GYPSY PISTOLEROS – The Mescalito Vampires

Titolo: Gypsy Pistoleros
Autore: The Mescalito Vampires
Nazione: Gran Bretagna
Genere: Flamenco Sleaze Glam
Anno: 2021
Etichetta: Riot Records

Formazione:

Gypsy Lee Pistolero: voce, chitarra
Mark Westwood: chitarra
Gaz Le Bass: basso
Jan Vincent Vellazco: batteria
Kris Jones: tromba


Tracce:

01. Lost in a Town Called Nowhere
02. Viva la Revolution, Viva Zapata
03. Mescalito Vampires (Welcome To The Hotel De La Muerta)
04. Soho Daze, Just Another Friday Night
05. Roses, Gallows And the Wild Preachers Daughter
06. The Forsaken
07. The Name’s Django
08. Cisco Kid
09. Gonna Die With a Gun In My Hand
10. Alone Again Or


Voto del redattore HMW: 8/10
Voto dei lettori: 9.8/10
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Ci siamo: è arrivato il tempo della follia, è arrivato il momento di farsi trascinare in uno degli album più strani che abbia mai recensito. I Gypsy Pistoleros arrivano nelle vostre case vestiti e truccati per la grande occasione: quella di far festa fino alla morte!

Non poteva essere scelto titolo dell’album più azzeccato: “The Mescalito Vampires” è la summa di quello che vuole rappresentare la band inglese; un mix particolare ed azzeccato di spaghetti western, sleaze, glam e un pizzico di flamenco che rende il tutto ancora più gustoso.

Le canzoni nel CD sono dieci (ma come potete notare sotto, l’album su Spotify ne ha dodici… mistero!) e sono tutte perfettamente bilanciate: è un disco molto umoristico, pieno di citazioni e di rimandi a canzoni famose. Per esempio, “Mescalito Vampires (Welcome To The Hotel De La Muerta)” rimanda a “Hotel California” degli Eagles, con tanto di storpiatura umoristica del ritornello.

I Gypsy Pistoleros, come avete capito, non si pongono limiti e, a mio avviso, fanno bene. Musicalmente il CD risulta fresco e gradevole, con una variazione del classico glam ottantiano in questa veste che strizza l’occhio a Sergio Leone e alla celebrazione del Dia De Los Muertos in Messico. Insomma, “The Mescalito Vampires” centra perfettamente l’obiettivo per cui è stato realizzato: divertire l’ascoltatore, farlo ballare e predisporlo alla versione live che immagino molto ma molto succosa.

In definitiva, ancora complimenti alla band che ha avuto il coraggio (e la follia) di dare alle stampe qualcosa di particolare e ricercato. Vi consiglio qualche ascolto per entrare in sintonia con il combo inglese, con la certezza che appena riuscirete a beccare la frequenza giusta, non riuscirete più a buttar fuori il CD dal vostro stereo…

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