SCULPTURE – Sculpture

Sculpture 
Titolo: Sculpture
Autore: Sculpture
Nazione: Germania
Genere: Gothic Metal
Anno: 1999
Etichetta: Nuclear Blast

Formazione:

Lothar “Lotte” Först – Chitarre, Tastiere, Cori
Hans Mappes – Basso
Thomas – Batteria
Stefan Hertrich – Voce


Tracce:
  1. Over
  2. Deniers
  3. Bring Me Down
  4. I’m Free
  5. I Never Know
  6. Heaven Died
  7. Why
  8. Spring Of Wonder
  9. Faithful
  10. Whatever
  11. Down The Ages

Voto del redattore HMW: 7,5/10
Voto dei lettori:
Ancora nessun voto. Vota adesso!
Please wait...

Visualizzazioni post:179

Vago per il Karlstern Central Park, alla periferia di Mannheim. Dietro la Casa Degli Specchi c’è un piccolo padiglione. Entro, accolto dalla luce fioca di un cero. Al centro, due sedie di legno attorno ad un tavolo sul quale giacciono, sparpagliate, le carte dei tarocchi. Nell’angolo un alto séparé, a malapena visibile nella penombra. Mi siedo esitante, a disagio; non c’è nessuno? Attendo con impazienza, quando la chiromante finalmente si presenta, sbucando dal paravento. Mi si accomoda innanzi e afferra la mia mano, scrutandone il palmo: che possa davvero rivelarle quei risvolti futuri inaccessibili ai comuni mortali? Come rapita, gli occhi persi nel vuoto, comincia a declamare: «D’avorio le carni, d’oro fino le vesti… vedo una dea bendata… non è Fortuna, non è Giustizia; vedo un cerchio di fuoco e poi Scorpione e Acquario… Tanit? Dalle mani volte al cielo nascono gli urobori, nunzi di rigenerazione e continuità…»

A volte è un sogno rivelatore, specchio dell’anima, a far tracimare un desiderio radicato nel profondo, spronando all’azione. Fu una visione onirica così vivida e dettagliata a persuadere Lothar, più di vent’anni fa? A giudicare dall’astruso sincretismo grafico di cui sopra, potremmo crederlo. Impensierito dalla deriva stilistica dei Crematory il chitarrista tedesco ringraziò e si defilò, plasmando i suoi Sculpture nel piombo, metallo duttile che poi rivestì, con truffa alchemica, d’una lucida patina d’oro: sono ancora le melodie ombrose ed incalzanti dei The Sisters Of Mercy – ed un velo di intimismo dark wave alla Cocteau Twins – ad ammantare le sue ritmiche massicce, sempre più affini, per concisione armonica, all’essenzialità del “Black Album”.

Nulla di nuovo, direte voi oggi dopo aver spremuto “Draconian Times” e ”Sin/Pecado” per un quarto di secolo… eppure i paramenti elettro-sinfonici impalpabili e le linee trasversali di Stefan “Hetfield” Hertrich (chi ha detto Darkseed?) irretirono Nuclear Blast, che pubblicò a fine millennio quest’unico, pregiato lavoro. Come spesso accade però quando la strada pare spianata, la Dea Bendata per eccellenza si appisolò: dopo una manciata di date con gli ambiziosi The Gathering di “How To Measure A Planet?” Hans rimase coinvolto in un grave incidente motociclistico, e il progetto Sculpture venne, ahimè, definitivamente archiviato.

Ristampato in edizione limitata e numerata su golden disc (a base plumbea?) da parte di Metal Mind Productions, nel 2008. Ah, dimenticavo, il sogno di Lotte si concludeva così:

«…se collocati all’interno del cerchio, di sventura e oblio se al suo esterno. Sono cinquanta marchi, grazie.»

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.