THUNDER – Dopamine

Titolo: Dopamine
Autore: Thunder
Nazione: Regno Unito
Genere: Hard Rock
Anno: 2022
Etichetta: BMG

Formazione:

Danny Bowes: voce
Like Morley: chitarra
Ben Matthews: chitarre e tastiere
Chris Childs: basso
Harry james: batteria


Tracce:

I CD

01. The Western Sky riff roccioso, bel ritornello
02. One Day We’ll Be Free Again
03. Even If It Takes a Lifetime
04. Black
05. Unraveling
06. The Dead City
07. Last Orders
08. All the Way


Tracce:

II CD

01. Dancing in the Sunshine
02. Big Pink Supermoon
03. Across the Nation
04. Just a Grifter
05. I Don’t Believe the World
06. Disconnected
07. Is Anybody Out There?
08. No Smoke Without Fire


Voto del redattore HMW: 8,5/10
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Quando nell’ormai lontano 1990 uscì il debutto dei Thunder, il gruppo era sulla bocca di tutti: la critica li promosse miglior formazione hard-rock d’Albione e l’album vendette molto bene.
Quell’hard-rock venato di blues, che cita Free e Bad Company, fece subito breccia negli appassionati dei vari Cinderella, Great White e, soprattutto, Whitesnake e permise al gruppo di partecipare al Monsters Of Rock britannico dello stesso anno.

Dopo un secondo album fortunato, le vendite cominciarono a calare e il gruppo dalla metà degli anni ’90 si ritrovò una mosca bianca, a suonare un genere che ormai era da dinosauri in pensione.

Ma ai Thunder non frega nulla: il gruppo di Luke Morley e Danny Bowes, nonostante alcuni periodi di crisi (fu temporaneamente sciolto tra il 2000 e il 2002 e poi tra il 2009 e il 2011), ha continuato a pubblicare album perfetti, suonati con mestiere, sudore e tanto, tanto feeling. Questa volta ci deliziano addirittura con un album doppio, nel quale c’è di tutto: dal riff roccioso (mitigato poi da un arioso ritornello) di “The Western Sky”, al passionale blues di “Even It It Takes A Lifetime”, passando per “Black”, in cui i cinque sembrano dei Muse impazziti per il blues, sino alla delicata e toccante ballata “Unraveling”. L’album è un tripudio di generi (blues, gospel, r’n’b, hard-rock, southern), suonato meravigliosamente bene e interpretato dalla sempre straordinaria voce di Bowes, uno dei migliori cantanti della scena. Il motore Thunder è ben oliato e viaggia a gonfie vele: il gruppo diverte e si diverte (durante “Dancing In The Sunshine” li immaginiamo tutti e cinque con uno smagliante sorriso stampato in faccia) e dimostra anche tecnica strumentale e gusto da vendere (splendidi gli assoli in “Big Pink Supermoon”, nella quale compare anche un saxofono).

Il gruppo, eccezion fatta per il bassista Chris Childs subentrato nel 1996 a Mikael Höglund (che a sua a volta aveva sostituito tre anni prima Mark Luckhurst), è sempre rimasto lo stesso e questo incide parecchio sull’intesa generale…e si sente!

Acquisto obbligatorio per tutti, senza “ma” e senza “se”.

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