Sister.. visto anche l’esibizione all’ultimo Rock The Castle; ho pensato che i pezzi fossero anche decenti, ma privi di quell’anima rock n roll che c’era nei Twisted Sister. Invece finalmente devo ricredermi. Il groove che c’è in questo nuovo album mi ha impressionato positivamente e mi ha fatto finalmente rivedere Snider come uno che ha ancora molto da dire e non un pensionato a fine carriera.

Siamo naturalmente lontani anni luce da quell’irriverenza dei Twisted Sister e anche se il timbro vocale è inequivocabile, ci troviamo con un sound più maturo, forse più oscuro e sicuramente molto più cattivo e a tratti futuristico. I ritmi meno veloci e cadenzati, riff taglienti e pesanti e una sezione ritmica dannatamente groove sono tutto ciò che serviva al nostro eroe americano e la produzione di Jamie Jasta (frontman degli Hatebreed) ha aiutato con la sua giovane, ma forse più moderna esperienza, la sua aggressività e la sua passione, a tirare fuori il meglio da Snider.

Brani come “Open Season”, “Silent Battle” o lo stesso singolo “I Gotta Rock (Again)” sono finalmente molto più che semplici riempitivi di scalette… in pieno stile heavy metal made in USA. Abbiamo anche un pezzo lento e si tratta di “Crying For Your Life”. Attenzione! Parlo di pezzo lento in quanto più rallentato musicalmente di altri, non certo di una ballad. La melodia è padrona invece di capitoli come “All Or Nothing MOre” e “In For The Kill”, sicuramente un sound più avanguardista, ricco di armonizzazioni vocali e tecniche diverse dal tipico old school a cui eravamo abituati.

Le ultime tracce del disco sono leggermente più scariche di energia, ma certo non da poter decretare la disfatta del platter nella sua interezza. Un progetto come questo, nato all’alba degli anni 2000 ha avuto in formazione nomi di grande rispetto come Rudy Sarzo, A.J. Pero, Bob Kulick, Derek Tailer, tra i tanti. Eppure ha trovato la sua quadra oggi, dopo un album incerto, sempre con l’attuale formazione. Bentornato Signor Svitato ! ! !

 

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