SODOM – Bombenhagel EP

Titolo: Bombenhagel EP
Autore: Sodom
Nazione: Germania
Genere: Thrash Metal
Anno: 2021
Etichetta: Steamhammer/SPV

Formazione:

Tom Angelripper – basso, voce
Frank Blackfire – chitarra
Yorck Segatz – chitarra
Toni Merkel – batteria


Tracce:

1. Bombenhagel
2. Coup De Grace
3. Pestiferous Posse


Voto del redattore HMW: 7,5
Voto dei lettori: 9.5/10
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40 anni di carriera si cominciano a sentire anche per i Sodom, dopo una carrellata di dischi e di inevitabili cambi in formazione. In particolar modo, l’ultimo terremoto ha portato l’allegro e forse un po’ despota frontman Tom Angelripper, a disfarsi dei suoi compagni di squadra per andare avanti con un set tutto nuovo in formazione a quattro e con il ritorno delle due chitarre.

Per molto tempo in un trio ben strutturato, i Sodom di Tom, hanno fatto uscire ottimi dischi grazie al duo Bobby e Bernemann. Non si può certo negare che forse le loro pietre miliari, siano quelle uscite tra la fine degli anni 80 e tutti gli anni 90, ma in fondo si parla di due diverse decadi e forse questo è un inutile braccio di ferro.

Sulla nuova formazione abbiamo un punto a favore ed uno negativo. Quello a favore è sicuramente la prova di forza dell’ultimo album Genesis XIX, ben riuscito e dal sapore retrò. Poi abbiamo invece avuto modo di vedere il quartetto dal vivo (penalizzato da diverse circostanze all’ultimo Rock The Castle, come il ritardo, il caldo e la formazione non ancora rodata) e la musica non è stata esattamente la stessa. Questo EP esce nell’attesa di vedere la band nuovamente in azione e prima del prossimo full length; purtroppo, tra gli applausi, qualche perplessità si intravede.

La title-track “Bombenhagel”, ripresa dalla versione del 1987 in Persecution Mania ha una durata di 6:07 contro l’originale di 4:58. Il ritmo è piuttosto fedele, diciamo a metà strada tra la prima versione e quella spesso velocizzata dal vivo. Allungata un po’ negli assoli, dato che viene dato spazio ad un’ascia inaspettata, ovvero ad Harris Johns, produttore e da sempre amico della combriccola. Anche Blackfire e Segatz non si risparmiano assolutamente. Viene riproposto naturalmente anche l’inno tedesco Deutschland Über Alles così come previsto, anzi ancora più intenso. L’impressione è quella di un pezzo suonato come ai vecchi tempi, tutti assieme in una sola presa, ma non sono così esperto di registrazioni, per cui potrei sbagliarmi. Tuttavia si sente della confusione tra assoli un po’ improvvisati e incroci non sempre precisi. Questo è sicuramente molto old-school, ma a volte risulta confuso e poco professionale, un po’ l’impressione che ho avuto vedendo il combo tedesco sul palco di Villafranca.

Invece “Coup De Grace” e “Pestiferous Posse” sono due brani completamente nuovi ed in questo caso ho avuto più l’impressione di trovarmi di fronte a qualcosa di preparato, costruito e registrato a regola d’arte. Nonostante il suono alla vecchia maniera, un po’ gretto e sporco, troviamo due brani in perfetto stile Sodom. Il primo, sicuramente più violento, d’impatto e con una linea di basso ineccepibile (non sempre Tom è stato in grado di creare un groove del genere, dato che a mio avviso non è forse mai stato un grande bassista). Naturalmente si sente la voglia di far sentire la “voce” delle due chitarre impegnate spesso in virtuosismi un po’ troppo insistenti. Il testo riguarda la morte che il cacciatore dà al cervo, il torero al toro, un killer alla sua vittima e viene paragonato al colpo di grazia che l’uomo sta infliggendo a sé stesso, accennando in questo caso ai problemi ambientali, climatici, le guerre e tutte le responsabilità umane.

“Pestiferous Posse” invece è un pezzo più oscuro e malvagio dove l’incipit è la battaglia all’ O.K. Corral di Tombston, Arizona, paragonata dallo stesso Tom alla “persistente lotta tra democratici e repubblicani”. Un brano più lungo, strutturato, in linea con quello che dovremmo aspettarci dal quartetto di Gelsenkirchen.

In conclusione, anche se si è detto tanto di questo EP di sole tre tracce, devo ammettere che resto certo di poter promuovere la nuova formazione, ma con la postilla di consacrarla con un secondo disco e magari dopo averli rivisti dal vivo con una set-list completa, incluso qualche pezzo della seconda decade. Per oggi i Sodom, sono ancora salvi.

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