MEGADETH – Unplugged In Boston

Titolo: Unplugged In Boston
Autore: Megadeth
Nazione: Stati Uniti D'America (California)
Genere: Thrash Metal
Anno: 2001 / 2021
Etichetta: Cleopatra Records

Formazione:

Dave Mustaine – chitarra e voce
David Ellefson – basso
Al Pitrelli – chitarra
Jimmy DeGrasso – batteria


Tracce:

01. Dread And The Fugitive Mind
02. Trust
03. Time: The Beginning
04. Use The Man
05. Holy Wars…The Punishment Due
06. Almost Honest
07. Promises
08. She-Wolf
09. Moto Psycho
10. Symphony Of Destruction


Voto del redattore HMW: 6,5/10
Voto dei lettori: 5.0/10
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MEGADETH hanno deciso di pubblicare solo ora un live album acustico, intitolato “Unplugged In Boston“, registrato in realtà il 9 maggio 2001 al Bill’s Bar di Boston, in Massachusetts. Il disco fu reso disponibile già nel 2006 solo per il fan club del gruppo ma, tra una pandemia e alcuni problemi in formazione, magari faceva comodo tirar fuori qualcosa dal cilindro per distrarre i fan e questa idea è sembrata sicuramente buona all’etichetta Cleopatra Records (le motivazioni dell’uscita di questo disco in realtà possono davvero essere molteplici e non ci è dato sapere con esattezza come siamo arrivati a questo – N.d.A.)

La scaletta ridotta a dieci tracce non è naturalmente la classica lista di canzoni stilata dalla band di San Francisco. L’atmosfera è delle migliori. Le chitarre acustiche hanno un’amplificazione ed un suono più che buono (sì perché, a dispetto della definizione di unplugged, c’è un’amplificazione e di tratta dunque di un set non acustico), così come il basso in grande evidenza e una batteria corposa ma mai troppo sopra le righe.

Dobbiamo inoltre tornare indietro nel tempo e ricordarci di una formazione che, oltre al mastermind e frontman Dave Mustaine e al bassista David Ellefson appena silurato dal quartetto, abbiamo un Al Pitrelli alla chitarra e un Jimmy DeGrasso dietro le pelli. Non entro nei dettagli di quella che è sicuramente stata una buona combinazione di elementi ma (almeno per chi scrive) non la migliore. Tuttavia la resa del suono è stata davvero ottima (così come anche, visti dal vivo in una set list più classica, non mi sono potuto lamentare).

Bello poter iniziare con un brano tutt’altro che composto per un concerto in acustico. “Dread And The Fugitive Mind” apre le danze in questa serata a stelle e strisce del tutto speciale. Senza scendere nel dettaglio di ogni traccia, ci sono pezzi più riusciti di altri e capitoli meno interessanti. Tra i migliori oltre a quella già citata, troviamo “Trust”, che tutto sommato è perfetta in questa versione, “She Wolf” (incredibilmente riarrangiata per l’occasione ma assolutamente non snaturata dalla sua essenza originale) e naturalmente “Promises”, che nonostante forse sia stata la colpevole dell’esclusione dell’altra ballad “A Tout Le Monde”, sembra scritta appositamente per eventi del genere. Viene inoltre incluso il teatrino in cui Mustaine si infervora con un fan troppo rumoroso e i toni non sono affatto simpatici.

Purtroppo invece Holy Wars viene solo accennata in un taglio che porta il pezzo a soli 2:23 minuti, non abbastanza per godersi il brano interamente in una versione che forse sarebbe stata anche interessante. Tra i capitoli meno riusciti della decina, vorrei includere “Moto Psycho” da The World Needs A Hero e “Use The Man” da Cryptic Writings, decisamente poco efficaci già in originale. Anche la chiusura di “Symphony Of Destruction” in acustico forse non è tra le prelibatezze del combo guidato da Mustaine.

Dunque non ci troviamo assolutamente di fronte ad un capolavoro o ad un disco da avere a tutti i costi. Il concerto sarebbe potuto rimanere un bootleg ben registrato e non c’era necessità di tirar fuori qualcosa che in effetti è passato molto inosservato rispetto ai recenti gossip molto più succosi, i quali hanno raccontato le prodezze erotiche segrete (neanche più di tanto) di un uomo che avrebbe forse dovuto stare più attento alla sua privacy. Per collezionisti e grandi fan della band. Niente di più.

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