SAVAGE GRACE – After The Fall From Grace (ristampa)

Titolo: After The Fall From Grace (Ristampa)
Autore: Savage Grace
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Speed Metal
Anno: 2022
Etichetta: Hammerheart Records

Formazione:

Christian Logue voce e chitarra
Mark Marshall: chitarra
Brian East: basso
Derek Peace: basso su Ride Into The Night
Mark Marcum: batteria


Tracce:

CD 1
After The Fall From Grace
01. Call To Arms (rimasterizzata)
02. We Came, We Saw, We Conquered (rimasterizzata)
03. After The Fall From Grace (rimasterizzata)
04. Trial By Fire (rimasterizzata)
05. Palestinia (rimasterizzata)
06. Age Of Innocence (rimasterizzata)
07. Flesh And Blood (rimasterizzata)
08. Destination Unknown (rimasterizzata)
09. Tales Of Mistery (rimasterizzata)
Ride Into The Night
10. Ride Into The Night
11. We March On
12. The Healing Hand
13. Burn
EXTRA
14. Mainline Lover
15. Bare Bottom Blues
16. Such A Dirty Mind


Tracce:

CD 2
After The Fall From Grace
01. Call To Arms
02. We Came, We Saw, We Conquered
03. After The Fall From Grace
04. Trial By Fire
05. Palestinia
06. Age Of Innocence
07. Flesh And Blood
08. Destination Unknown
09. Tales Of Mistery


Voto del redattore HMW: 8/10
Voto dei lettori: 7.3/10
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Assieme a Master Of Disguise, la Hammerheart ha ristampato After The Fall From Grace del 1986, album che, seppur meno iconico del precedente, risulta sicuramente un passo avanti a livello qualitativo.

Anche questa edizione si presenta in doppio CD, col primo contenente l’album rimasterizzato e diversi pezzi extra, e il secondo l’album nella versione originale.

In un solo anno cambiarono diverse cose in casa Savage Grace: innanzitutto qui c’è il leader e chitarrista Christian Logue anche in veste di cantante, dietro alla batteria invece a quel punto sedeva il più potente e preciso Mark Marcum, e la produzione risulta più nitida.

Ma l’aspetto più evidente fu un miglioramento nello stile dei nostri, che smisero di fare gare di velocità e presentarono pezzi più strutturati, meno sparati e più ragionati, anche se Logue a livello canoro risulta più debole del predecessore.

Ovvio, non si trasformarono nei Toto ed era sempre un terremotante speed-metal a farla da padrone, infatti “We Came, We Saw, We Conquered”, che arriva dopo la marziale introduzione “Call To Arms”, si presenta sì veloce, ma più calibrata e con un bel ritornello tutto da cantare, mentre l’ottima “After The Fall From Grace” e la serrata “Trial By Fire” si segnalano per il tocco più epico. L’album prosegue nel migliore dei modi, con altri pezzi da novanta come “Flesh And Blood” e il passo medio di “Tales Of Mistery”.

In questa ristampa troviamo anche l’EP Ride Into The Night (1987), nel quale al basso, questa volta, figura Derek Peace degli Heir Apparent: quattro pezzi nei quali il gruppo appare sempre meno speed e più classicamente metal e dove spiccano la più melodica “We March On” e la cover ipervitaminizzata di “Burn” dei Deep Purple.
In chiusura, come pezzo aggiunto, troviamo “Mainline Lover”, nella quale i nostri flirtano addirittura con l’hard-rock e due brani dal vivo risalenti al 1982, pure questi dal piglio più hard.

Prima nota a margine: Christian Logue ha pubblicato il libro « Savage Grace Diary », un vero e proprio diario di settecento pagine nel quale svela diversi retroscena del gruppo.

Seconda nota a margine: lo stesso Logue nel 2005 fu arrestato in California per essersi spacciato come presunto guaritore di malattie come tumori e diabete, con lo pseudonimo di Richard Santee, senza possedere alcuna licenza; fu inoltre incriminato dopo il ritrovamento di un arsenale illegale nel suo appartamento a Hollywood.

Terza nota a margine: se siete ragazze tra i diciotto e i ventisette anni, vivete negli Stati Uniti, nell’Unione Europea, nel Regno Unito o in Ucraìna e vi piacciono i viaggi internazionali, le crociere, il buon vino, le spiagge e il divertimento, potete inviare una foto al dott. Sant…ehm…a Christian Logue, che è sempre in cerca di donne attraenti e interessanti con le quali condividere il suo mondo; giuro, non è uno scherzo, trovate tutto sulla pagina ufficiale del gruppo; è chiaro dunque che il sessismo espresso sulle copertine dei Savage Grace non si fermava ad una semplice iconografa.
Che tristezza, aggiungo.

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