ALLEGAEON – Damnum

Titolo: Damnum
Autore: Allegaeon
Nazione: Stati Unti D'America (Colorado)
Genere: Death Metal Melodico
Anno: 2022
Etichetta: Metal Blade Records

Formazione:

Greg Burgess – Chitarra
Michael Stancel – Chitarra
Riley McShane -Voce
Brandon Michael – Basso
Jeff Saltzman – Batteria


Tracce:

01. Bastards Of The Earth
02. Of Beasts And Worms
03. Into Embers
04. To Carry My Grief Through Torpor And Silence
05. Vermin
06. Called Home
07. Blight
08. The Dopamine Void, Pt. I
09. The Dopamine Void, Pt. II
10. Saturnine
11. In Mourning
12. Only Loss

Durata totale: 57:27


Voto del redattore HMW: 8/10
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Perdita. Dal latino “damnum“.

Questo è il titolo del sesto album degli statunitensi Allegaeon, portabandiera da un decennio della versione più contemporanea ed estrema del death metal melodico, genere divenuto nel tempo sempre meno di nicchia e sempre più frequentato da miriadi di gruppi. La differenza tra questi gruppi e gli Allegaeon? Facile. I cinque ragazzi del Colorado hanno già posto i presupposti necessari a rimanere saldamente all’interno di una ipotetica Hall Of Fame del genere.

Dalle prime, incendiarie prove risalenti all’esordio del 2010, Fragments Of Form And Function, è cambiato molto: l’approccio è divenuto sempre meno arzigogolato (per quanto mai faticoso) di album in album e l’aggiunta delle voci pulite dal precedente Apostoiesis (2019) ha garantito ulteriori spazi creativi nei quali muoversi per ricercare ispirazione.

Anche alle pelli in realtà vi è stato un cambio e oggi la batteria è affidata a Jeff Saltzman in luogo di Brandon Park, ma la sezione ritmica, coadiuvata dal bassista Brandon Michael, autore di alcuni passaggi più che notevoli nel disco quali l’assolo in “To Carry My Grief Through Torpor And Silence e il riff che apre l’ottima “Vermin“, non ne ha risentito assolutamente. Escludendo l’iniziale “Bastards Of The Earth“, episodio vagamente più distante da ciò che è possibile ascoltare nelle dodici tracce dell’album per via del suo giro principale di natura black metal con forte impiego del tremolo, la potenza sonora sprigionata dal gruppo risiede in una curatissima alternanza, a volte asimmetrica all’interno dei brani, tra cantato in growl, in scream e in pulito.

Tale varietà stilistica della voce regala fortissime emozioni e riesce a creare fasi ben chiare nei pezzi, definendo ottimamente a vantaggio dell’ascoltatore lo svolgersi di strofe-ponti-ritornelli. Si prenda ad esempio il secondo singolo, “Of Beasts And Worms” con il suo incedere pesantissimo e la sua deflagrazione in un ritornello tanto epico quanto drammatico. La drammaticità è una costante delle composizioni di questo lavoro ed esce fuori in tutta la sua (nera) grandiosità in “Called Home”  lunga e sentita dedica ad un amico scomparso suicida.

Gli elementi degni di menzioni sono innumerevoli e ad ogni ascolto è possibile scoprirne di nuovi. Assolutamente da segnalare il sopraffino gusto di scrittura degli assoli della coppia Burgess-Stancel in grado di creare sezioni talmente organiche da risultare non tanto episodi “speciali” nelle canzoni quanto vere e proprie strofe non cantate. Si distinguono poi alcune intuizioni come i tanti passaggi acustici introduttivi e di interludio e l’assolo di pianoforte presente in “Blight“. Oro!

Al pari di altri pesi massimi della sfera death contemporanea (leggi Archspire e Rivers Of Nihil) con i quali i Nostri avrebbero dovuto spartirsi il palco negli ultimi mesi se non ci fosse stata di mezzo la pandemia, gli Allegaeon sembrano incapaci di sbagliare qualcosa. Disco consigliatissimo ai più ferrati di sonorità estreme!

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