ALAN PARSONS – From The New World

Titolo: From The New World
Autore: ALAN PARSONS
Nazione: Gran Bretagna
Genere: Pop/Rock
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers Music

Formazione:

Contanti: Todd Cooper, Mark Mikel, Tommy Shaw, Alan Parsons, P.J. Olsson, James Durbin, David Pack, Dan Tracey, Tabitha Fair
Cori: Todd Cooper, Doug Powell, Mark Mikel, Chris Shutters, Tommy Shaw, Doug Powell, P.J. Olsson, Todd Cooper, Dan Tracey, Scott Hunt, Alan Parsons

Sax: Todd Cooper
Basso: Guy Erez
Batteria: Danny Thompson
Tastiere: Tom Brooks, Doug Powell, Matt McCarrin
Chitarra: Jeff Kollman, Dan Tracey, Doug Powell, Jeff Marshall, James Durbin

Violoncello su I WON’T BE LED ASTRAY: Mika Larson
Assolo di chitarra su GIVE ‘EM MY LOVE: Joe Bonamassa
Assolo di chitarra su I WON’T BE LED ASTRAY: Joe Bonamassa


Tracce:

01. Fare Thee Well
02. The Secret
03. Uroboros
04. Don’t Fade Now
05. Give ‘Em My Love
06. Obstacles
07. I Won’t Be Led Astray
08. You Are The Light
09. Halo
10. Goin’ Home
11. Be My Baby (cover – The Ronettes)


Voto del redattore HMW: 7,5/10
Voto dei lettori: 8.0/10
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From The New World è una ventata d’aria fresca: abituato da anni alla produzione solista di Mr. Parson, che ritengo mediocre a parte alcune eccezioni (Try Anything Once, On Air), questo nuovo CD targato 2022 ha tutto un altro tiro.

L’apertura con “Fare Thee Well”, clamoroso tributo a Eric Woolfson, ci fa subito capire che ci troviamo di fronte ad un prodotto sicuramente diverso dal passato: echi del Project ed una presenza sotteranea costante dei Pink Floyd sono le caratteristiche che più spiccano in tutto l’album. Sembra che Alan voglia tornare a toccare lidi più progressivi ed antichi, pur sempre tenendo le composizioni nel genere pop/rock: per ora ci godiamo From The New World, disco godibile, ben suonato, missato e masterizzato in modo assolutamente sublime (e come poteva essere altrimenti?).

Ci sono tanti momenti calmi, fra ballad e semi- ballad, e devo dire che la cosa funziona: la sensazione principale che mi è rimasta dopo i vari ascolti è quella della malinconia, ma connotata in versione positiva. Il personaggio sulla stupenda copertina sembra guardare al passato: ipotizzo sia Alan (il cappello da mago me lo fa supporre) che guarda i vecchi tempi del project (le piramidi, la luna), mentre poggia i piedi sulle coste del nuovo mondo, pronto per girarsi e partire all’esplorazione.

Musicalmente From The New World mi ha quindi colpito: bisognerebbe spendere pagine e pagine di analisi approfondite, ma alle case discografiche interessa che la recensione esca il prima possibile non che sia la più esaustiva possibile. Posso sinceramente dirvi che il voto che ho messo è indicativo, e vuole comunicarvi che è un disco da avere se siete fan di Alan o degli APP: serviranno molti ascolti per sviscerare bene tutti gli aspetti, e li farò con calma nelle prossime settimane. A voi non rimane altro che andare sul player qui sotto e buttare un’ascolto, con la solita raccomandazione di acquistarlo se vi piace…

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