NECROFEST FESTIVAL


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Evento: Necrofest
Gruppi: Necrodeath + Voices From Beyond + Stonedrift + JD Conspiracy + Invasion Inc + Mannaia
Luogo: Skulls Club
Data: 11.09.2021

La serata di oggi si svolge in un club del Sanmarinese che sta riscuotendo un discreto successo dando spazio a piccole grandi realtà dell’underground metal italiano, lo Skulls Club. Ci sono tantissimi gruppi e la necessità di luoghi del genere è di vitale importanza per mantenere viva una certa scena. Biker, birra a fiumi ed un palco esterno in una zona industriale in un’atmosfera urbana che fa di questa serata underground una vera e propria atmosfera metal 100%. Oggi a salire sul palco per il Necrofest sono gruppi di diversa entità, con in comune la passione per la musica metal, a prescindere dalle sue sfaccettature. A capo di tutti, i Necrodeath. Ma andiamo per ordine.

Intervista Necrodeath pre-concerto QUI.

Tocca ai riminesi Mannaia aprire le danze e, nonostante siano le 20:00 di sera, orario ingrato dato che in questa zona si usa uscire più tardi, specialmente in estate, si è già radunato un bel capannello di persone interessate all’evento. E fortunati loro, perché i Mannaia salgono sul palco con una violenza inaudita. “Chopped Apart” nei suoi tre minuti travolge chiunque nel raggio d’azione locale. Spicca naturalmente la performance vocale di Zaza Helheim, ragazza dalla voce timida e dolce nell’annunciare i brani, quanto brutale ed aggressiva nello scandirne i testi. La chiusura del pezzo è affidata invece alla garanzia del trademark di Thomas Ghirardelli, vocalist già di esperienza nella scena death e brutal locale. Il colpevole martellatore dietro le pelli è invece Luca Tebaldi, già drummer dei Sedna. Il sound death metal scandito dai suoi colpi si accompagna perfettamente al basso di Cola in brani dai titoli più o meno scanzonati, come “Deadly Tamburelli”, “Family Murder” o “Bestie Umane”. A capo di tutta questa squadriglia c’è Torcicolon, unico chitarrista del combo romagnolo. Affidabile e freddo sul palco, tutt’altro che timido nei riff atroci, sporcati da una distorsione che richiama il punk e la’nnegabile passione hardcore. Un vero trionfo che finisce con “L’asta Della Morte” e “Shellshock”. Una band che vi consigliamo caldamente di tenere d’occhio.

 

Con gli Invasion Inc abbiamo un palco pregno di gioventù e di ragazzi vogliosi si suonare e far ascoltare la propria voce. Un genere che, sebbene strizzi l’occhio al progressive metal, è ricco di sfaccettature che racchiudono le passioni personali del quartetto. Iniziano con “Memento Mori” e anche in questo caso possiamo parlare di violenza. Siamo lontani da un prog melodico e la voce di Yuma Rascionato è strillante, intonata e ben calibrata. Sugli scudi abbiamo Samuele Bernardi e Matteo Vaccheri ad elaborare le loro elucubrazioni tecniche in brani che devono ancora vedere la luce discografica, dai titoli di “Architect Of New World” e “Dethroned Humanity”. Unico assente sul palco è un bassista, che viene sostituito da basi pre-registrate dagli stessi chitarristi. Invece, preciso e scomposto dietro le pelli abbiamo Amos Depaoli. “Circo Massimo” e “Frattura” chiudono schizofreniche e dissociate un concerto che ha avuto piccoli imprevisti sul palco, che non hanno condizionato un’esibizione davvero convincente e speranzosa di vedere presto altrove queste nuove leve.

 

Gruppo freschissimo i JD Conspiracy, nati praticamente in piena pandemia, la data precisa sul loro sito recita il 12 aprile 2021. Composto da quattro ragazzi più o meno giovani, che vanno dai diciotto ai quarant’anni.  Appassionati di Southern rock, metal, e Jack Daniel’s, si prestano a debuttare con il loro primo live. Salgono sul palco dopo un drink collettivo, naturalmente di Jack, e possiamo dire che la voglia di fare musica non manca proprio al quartetto di San Marino. I nomi dei pezzi parlano da soli: “The Executioner”, “Broken Leg”, “Gallow’s Pub” tra le altre. Bello vedere un’immagine di un gruppo formato da due veterani e due giovanissimi. L’impressione è quella di una grande passione e di voler affrontare un palco in età e situazioni diverse, con lo stesso minimo comun denominatore: la musica. Buonissima performance come debutto. Contiamo di vedere questa formazione ancora per poter giudicare meglio questo Southern rock sporco come è giusto che sia. Contaminato e ancora non maturo, ma ci aspettiamo qualche sorpresa da un gruppo che ha avuto il coraggio di affrontare brani di propria composizione. Oggi sempre un rischio con la tanta concorrenza ed un pubblico sempre più critico e a volte con la puzza sotto il naso. Tutto è da migliorare, ma ci sono buone basi.

 

Originari di Reggio Emilia, gli Stonedrift salgono sul palco certi della loro esperienza di un genere autodefinito come groove metal con influenze sludge metal e punk hardcore e niente potrebbe essere meglio precisato se parliamo del sound di questa band capitanata da Emiliano Dalcomune, grandissimo urlatore dietro al microfono. La proprietà di Massimiliano dietro alle pelli scandisce il groove del tempo di pezzi come “Strike The Blood”, “River Of Insanity” e “Dead By Dawn”. L’esperienza chitarristica di Luca Cigarini viene accompagnata dal nuovo ingresso di Riccardo Soresina, secondo axeman del combo emiliano. Ad accompagnare la grancassa di Massimiliano, invece, è compito di Valerio Larcier, con il suo quattro corde. Non c’è niente di meglio di chiudere con “Iron Fist” dei Motörhead per ingraziarsi ulteriori applausi dal pubblico, stordito e sbevazzone, non sempre attentissimo ma voglioso di musica e di una serata che riserverà ancora sorprese.

 

Arrivano da Rimini e Cesena i Voices From Beyond e godono di un’esperienza non indifferente. Due album all’attivo per il loro sound thrash metal contaminato da doom e varie sfaccettature. La formazione è guidata dallo scoppiettante singer Roberto Ferri, voce alta e versatile, aggressiva e melodica. Al basso abbiamo Enrico Ricci, mentre alle chitarre Andrea Ingenito e Michele Vasi, quest’ultimo al suo canto del cigno, dato che questa sarà l’ultima sera in formazione. Forsennato drummer, preciso metronomo dietro le pelli, Claudio Tirincanti gode di una grande esperienza come turnista per varie formazioni tra cui Blaze e Tim Ripper Owens. Un importante perno in un gruppo che non ha un’identità facile da etichettare. Un genere oscuro e a tratti progressivo, contaminato dal doom in pezzi come “Dark Age”, “The Hideout Of Evil” o “Black Cathedral”. Roberto forse spinge troppo sulla voce e dà il massimo fino all’ultimo respiro, rimanendo un po’ in affanno alla fine di una performance tutto sommato convincente e professionale. Si chiude con l’autocelebrativa “Voices From Beyond”

 

Indiscussi eroi della serata e attesissimi dai metal kids di questa sera, i Necrodeath non hanno bisogno di presentazioni. Il loro vessillo svetta dietro al palco dall’inizio della kermesse e l’inizio delle ostilità è previsto per 00:30, quando il quartetto sale sul tavolato che li ospiterà per un’ora di metal brutale e violento. Si apre a sorpresa con “Inferno”, dall’ultimo EP Neraka, uscito lo scorso anno in aprile, e subito si capisce la maestria e la classe di professionisti che hanno fatto del loro nome qualcosa di storico. Flegias, al centro, governa la scena con la sua mimica malefica e le sue espressioni maligne, un vero demonio dietro al microfono. Si susseguono brani come “The Triumph Of Pain” e “The Whore Of Salem” dall’ultimo vero e proprio album in studio del quartetto genovese, The Age Of Dead Christ. Vengono scelti invece “Experiment In Terror” e l’immancabile “The Creature” da Mater Of All Evil. A destra e sinistra di Flegias campeggiano i due più nuovi acquisti della band ormai consacrati da anni, Pier Gonella alla chitarra (di cui ci siamo riusciti a godere anche un assolo degno di maestria e di capacità tecnica più che buona) e GL al basso. Nascosto dietro Flegias, dietro la batteria e con tanto di cappellino, c’è invece Peso, sicuro del suo tocco violento sul rullante, imprescindibile fondatore di un gruppo che sfoggia la sua dignità sui presenti con altri pezzi quali “Choose Your Death” e la conclusiva “Mater Tenebrarum”. Avremmo ascoltato qualche brano in più ma, tra l’aria fresca delle valli sanmarinesi e l’ora tarda, è già tempo di ritirarsi. Ancora un ingresso sul palco per un ultimo tocco di classe con la cover dei Dead Kennedys “California Uber Alles”, anch’essa presente nell’ultimo EP Neraka. Sempre un piacere vedere i Necrodeath all’opera, in una serata che ci ha distolto dai problemi che affrontiamo tutti i giorni, da quelli personali a quelli ormai diventati, purtroppo, collettivi. Da ripetere quanto prima!
Intervista Necrodeath pre-concerto QUI.

 

Galleria Fotografica:

Mannaia:

 

Invasion Inc :

JD Conspiracy:

Stonedrift:

Voices From Beyond:

Necrodeath:

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