ALAN PARSONS – The Neverending Show

Titolo: The Neverending Show
Autore: Alan Parsons
Nazione: Regno Unito
Genere: Pop Prog Rock
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Music

Formazione:

P.J. Olsson: voce, chitarra acustica, percussioni
Todd Cooper: voce, saxofono, flauto, chitarra acustica, percussioni
Jeff Kollman: chitarra, voce
Tom Brooks: tastiere, voce
Dan Tracey: chitarra, voce
Guy Erez: basso, voce
Danny Thompson: batteria, voce
Jordan Asher Huffman: voce (ospite)
Alan Parsons: tastiere, chitarra acustica, voce


Tracce:

01. One Note Symphony
02. Damned If I Do
03. Don’t Answer Me
04. Time
05. Breakdown + The Raven (medley)
06. I Wouldn’t Want To Be Like You
07. Psychobabble
08. Luciferama
09. Don’t Let It Show


 

01. I Robot
02. Limelight
03. Standing On Higher Ground
04. As Lights Fall
05. I Can’t Get There From Here
06. Prime Time
07. Sirius + Eye In The Sky (medley)
08. Old And Wise
09. (The System Of) Dr. Tarr And Professor Fether
10. Games People Play
11. The Never Ending Show


Voto del redattore HMW: S.V.
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Da quando Alan Parsons ha deciso di tornare a suonare dal vivo, ha collezionato un numero di live album nettamente superiore alle uscite in studio. Del resto il materiale del Project è talmente bello e ricco di storia che a dare alle stampe un prodotto del genere si va sempre sul sicuro.

Quindi eccoci a The Neverending Show, registrato nei Paesi Bassi e che contiene una canzone bonus (chiamata appunto “The Never Ending Show”) la quale anticipa il prossimo disco in studio di Alan. In elenco troviamo anche tre pezzi tratti da The Secret che non mi hanno particolarmente colpito.

La scaletta pesca da tutti i dischi degli APP: le canzoni scelte non possono che incontrare il mio favore visto che, comunque si scelga, nei dischi del Project si va sul sicuro. Ottimi i musicisti selezionati da Alan, con il sempre presente P.J. Olsson che riesce a trasmettere ottime vibrazioni quando canta (bellissima la sua esecuzione di “Old And Wise”U. Sempre gradita la scelta di variare il cantante principale a seconda della canzone (come succedeva nei dischi degli APP): questa opzione tiene vivo il filo conduttore fra passato e presente.

Il pezzo nuovo (“The Never Ending Show”) risulta essere sul classico livello delle nuove produzioni di Alan, quindi non incontrano tanto il mio favore, essendo anni luce distanti dalla magia dei bei tempi andati. Chi ha apprezzato l’ultima produzione in studio allora può stare tranquillo, perché il nuovo album sarà sicuramente su quei livelli.

In definitiva, ci troviamo di fronte ad un doppio CD interessante soprattutto per i fan di Alan e del Project, i quali potranno acquistare l’ennesimo cimelio per la loro collezione, magari in vinile colorato. Ai neofiti consiglio di partire dalla discografia classica. Se preferite invece la dimensione dal vivo, allora The Neverending Show o il live con l’orchestra in Colombia possono fare al caso vostro.

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