TEJAS ASTRAS – Alien Decadence

Titolo: Alien Decadence
Autore: Tejas Astras
Nazione: Italia
Genere: Hard Rock, Elettro-Synth, New Wave, Post-Punk
Anno: 2021
Etichetta: autoprodotto

Formazione:

Denny Deimos: voci, cori, tastiere, batteria e programmazione batteria elettronica VSTi
Frank Sirius: chitarra solista, chitarra ritmica, batteria e programmazione batteria elettronica VSTi
Gustav Sulfur: basso, batteria e programmazione batteria elettronica VSTi


Tracce:

01. Destinazione Alienazione
02. Più Forte Della Luna
03. Esploratori Dell’Ignoto
04. Buio Nel Cielo
05. Il Volo Del Vimana
06. L’Oltre Uomo
07. Telepatia Virtuale
08. Mister Roswell


Voto del redattore HMW: 7/10
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Secondo disco per i torinesi Tejas Astras, ad un anno di distanza dall’omonimo debutto del 2021. Alien Decadence è un sicuro e netto passo avanti rispetto agli esordi, sia dal punto di vista compositivo sia dal lato tecnico.

Una grafica oscura e particolare ci fa entrare subito in sintonia con la proposta del terzetto piemontese, che risulta nettamente debitrice della scena new wave e dei Litfiba degli esordi (il periodo con Gianni Maroccolo al basso, per intenderci). Il risultato è un album squisitamente cantato in italiano, con testi a volte molto facili da interpretare contrapposti a passaggi molto ermetici che rendono i Tejas Astra non alla portata di tutti.

Il viaggio nelle otto canzoni ci mostra un trio sicuramente interessante, in grado di mischiare i generi per sottolineare sempre i testi, molto decisi e diretti ad una critica forte e sistematica alla società moderna e a come l’uomo stia regredendo pian piano.
La lunga e conclusiva “Mister Roswell” rivisita il famoso incidente dell’UFO attraverso gli occhi di uno dei testimoni oculari: il finale è un pretesto per parlare della condizione umana, sempre più incasellata e sempre meno capace di avere fantasia.

In definitiva, Alien Decadence è un bel secondo album per il trio torinese, che esorto a proseguire su questa strada continuando a crescere sia nella scrittura dei pezzi sia dal lato tecnico. Il livello rispetto all’album di esordio si è alzato di molto (ed in un solo anno) quindi sono fiducioso che il prossimo sarà sicuramente superiore, che comunque vi consiglio di ascoltare con mentalità aperta e voglia di accogliere un cantato in italiano non banale…

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