PORTRAIT – Christian Lindell


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PORTRAIT – Guarda nello specchio


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Il giorno di uscita del nuovo disco degli Iron Maiden è uscito un altro album molto importante, ma più in ombra sempre per la stessa categoria. Certo non faranno la storia della NWOBHM, ma gli svedesi Portrait stanno comunque riscuotendo un discreto successo e non solo nel loro paese di origine. Abbiamo sguinzagliato il nostro Ivan Gaudenzi, coadiuvato dal sempre attento Pol nel mettere sotto torchio Christian Lindell, chitarrista e
mastermind del combo scandinavo. Ecco a voi qui di seguito la nostra chiacchierata.


PortraitCosa intendete per “Portrait”? Cosa volete ritrarre o cosa volete rappresentare? C’è un significato particolare dietro il vostro moniker?

Fondamentalmente il nome della band è qualcosa di incompiuto, qualcosa che riguarda l’avventurarsi verso l’ignoto. Ci sentiamo come con un’esperienza interna di un altro mondo. Un’ispirazione dall’interno che si manifesta sotto forma di ritratto delle nostre anime. I sentimenti più profondi di noi stessi si adattano alla nostra musica, che è proprio il nucleo e l’essenza di questa ispirazione che ritrae noi stessi musicalmente (un bel ragionamento contorto tanto per cominciare – NDR).

L’anno scorso avete festeggiato quindici anni di Portrait, certamente non il miglior anno per festeggiare. Avete recuperato il tempo perduto con un nuovo album quest’anno, siete già riusciti a mostrarlo sul palco, almeno intorno a Kristianstad?

No, non ci siamo riusciti. Abbiamo fissato alcuni spettacoli svedesi in ottobre. È stato abbastanza frustrante. Ora abbiamo ancora restrizioni a cinquanta persone e non una di più. Il problema è che possiamo suonare solo in piccoli locali ed è una situazione problematica trovare posti adatti a noi, ma ora in autunno non ci dovrebbero essere più limitazioni e dovrebbe essere meglio per molti nuovi concerti. Stiamo avendo un buon riscontro per questo album e abbiamo bisogno di promuoverlo.

Anche questo nuovo album sembra essere un tributo ai suoni heavy metal (relativi alle registrazioni) in voga negli anni ’80: quanto è importante la dedizione alla “causa heavy metal”? E per quanto riguarda il mix finale della vostra musica?

È molto importante. Essere una band underground metal significa avere una dedizione totale verso l’heavy metal. Sento che mi ha dato tanto nella vita e cerco di dare qualcosa in cambio con la nostra musica. È sicuramente molto importante anche avere qualcosa di reale da dire. Inoltre cerchiamo di sviluppare il nostro sound e di trovare il nostro stile sempre più ispirato alle band metal classiche, anche se vogliamo evolverci e guardare avanti.

Sarete sicuramente stanchi di essere paragonati ai Mercyful Fate, e anche se gli Dei del metal danese sono certamente un punto di riferimento, vorremmo capire quali band (soprattutto underground) ti hanno ispirato dalla tua nascita ad oggi.

Ho sempre ascoltato un sacco di Iron Maiden, Metallica, Guns N’ Roses, Judas Priest, Accept, Dio, Black Sabbath – poi un sacco di gruppi della NWOBHM – il nostro suono Mercyful Fate è venuto fuori dalle cover dei Metallica, quando ero alla ricerca di altri suoni più oscuri. Mi piacciono molto gli Hell e ho una grande passione per Stormwitch ed Angel Witch. Gruppi come questi mi piacciono molto e corrispondono allo stile che volevamo fare. Dopo aver realizzato demo e i primi album, sicuramente ti rendi conto che vuoi smussare un po’ gli angoli come musicista e perfezionare lo stile. Nel nostro suono c’è molto Genesis, King Crimson, Sodom, Assassin e Destruction. Sono gruppi che ascolto molto. Questo si riflette sulla nostra musica in qualche modo, anche se non sempre.

Cosa significa per te suonare heavy metal nel 2021?

Ho una grande passione per l’heavy metal. Ora abbiamo molti problemi e dobbiamo vivere in un altro modo in questo periodo, ma credimi che significa tutto per me.. per noi. L’heavy metal non è solo nel passato e naturalmente abbiamo potuto vedere dal 2000 che il metal è diventato più mainstream ed è uscito il nuovo metal oltre ad un genere di musica più moderna, ma tutta la vecchia scuola è sempre stata lì in nomi come Anvil, Exciter e i grandi come Maiden o Judas. Noi vogliamo solo continuare con quell’eredità. Alcuni si concentrano sull’aggiungere qualcosa al buco ed è bene trovare le proprie radici ed una propria espressione specialmente in questa situazione pandemica. Non so cosa succederà al mondo, ma guardo alla possibilità di suonare di nuovo dal vivo molto presto. Cose simili possono accadere anche in futuro e allora come potremo sopravvivere in questo caso? È importante guardare cosa sta succedendo nella società. Per molti anni siamo stati in grado di fare le nostre cose senza alcun disturbo dal mondo, ma oggi non è più così.

Il vostro ultimo concerto italiano sembra essere stato quello a Mantova nel 2018, con Ram e Trial. Covid permettendo, avete in programma altre tappe qui? Non saremo la Germania, ma nel nostro piccolo siamo sempre abbastanza focosi come spettatori…

Ricordo quel posto e le band – non esattamente lo spettacolo. Abbiamo avuto un sacco di interviste per tutte i gruppi coinvolti e ricordo anche l’incontro con i fan tutti molto simpatici. Il palco era molto professionale in un ambiente ed un edificio abbastanza strano. Assolutamente vogliamo includere l’Italia nel prossimo tour e speriamo di pianificarlo per il prossimo anno. Sicuramente dipenderà dalle restrizioni in tutto il mondo.

L’uscita ufficiale del vostro album è coincisa con l’uscita del nuovo album degli Iron Maiden: fortuna o sfortuna? Siamo sicuri di aver letto alcuni commenti dei tuoi fan che invitavano la popolazione metal a rinunciare al sestetto inglese per concentrarsi sul vostro nuovo sforzo…

Mi piace sentire commenti del genere in generale. È una buona cosa uscire lo stesso giorno degli Iron Maiden. Questa cosa mette più attenzione sugli album online per il pre-ordine e per i dischi fisici la gente va di più nei negozi, così forse vedono anche il nostro album. Abbiamo avuto enormi problemi con la distribuzione qui in Svezia e il disco è stato disponibile con due settimane di ritardo nei negozi.

Il “tono scuro” delle vostre opere è rimasto invariato, e a differenza di molti gruppi, avete cambiato diversi artisti da un album all’altro: prima Nikolov, poi Tobias Forge (Ghost), ancora Juanjo Castellano e infine Adam Burke. Pensi di aver trovato l’artista definitivo in Burke? Cosa rappresenta la nuova copertina?

Penso che siamo molto soddisfatti di Burke e abbiamo fatto un buon lavoro con lui. Credo che abbiamo buone possibilità di continuare con lui. Non si sa mai cosa accadrà in futuro e cosa faremo. Qualcosa come Running Wild forse? Non lo so. Lui è sicuramente bravo ed è la persona che si allontana dall’ignoto nell’oscurità, possiamo dunque pensare ad altri album e guidarlo sulla sua strada. Questo personaggio in copertina è metà scheletro e metà carne… ha a che fare con le forze dei morti e anche il titolo si rispecchia all’interno del mondo e della società.

Tornando al 2005, come è nato Portrait e qual è stata la prima idea principale della band?

Ricordo che volevamo scrivere canzoni in stile heavy metal vecchio stile e non abbiamo mai creduto di trovare un cantante che cantasse bene per quel genere. Poteva essere più facile suonare black metal a quel punto, ma poi l’abbiamo trovato e abbiamo potuto realizzare quello che volevamo. Non ho mai avuto aspettative di fare tour o cose del genere, ma abbiamo imparato rapidamente che c’era dell’interesse vero di noi e siamo stati chiamati per il Keep It True Festival e più tardi per supportare gli Anvil in tour. Abbiamo anche tenuto altre buone date, con i Sacred Steel, e così abbiamo visto che la gente era davvero interessata al nostro stile. Oggi siamo pronti a fare spettacoli anche più grandi ed a visitare nuovi paesi, quindi speriamo anche in una rapida ripartenza.

Siete entrati subito nel catalogo della Metal Blade… come è avvenuto questo matrimonio?

Abbiamo suonato in Germania nel 2019 e il cantante dei Primordial stava lavorando per la Metal Blade. Ha sentito la band e non gli è piaciuto il nostro primo cantante. Tuttavia gli è piaciuto il concerto e ci ha presentato alla Metal Blade. È così che ci siamo incontrati e abbiamo iniziato il nostro accordo per tre album e ora abbiamo già un nuovo contratto per i prossimi tre.

Hai dichiarato che nessuna canzone scritta per questo album e successivi dovrebbe essere simile a qualsiasi canzone che avete già scritto e pubblicato. Puoi spiegare la differenza tra il passato e l’oggi e rimpiangi i tuoi album passati e il tuo vecchio sound?

Con il nostro quinto album ha iniziato ad essere più importante per me fare canzoni più originali e non ripetersi. Sono molto orgoglioso dei nostri lavori precedenti, non c’è niente di sbagliato, ma voglio solo continuare a sviluppare il nostro stile e fare ciò che non abbiamo mai fatto prima. Mantengo solo la stessa atmosfera nella musica. Non molti gruppi lo fanno e si sente quando sono stanchi e cercano di far qualcosa che non riescono a fare. Quando non sono più naturalmente sé stessi. Come i Metallica, per esempio. Album come Load e Reload possono essere sicuramente un buon esempio. Anche se non sono il massimo per me, almeno sono onesti. Con i successivi hanno ricominciato a suonare veloci e aggressivi, ma si capisce facilmente che non sono più loro, anche se sembra un ritorno alle loro radici.

Hai anche detto che i testi sono una sorta di cosa spirituale che deriva dal tuo essere agnostico… è così? Quindi puoi dirmi di più su cosa c’è dentro il messaggio che scrivi per le persone che ascoltano la tua musica?

È un po’ difficile parlare troppo di questo. Direi che il mondo non è un granché, in sostanza. La bontà sta al di là di questo mondo e dovremmo essere più forti nello spirito. La trascendenza avviene nel nostro livello spirituale e non avviene nella carne – questa è più o meno la vera essenza dei testi, che si esprimono a diversi livelli. Possono avere a che fare con la magia e la società come prospettiva dai miei occhi, ma ci sarebbe tanto altro da dire.

Quanto è cambiato il music business negli anni e come vedi il tuo futuro come musicista?

Sicuramente è cambiato molto negli ultimi vent’anni. La mia generazione forse potrebbe essere l’ultima che si va a comprare album fisicamente senza andare solo su YouTube o altre piattaforme. Siamo gli ultimi ad aspettare un po’, a costruire la nostra aspettativa. Mi piace avere questo fanatismo e arrabbiarmi per il metal. Ho bisogno di essere ispirato. Scoprire i Motörhead oggi significa avere tutti gli album già dal primo giorno e sicuramente è molto diverso dal passato. Come gruppo, raggiungiamo molte persone digitalmente ed è un bene arrivare ai membri stessi o perché i fan ti raggiungano più facilmente. Ci sono lati positivi e negativi. Le generazioni più giovani ascoltano più le canzoni singole che gli album completi.

 

 

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