EX DEO – The Thirteen Years Of Nero

Titolo: The Thirteen Years Of Nero
Autore: Ex Deo
Nazione: Canada
Genere: Death Metal Sinfonico
Anno: 2021
Etichetta: Napalm Records

Formazione:

Maurizio Iacono: voce
Stéphane Barbe: chitarra
J.F. Dagenais: chitarra
Dano Apekian: basso
Jeramie Kling: batteria


Tracce:

1. The Fall Of Claudius
2. Imperator
3. The Head Of The Snake
4. Boudicca (Queen Of The Iceni)      feat. Brittney Slayes
5. Britannia: The 9th At Camulodonum
6. Trial Of The Gods (Intermezzo)
7. The Fiddle & The Fire
8. Son Of The Deified
9. What Artist Dies In Me…
10. The Revolt Of Galba


Voto del redattore HMW: 8/10
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Quarto album per gli Ex Deo, nati da una costola dei Kataklysm grazie all’idea di Maurizio Iacono e Jean-Francois Degenais, che in questo capitolo si avvalgono ancora una volta del compagno d’armi Stéphane Barbe alla chitarra e abbiamo invece Jeramie Kling dei Venom Inc. alla batteria. Il tutto accompagnato dall’esperienza di Clemens Wijers dei Carach Angren e Lindemann per la parte orchestrale.

Dopo aver affrontato i personaggi di Romolo, Caligola e gli Annibale, è il turno di Nerone, un uomo controverso e tanto temuto. Un tiranno, cospiratore e colpevole di grandi cattiverie. Cosa c’è di meglio nel raccontare una storia romana ricca di sangue e uomini malvagi, capaci di grandi conquiste e intrighi politici?

Il combo canadese regala a Napalm Records un disco di dieci tracce di un death metal caratterizzato da un’intensa parte orchestrale, perfetta per rappresentare una sorta di colonna sonora di quello che succede nella ricca e malvagia trama dettata dalla voce di Iacono.

The Thirteen Years Of Nero è un album denso di pathos e di esaltazione data da cori, archi e strumenti del passato come la lira e la cetra, ma il focus resta sul death metal sferrato con violenza dalla formazione di Montréal. Un sound più cinematografico e più cadenzato rispetto ai già originali Kataklysm e a cui non manca certo nulla.

C’era bisogno allora di questo progetto? Assolutamente sì. Gli Ex Deo sono una creazione tanto attinente quanto discostante dalla band madre e godono di una propria personalità, grazie agli argomenti trattati e alla loro trasposizione. Un death metal sinfonico legato alla presentazione di una storia che ha facilmente appassionato il nostro Maurizio, di chiare origini italiane.

Anche senza bisogno di voler citare alcuna traccia in particolare, non ci possiamo esimere dal citare la collaborazione con la cantante degli Unleash The Archer, Brittney Slayes, su “Baudicca (Queen Of The Iceni)”, già compagni di etichetta, in una parte davvero esaltante, per quanto diversa dal suo solito ruolo e timbro.

Insomma siamo di fronte ad un più che valido lavoro death metal, forse non per tutti. Ben fatto, ben prodotto e ben impacchettato, più che riuscito nel suo complesso, sebbene più pomposo rispetto ai suoi predecessori, ma sempre sulla stessa linea. Un buon impatto sonoro – consigliatissimo.

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