PORTRAIT – At One With None

Titolo: At One With None
Autore: Portrait
Nazione: Svezia
Genere: Heavy Metal / Doom
Anno: 2021
Etichetta: Metal Blade Records

Formazione:

Per Lengstedt – vocals
Christian Lindell -guitars
Fredrik Petersson – bass
Anders Persson – drums


Tracce:
  1. At One With None
  2. Curtains (The dumb supper)
  3. Phantom Fathomer
  4. He Who Stands
  5. Ashen
  6. A Murder Of Crows
  7. Shadowless
  8. The Gallow’s Crossing

Voto del redattore HMW: 8/10
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Ultima uscita discografica per gli svedesi Portrait. Notati immediatamente dopo il primo, autocelebrativo album dalla Metal Blade Records, i quattro scandinavi hanno rilasciato tre album di ottima fattura e siamo arrivati al quarto capitolo con questo “At One With None”. Un heavy metal di stampo classico, anzi classicissimo. Dalla distorsione delle chitarre alla voce stridula e mistica di Per Lengstedt, i Portrait vanno avanti sicuri e saldi del loro sound.

Un richiamo al doom e a sonorità più oscure è innegabile e i testi ne sono la prova, con il loro richiamo al satanismo e all’occulto. Formazione stabilissima ad esclusione del bassista, un posto sempre abbastanza vacante nelle file del quartetto di Kristianstad, che ha assoldato nel 2017 il blackster Fredrik Petersson, già nei Nidhoggr; chitarra e batteria restano invece assegnati rispettivamente ai membri originali, Christian Lindell e Anders Persson.

A detta della band stessa, il quartetto non cerca a tutti i costi di ostentare l’heavy metal più classico ma è sempre alla ricerca di un sound più personale. Possiamo dire che questa cosa è parzialmente riuscita. Come già detto precedentemente, si sente la matrice old school ed è imprescindibile nei riff di chitarra apportati da Lindell; tuttavia c’è una sorta di magia sempre retrò, che riporta a sonorità più spirituali e ad un suono più ascetico, che ritrova nei testi la sua indicizzazione, di cui “Phantom Fathomer” è un esempio eclatante.

Sono tante le realtà che prendono forma dietro al nome dei Portrait e il risultato è veramente ottimo. Consigliatissimo agli amanti dell’heavy classico, ai patiti di doom e a chi ha apprezzato in passato l’heavy metal estraneo alla tradizione. Non mi stupirei di qualche paragone a gruppi come Mercyful Fate, i quali, anche se in maniera diversa, provarono da precursori ad aggirare il sound dell’heavy metal creando qualcosa di davvero personale, ancora oggi valorizzato dai grandi del metal.

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