RAGE – Resurrection Day

Titolo: Resurrection Day
Autore: Rage
Nazione: Germania
Genere: Heavy Metal
Anno: 2021
Etichetta: AFM / STEAMHAMMER

Formazione:

Peavy Wagner: Voce e basso
Stefan Weber: Chitarra
Jean Borman: Chitarra
Vassilios Maniatopoulos: Batteria


Tracce:

01. Memento Vitae (Overture)
02. Resurrection Day
03. Virginity
04. A New Land
05. Arrogance And Ignorance
06. Man In Chains
07. The Age Of Reason
08. Monetary Gods
09. Mind Control
10. Traveling Through Time
11. Black Room
12. Extinction Overkill


Voto del redattore HMW: 7/10
Voto dei lettori: 7.5/10
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Mentre sui social, come al bar, si dibatte su “Senjutsu”, continuano a uscire anche altri nuovi album, tra cui quello dei Rage.

Veterani del metal teutonico dal 1984, la formazione, dallo scorso anno, è tornata a essere un quartetto con l’entrata di ben due chitarristi, dopo la defezione di Marcos Rodriguez e la riconferma dietro le pelli di Vassilios Maniatopoulos, presente già dal 2015. L’album, dopo un’intro orchestrale, parte con la veloce title-track, una buona song con un refrain Rage al 100%, seguita a ruota dalla più thrashy “Virginity” e dalla più melodica “A New Land”, tutti pezzi contraddistinti dai refrain cantabili di Peavy e dagli ispirati assoli del valido tandem Weber/Borman.

La voce del corpulento singer e bassista, una sorta di Hetfield più incazzato, è da sempre il trade-mark della band, grazie alla ricerca di ottime melodie in un contesto comunque molto heavy.
L’aggressiva “The Age Of Reason”, come anche altri tre brani dell’album, tra cui l’epico folk metal di “Traveling Through Time”, ispirata dall’opera “Schiarazula Marazula” del compositore rinascimentale italiano Giorgio Mainerio (opera che, diversi anni fa, ispirò pure Angelo Branduardi per il suo “Ballo in Fa Diesis Minore”), si avvale degli arrangiamenti orchestrali dello spagnolo Pepe Herrero, che contribiuscono ad arricchire la proposta musicale del quartetto.

Peavy, allargando la formazione, sembra voglia ritrovare i fasti degli album targati anni ’90, per molti l’apice della produzione dei Rage: ci riesce parzialmente, firmando comunque una manciata di ottimi brani, nonostante la presenza di qualche filler e migliorando il livello compositivo globale che negli ultimi tempi pareva un po’ appannato.
Un gradito ritorno per una band immarcescibile!

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